Interviene nel dibattito ospitato da greenreport Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana

A proposito di governo del territorio in Toscana

[16 dicembre 2013]

Nelson Mandela usava dire, nei primissimi, intensi mesi della sua Liberazione: Niente come tornare in un luogo rimasto immutato, ci fa scoprire quanto siamo cambiati…

Nel rendere qui omaggio al compianto e inarrivabile Madiba, in tutta modestia, abbiamo trovato per certi versi curiosamente attinente questo suo leggendario aforisma al rovente dibattito in corso, sulla proposta di legge regionale sul governo del territorio. Non che serva alimentare altre polemiche. Sterili e fini a sé stesse. Tutt’altro. Ho provato, invece, a rileggere senza pregiudizi il testo della LR 1.2005 e l’ho comparato, articolo dopo articolo, al testo della pdl 282, attualmente in discussione in Consiglio Regionale.

Ebbene, l’impressione che ho ricavato da questa illuminante rilettura in parallelo, è netta. Tutto è perfettibile, per carità. Quindi anche la proposta 282 lo è. E quindi non dubito che potrà persino essere affinata e migliorata nel suo impianto regolamentare. E tuttavia, la sensazione, ripeto, è netta. Quella a cui stiamo assistendo è una svolta epocale di approccio nei confronti del bene comune territorio. Una svolta che si declina, per l’appunto, in un contesto che fatico a non definire immutabile, e che perpetua stancamente l’eterno “invito alla crescita”. Come se non ci si rendesse ancora conto che uno dei principali detonatori di questa crisi devastante, che stiamo vivendo, non fosse proprio l’implosione della “bolla immobiliare”, ossia di quella “rendita” che almeno negli intenti anche la Uno intendeva aggredire. Da questa prospettiva, la proposta della 282 è chiaramente dirompente. Non meraviglia dunque che attiri dissenso e critiche, in taluni casi persino sopra le righe. Perché promette (o minaccia) di arrestare davvero il consumo di suolo dissennato, cui abbiamo dovuto assistere negli ultimi decenni. Che non significa uccidere l’industria edile. Ma anzi spostarla verso nuove e sempre più necessarie mete di qualità. Sulla riqualificazione energetica e antisismica degli edifici esistenti. Sulla rigenerazione urbana. Sulla qualità della risposta dei nostri comparti urbani al rischio idrogeologico. Che, poi, è esattamente il cambiamento che è richiesto oggi alla Politica. Promuovere, con coraggio, visioni e valori di lungo periodo. Intercettando al meglio e nell’accezione più nobile gli interessi generali di una comunità e di un Paese.

Pertanto, mi auguro di cuore che si depongano le armi dell’invettiva. Per concentrarsi, tutti, sul merito delle questioni sollevate dalla 282. Certo migliorandola. Rafforzandola. Se necessario, in qualche aspetto di dettaglio, correggendola. Ma senza disperdere quell’obiettivo di fondo, così avvertito sui territori della nostra vivacissima regione, che è il bisogno ineludibile d’invertire la rotta, in Toscana come nel resto del Paese. Noi di Legambiente, immagino che s’intuisca facilmente, siamo disponibilissimi ad aiutare e a favorire questo processo democratico.

Buon lavoro e buona fortuna a tutti.

di Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana