Greenreport.it cambia pelle (e non solo)

[3 giugno 2013]

Cambiarsi di vestito non sempre è sinonimo di grandi possibilità economiche. Certo, bisogna comunque permetterselo, ma alcune volte è semplice necessità. Perché quello vecchio è logoro e indossarlo è quasi peggio che non averlo proprio. Così la nuova veste grafica di greenreport.it che oggi orgogliosamente presentiamo è stata più spinta dal fine vite del precedente sito, che dalla voglia di rifarsi il look. Abbiamo però colto l’occasione per lanciare importanti iniziative che speriamo piacciano ai vecchi e ai nuovi lettori, a partire dalla prestigiosa collaborazione con Ecoavvocati.com, ai quali abbiamo riservato una rubrica speciale visibile sulla parte destra della homepage.
Ma il lavoro più grosso è stato fatto sull’usabilità del sito. greenreport.it oggi viaggia molto più velocemente, ha nuove categorie tutte da scoprire, è molto più interattivo e con un archivio più facile da consultare. Nonostante le difficoltà generali che hanno colpito tutta l’informazione nazionale, siamo riusciti inoltre a consolidare e ad aumentare le collaborazioni scientifiche, quelle culturali/artistiche e, dopo l’estate, potrebbero esserci altre sorprese per le quali stiamo lavorando dietro le quinte.

Ci piacerebbe a questo punto poter ringraziare qualcuno per l’aiuto che ci ha dato nel momento del bisogno economico – non di audience del giornale perché quella per nostra fortuna è ai massimi dalla nascita di greenreport.it ad oggi – , ma purtroppo nessuno dei nostri appelli ha avuto esito positivo. Per fortuna l’editore e i nostri storici partner, almeno la maggior parte di loro, non ci ha abbandonato e dunque, ringraziando a questo punto i nostri sforzi a costo zero, possiamo non solo fornire la stessa informazione gratuita e di qualità sulla sostenibilità ambientale, ma addirittura migliorarla.

Alessandro Farulli