I Paesi Ue trovano l’accordo sui Fondi europei per gli affari marittimi e la pesca

Soddisfatta il ministro Nunzia De Girolamo. Novità anche per la riforma della Politica agricola comune

[16 luglio 2013]

Stanotte, dopo intensi negoziati, la riunione del Consiglio europeo agricoltura e pesca ha raggiunto un accordo globale  per il regolamento che stabilisce i Fondi europei per gli affari marittimi e la pesca, un nuovo strumento finanziario per il periodo 2014-2020.

Il ministro lituano Virgilijus Jukna, a nome della presidenza di turno dell’Ue, si è felicitato per i risultati positivi dei negoziati: «E’ un accordo particolarmente importante per tutto il settore europeo della pesca perché i nuovi fondi, i cui crediti allocati raggiungono i 6,396 miliardi di euro, formano una parte del quadro finanziario pluriennale. E’ lo strumento più importante di finanziamento della politica comune della pesca riformata per il periodo 2014-2020. I fondi contribuiranno anche allo sviluppo della politica marittima integrata dell’Ue».

L’accordo faticosamente raggiunto su questo approccio globale permetterà alla presidenza di turno lituana di aprire negoziati col Parlamento europeo sul regolamento basato si fondi europei per gli affari marittimi e la pesca, dopo che l’europarlamento voterà il suo progetto in seduta plenaria si potranno aprire i negoziati tripartiti».

Jukna ha sottolineato che «quando si tratta del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, il fattore tempo è di importanza decisiva. Metteremo tutti i nostri sforzi perché i Fondi  europei per gli affari marittimi e la pesca possano cominciare la loro attività dal primo gennaio 2014».

Il principale nodo affrontato dai ministri europei è stato quello del budget dei fondi, i criteri di ripartizione tra gli Stati membri e i principi riguardanti la sospensione dei tempi di pagamento in caso di violazione delle regole della politica comune della pesca. Nonostante il clima acceso alla fine si è trovato il modo di mettere d’accordo le diverse posizioni degli Stati e ne è uscito quello che viene definito «un compromesso accettabile per tutti».

Nella tarda serata di lunedì, l’accordo sulle questioni aperte è stato raggiunto sulla ripartizione delle risorse nei diversi strumenti dei Fondi e sui criteri finanziari tra gli Stati membri dell’Ue.

Il ministro italiano delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, è soddisfatta delle decisioni prese a Bruxelles sui fondi da destinare al settore della pesca: «Sulla base delle decisioni raggiunte ieri in sede di Consiglio dei ministri dell’agricoltura e della pesca della Ue, che si è tenuto a Bruxelles, ci sono tutte le premesse affinché l’Italia non subisca riduzioni nei trasferimenti delle risorse per il settore ittico nel periodo 2014-2020. Si tratta di un risultato molto importante, soprattutto per le nostre imprese di pesca che, a partire dal prossimo anno, dovranno affrontare le nuove sfide della Politica Comune della Pesca».

«Tra i criteri stabiliti per distribuire i fondi che saranno utilizzati – ha aggiunto – come richiesto dalla delegazione italiana, ci sarà il peso che la piccola pesca costiera rappresenta sul totale della flotta. Ciò è particolarmente importante per l’Italia, in quanto la percentuale di questo tipo di flotta sul totale è di oltre l’80%. Le risorse stabilite in Europa ammonteranno a circa 5,5 miliardi, compresi gli incentivi per la raccolta dei dati scientifici e per i controlli. C’era il timore di subire una riduzione nello stanziamento, ma alla fine si è trovato l’accordo su una cifra in linea con quanto stanziato nel periodo 2007-2013, che ci fa ritenere che anche le somme che verranno destinate al nostro Paese non subiranno riduzioni in futuro. Queste cifre dovranno essere confermate nei prossimi mesi dal Trilogo tra Consiglio, Europarlamento e Commissione europea, ma siamo ottimisti».

La riunione è servita anche ad affrontare altre questioni importanti riguardanti l’agricoltura, compresa la riforma della Politica agricola comune (Pac). Jukna ha spiegato che «dopo aver trovato l’accordo politico sul tema del pacchetto della riforma della Pac, la presidenza lituana farà ogni sforzo per terminare i lavori necessari perché il pacchetto della Pac sia adottato ed entri in vigore in tempo. Un’attenzione particolare sarà accordata alle discussioni relative alla proposta sulle regole transitorie necessarie per il 2014, riguardanti certi aspetti della riforma della Pac maggiormente legati al sistema di pagamenti diretti dello sviluppo rurale ed ala sua adozione. Come è ben noto, l’obiettivo della proposta è quello di assicurare la transizione coerente dalla regolamentazione attuale della Pac di questo periodo di finanziamento alle nuove regole della Pac riformate. Il regolamento deve essere adottato, entrare in vigore ed essere applicato nel 2014, è per questa ragione che, durante la presidenza lituana, l’accordo riguardante queste clausole deve essere trovato non solo nel Consiglio ma anche a livello istituzionale».

Presentando il programma della presidenza di turno lituana per la pesca e l’agricoltura, il ministro Jukna aveva sottolineato l’impegno «per lo sviluppo innovativo e sostenibile dei settori dell’agricoltura e della pesca».