Iaere, gli economisti italiani dell’ambiente e delle risorse naturali hanno un nuovo presidente

Simone Borghesi, membro storico del think tank di greenreport, conquista il prestigioso incarico

[23 febbraio 2015]

Si è appena conclusa la terza conferenza annuale Iaere, l’evento che ha riunito a Padova gli economisti italiani dell’ambiente e delle risorse naturali in uno degli incontri più importanti del 2015, e dall’assemblea generale è arrivato anche un vento di cambiamento: Iaere si appresta a cambiare presidente, e il prestigioso incarico sarà ricoperto da Simone Borghesi, economista all’università di Siena (dove insegna Economia ambientale e co-dirige il gruppo di ricerca R4S), componente del network interuniversitario Seeds, nonché membro del think tank di greenreport.it – Ecoquadro – a partire dalla sua fondazione.

Con ben 66 voti sui 79 elettori presenti all’assemblea generale, Borghesi entrerà in carica nel Consiglio direttivo come president-elect nel 2016 per poi assumere l’incarico di presidente dell’Iaere nel 2018.

«Desidero innanzi tutto ringraziare i colleghi – sono le riflessioni di Borghesi – che hanno proposto il mio nome come candidato alla presidenza dell’Iaere, e il Comitato di nomina che ha voluto avvallare tale proposta. Ho deciso di accettare la proposta di candidatura in quanto – sebbene vi siano colleghi certamente più titolati a ricoprire tale ruolo – ritengo di poter sopperire con l’entusiasmo per l’inizio di una nuova avventura, come quella collegata alla recente nascita dell’Iaere, e in parte con le esperienze professionali in contesti diversi che ho maturato nel corso degli anni».

Le priorità della direzione Borghesi per l’Iaere, come elencato prima della sua elezioni, saranno quattro. «In primo luogo, continuare a dare spazio e fornire occasioni d’incontro e crescita professionale ai tanti giovani che si occupano di economia ambientale nel nostro paese. Data la vocazione dell’economia ambientale a occuparsi di problemi intergenerazionali, ritengo che l’attenzione alle generazioni future debba essere nel Dna della nostra associazione. In secondo luogo, ampliare possibilmente il numero di iscritti dell’Iaere e cercare di aumentarne la dimensione internazionale, tentando di “catturare” l’interesse e la collaborazione dei numerosi colleghi che si trovano all’estero. In terzo luogo, estendere e possibilmente rafforzare i legami della nostra associazione con le istituzioni economiche del Paese (quali, ad esempio, la Banca d’Italia, l’Istat e il ministero dell’Ambiente), aumentando altresì la visibilità dell’Iaere sui media e nei principali convegni nazionali e internazionali.

Infine – chiosa Borghesi – come ho avuto modo di scrivere in un mio intervento su Greenreport all’indomani della conferenza del 2014, ritengo necessario migliorare la nostra capacità di dialogo coi policy-makers, cercando di aumentare l’influenza delle nostre ricerche sulle loro decisioni. Obiettivo questo, mi rendo conto, tutt’altro che facile, ma non per questo meno importante e troppo spesso invece tralasciato per la crescente distanza tra il mondo della ricerca e quello della politica ambientale italiana».

Convinti che l’entusiasmo e la competenza che da sempre caratterizzano l’opera accademica e divulgativa di Borghesi possano garantire un’impronta positiva per lo sviluppo di un’associazione già importante come l’Iaere, a lui vanno i migliori auguri di tutta la redazione di greenreport.it per la buona riuscita di questo nuovo e impegnativo percorso.