«L’accesso anticipato a Mediaset sembra anche essere associato ad un maggior sostegno al M5S»

Chi guarda Mediaset è più propenso a votare per i politici populisti. Studio Qmul – Bocconi

Il Caso Italia/Berlusconi: effetti politici maggiori su chi è stato esposto da bambino e da anziano

[27 marzo 2017]

Di fronte all’emergere di personaggi come Matteo Salvini, tendiamo a dimenticarci chi è il padre del moderno populismo italiano che ha aperto la strada alla neodestra, a ricordarci che tutto, almeno in Italia, nasce con la televisione commerciale di Silvio Berlusconi è uno studio appena pubblicato in un working paper della School of economics and finance della Queen Mary University of London (Qmul) da  Andrea Tesei (Facoltà di economia e delle Finanze Qmul), Ruben Durante (Universitat Pompeu Fabra e Sciences Po) e Paolo Pinotti (università Bocconi di Milano).

Secondo lo studio, «Le persone esposte alla televisione di intrattenimento sono più propense a votare per i politici populisti». Per arrivare a questa conclusione – che smentisce tutti coloro che dicevano che le televisioni di Berlusconi non spostano voti – i ricercatori hanno studiato l’impatto politico dell’intrattenimento televisivo in Italia negli ultimi 30 anni, durante la graduale introduzione della televisione commerciale di Mediaset. I ricercatori hanno prima controllato i dati locali su  istruzione e attività economica. Poi hanno mostrato che non c’erano tendenze pre-esistenti a votare per un qualsiasi partito politico prima dell’arrivo di Mediaset a livello comunale. Infine, la loro metodologia si basa solo sull’intensità del segnale che è dovuta a caratteristiche geografiche esogene (montagne e  vallate). La presenza o l’assenza di montagne che interferivano con la ricezione dei programmi Mediaset in un determinato Comune è casuale ed è estranea a qualsiasi caratteristica politica del Comune.

Confrontando i comportamenti di voto delle persone che vivevano nelle regioni in cui venivano trasmesse le reti Mediaset rispetto a quelle dove le Tv di Berlusconi non erano ancora disponibili, lo studio e ha scoperto che le persone che avevano avuto subito accesso a Mediaset prima del 1985 – quando la rete era caratterizzata solo dall’intrattenimento leggero – hanno votato in media un punto percentuale in più per Forza Italia, rispetto agli abitanti dei Comuni dove Mediaset è arrivata dopo.

I tre ricercatori hanno scoperto anche che questo effetto politico è proseguito per quasi 20 anni e 5 elezioni e che è stato particolarmente pronunciato tra gli anziani ei giovani, anche questi due gruppi ne sono stati influenzati in modi molto diversi.

Tesei spiega: «I nostri risultati suggeriscono che gli individui esposti alla TV di intrattenimento da bambini sono meno cognitivamente sofisticati e meno impegnati socio-politicamente da adulti e, in definitiva, più vulnerabili alla retorica populista di Berlusconi da persone anziane. D’altra parte, sembrano essere stati agganciati dall’intrattenimento leggero fornito da Mediaset e  in seguito esposti a contenuti e  notizie distorte sugli stessi canali».

Le persone meno istruite, che hanno abbandonato presto la scuola, che sono state esposte alla TV di intrattenimento hanno votato il 3% in più per Forza Italia rispetto alle persone meno istruite che vivono nei Comuni dove inizialmente Mediaset non era disponibile). Le persone esposte alla TV di intrattenimento da i bambini hanno votato quasi l’8% in più per Berlusconi, rispetto ai soggetti della stessa età che sono stati esposti in seguito.

I ricercatori hanno scoperto che «Le persone che sono state esposte alla TV di intrattenimento da bambini sono cognitivamente svantaggiate  in età avanzata». Coloro che sono stati esposti da bambini, da adulti  nei test cognitivi realizzano risultati il 5% peggiori rispetto ai loro coetanei non esposti, ma hanno anche il 13% in meno di probabilità di mostrare un interesse per la politica e il 10% in meno di probabilità di far parte di associazioni di volontariato.

I ricercatori affermano inoltre di aver  scoperto un effetto ancora più forte tra le persone che erano già ultra 55enni, quando queste sono state esposte all’intrattenimento televisivo: «Questo gruppo ha votato in media di 10 punti percentuali in più per Forza Italia che gli elettori non esposti della stessa età». Lo studio ha scoperto che le persone anziane esposte alla  TV di intrattenimento durante gli anni ’80 sono le più propense a guardare i telegiornali delle reti Mediaset – iniziati nel 1992 – che hanno fatto da megafono propagandistico alla scesa in campo di Berlusconi e a tutta la sua parabola politica.

I ricercatori hanno anche scoperto che l’esposizione alla TV di intrattenimento non ha solo fatto aumentare il sostegno a Berlusconi, «ma anche per altri soggetti politici populisti con caratteristiche simili. Infatti, l’accesso anticipato a Mediaset sembra anche essere associato ad un maggior sostegno al Movimento 5 Stelle, guidato dall’ex comico Beppe Grillo».

Secondo Tesei, Durante e Pinotti, «Questi risultati suggeriscono che Mediaset ha influenzato gli atteggiamenti politici e il comportamento di voto oltre il suo effetto per il partito di Berlusconi. In particolare, i risultati suggeriscono una relazione tra l’esposizione alla schermo TV e le preferenze per i partiti e i leader populisti».

Per giungere a questi risultati, i ricercatori hanno utilizzato una combinazione di metodi di ricerca, compresi  un engineer-developed software per simulare la propagazione del segnale TV, un’analisi econometrica basata sui dati delle elezioni a livello comunale e i dati delle indagini geo-referenziati. L’influenza della TV di intrattenimento sul voto è risultata percentualmente evidente quando hanno controllato le caratteristiche geografiche e socio-economiche a livello comunale.

Tesei conclude: «I nostri risultati suggeriscono che contenuti di intrattenimento sono  in grado di influenzare gli atteggiamenti politici, creando un terreno fertile per la diffusione di messaggi populisti. E’ il primo importante studio per studiare l’effetto politico dell’esposizione degli elettori ad una dieta di intrattenimento “light”. i risultati arrivano al momento giusto, proprio mentre gli Stati Uniti si stanno adattando alla presidenza di Donald Trump».