“Higgs e oltre”, Marumi Kado a Pisa per spiegare gli obiettivi dei nuovi esperimenti a LHC del Cern

[22 ottobre 2014]

Al Cern di di Ginevra per la ripresa degli esperimenti a LHC (Large Hadron Collider), l’acceleratore di particelle che due anni fa ha fornito la verifica sperimentale dell’esistenza del bosone di Higgs e che, dopo un periodo di pausa, tornerà a funzionare nei primi mesi del 2015. Il punto sullo stato dei lavori e sulle nuove prospettive della ricerca sé stato fatto a Pisa del professor Marumi Kado, direttore di ricerca al Cnrs e al Laboratoire de l’Accélérateur Linéaire di Orsay, è stato coordinatore della fisica del bosone di Higgs e dal  2015 sarà  coordinatore generale della fisica di Atlas, uno dei due grandi esperimenti  a LHC  che nel 2012 hanno scoperto il bosone di Higgs,  a cui lavorano più di 3.000 ricercatori provenienti da ogni parte del mondo,  compreso un nutrito gruppo di fisici pisani.

Kado  è intervenuto all’Istituto nazionale di fisica nucleare e al dipartimento di fisica dell’università di Pisa, su invito del professor Vincenzo Cavasinni, per tenere il seminario “Higgs e oltre” ed ha sottolineato che «La ripresa degli esperimenti sarà graduale, con un avvio a bassa intensità previsto per aprile 2015 e l’entrata a regime programmata entro la fine della successiva estate. Teniamo presente che, in pratica, ci troveremo di fronte a un nuovo acceleratore , perché l’energia di LHC sarà quasi raddoppiata, passando da 8 a 13 o 14 teraelettronvolt, e la sua intensità sarà decuplicata”.

Kado ha poi spiegato quali siano le attese scientifiche legate a questa seconda fase di esperimenti: «Nel corso della prima fase oltre a cercare l’esistenza di nuove particelle previste da modelli come la supersimmetria o modelli esotici che vadano al di là del Modello Standard, eravamo partiti con l’idea di verificare o meno l’esistenza del bosone di Higgs, sicuri di poter dare prove concludenti su quest’ultima questione. La scoperta del bosone ha profondamente cambiato il panorama della fisica, tantissime domande fondamentali hanno, a maggior ragione, ancor più grande rilevanza, l’orizzonte è potenzialmente più aperto e le linee guida su quello che possiamo aspettarci di trovare più tenue. La prossima sarà, insomma, un’avventura altrettanto emozionante e interessante, in cui dovremo dimostrare una maggiore determinazione a sperimentare e indagare in campi finora inesplorati».