«La nostra fame di bellezza contro l'abbuffata di cemento.»

Grandi opere inutili. Legambiente con Don Bizzotto nella staffetta di digiuno per la difesa del suolo

Da Padova alla Brianza e in tutto il nord contro le autostrade inutili

[20 settembre 2013]

Il via l’ha dato in Veneto il fondatore dei Beati i Costruttori di Pace, Don Albino Bizzotto (nella foto), che con il suo digiuno ha denunciato la follia dei 1000 km di nuove autostrade che rischiano di abbattersi sulla pianura più fertile d’Europa.

Ora Legambiente lancia nuovi allarmi: «Dopo i capannoni vuoti che riempiono la pianura Padano-Veneta, è partita infatti la stagione delle autostrade, a sferrare un nuovo attacco a quel che resta del suolo agricolo da cui dipende la gran parte della produzione agroalimentare made in Italy. Eppure basta gettare uno sguardo a una carta delle autostrade d’Italia per capire che la Pianura Padana non ha bisogno di 1000 km di nuove autostrade. E basta confrontare i dati della mobilità di persone e merci con quelli del resto d’Europa per rendersi immediatamente conto che lo sbilanciamento del nord Italia non è sul versante della dotazione stradale, ma su quello dell’eccessivo livello di motorizzazione individuale (superiore del 20% alla media europea) e dell’inadeguatezza dell’integrazione logistica per le merci, con le ferrovie italiane che ormai sulla rete interna trasportano meno del 3% delle merci: un vero record europeo di inefficienza».

Nel mirino della pacifica protesta di Don Bizzotto e degli ambientalisti ci sono: Pedemontana piemontese, veneta e lombarda, Brebemi, Teem, Orte-Mestre, Valdastico, TiBre, Cremona-Mantova, Broni-Mortara… e il Cigno verde sottolinea che «quello delle nuove autostrade del Nord è un rosario infinito. Non c’è collegio elettorale che non abbia il “suo” progetto autostradale, non c’è campanile da cui non si abbracci un nuovo tracciato autostradale: con un indebitamento a carico del sistema Paese, tra finanziamenti pubblici e project financing farlocchi coperti ‘a perdere’ dalla Cassa Depositi e Prestiti, che ormai assomma a svariate decine di miliardi per opere che, nella maggior parte dei casi, non intercettano nemmeno una reale domanda di utilizzo».

Per questo Legambiente lancia la staffetta di digiuno per la difesa del suolo, a partire dai propri attivisti e dirigenti, cominciando oggi da Padova, continuando nel week end in Lombardia in occasione della grande manifestazione lanciata in Brianza, a Desio, contro l’opera più costosa di tutte, la Pedemontana lombarda, per estendersi poi all’Emilia Romagna e  al Piemonte e proseguire come mobilitazione nazionale anche nei giorni del tradizionale week end di “Puliamo il Mondo”, quando migliaia di volontari indosseranno guanti e ramazze per ripulire l’Italia da rifiuti, incuria ed ecomostri.

Secondo il presidente Nazionale di Legambiente,  Vittorio Cogliati Dezza, che prenderà parte al digiuno, «Don Bizzotto ha scelto una forma di lotta eclatante ma per nulla esagerata, perché queste opere non rappresentano solo un nuovo, forte impulso al consumo di suolo, ma sono un’insostenibile ipoteca sugli investimenti necessari ad uscire dalla crisi, e un insulto ai drammatici bisogni di una società piegata dalla crisi economica. Stiamo facendo, in tempo di crisi, quello che la Spagna ha fatto negli anni della bolla finanziaria. Ma se nel caso della Spagna quegli errori hanno fatto collassare un’economia che marciava spedita, nel nostro caso gli investimenti sbagliati serviranno solo a tenerci più a lungo sotto il giogo della crisi economica, e a privarci delle innovazioni realmente necessarie per uscirne in modo virtuoso. Per questo anche noi ci associamo al digiuno lanciato da Don Bizzotto: è in gioco il destino del territorio, ma anche il futuro di ciascuno di noi».