«Come in tutte le battaglie democratiche, ci sarà un prezzo da pagare»

Grecia, perché Yanis Varoufakis si è dimesso da ministro delle Finanze

«Chi è di sinistra sa agire nell’interesse della collettività, senza curarsi dei privilegi derivanti dalla propria carica»

[6 luglio 2015]

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Il referendum del 5 luglio rimarrà nella storia come un momento unico in cui una piccola nazione europea si è ribellata alla servitù del debito. Come in tutte le battaglie democratiche, anche per il rifiuto dell’ultimatum dell’Eurogruppo del 25 gennaio da parte della Grecia ci sarà un prezzo da pagare. È essenziale, dunque, che questo straordinario capitale che il voto del NO ha affidato al nostro governo sia investito immediatamente nel SÌ ad un accordo sostenibile – che includa la ristrutturazione del debito, meno austerità, la ridistribuzione delle ricchezze a favore di chi ne ha bisogno e riforme reali.

Poco dopo l’annuncio dei risultati del referendum, mi è stato fatto sapere che alcuni partecipanti dell’Eurogruppo e altri nostri “partner” avrebbero preferito che non partecipassi agli incontri; un fatto che il primo ministro Tsipras ha ritenuto potesse aiutarlo ad arrivare ad un accordo. Per questo motivo oggi annuncio le mie dimissioni da ministro delle Finanze della Grecia.

Ritengo che sia mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare, come ritiene più opportuno, il capitale che il popolo greco gli ha affidato tramite il referendum di ieri. E indosserò il disprezzo dei creditori con orgoglio.

Chi è di sinistra sa agire nell’interesse della collettività, senza curarsi dei privilegi derivanti dalla propria carica. Il primo ministro Tsipras gode del sostegno totale mio e del nostro governo.

Lo sforzo sovrumano per onorare il coraggioso popolo greco – e il celebre OXI (NO) che hanno donato a chiunque abbia a cuore la democrazia nel mondo – è appena iniziato.

di Yanis Varoufakis (trad. Sel)