Il giro del mondo in bicicletta: 50.000 chilometri in due anni con il progetto Pangea

Un’impresa per far conoscere le bellezze e i drammi del nostro pianeta

[14 aprile 2015]

Il veneziano Alessandro Da Lio, classe 1959, esploratore, ciclista, è l’ideatore e il realizzatore del progetto Pangea, il giro del mondo in bicicletta, una straordinaria avventura che partirà il primo maggio da Città del Capo, in Sudafrica  e che terminerà nell’autunno del 2017.

Da Lio non è nuovo a lunghissime spedizioni in bici, come “560 Km Duchenne Heros”, “Venezia-Istanbul 2010”, in tappa unica di 4000 km “Caponord Venezia 2013”, in solitaria e autosufficienza “deserto del Sahara 2009”, “Mongolia Sukhbaatar 2012″, “Athabaskan 2012” in solitaria e autosufficienza invernale, varie “Transalp dal 2001 al 2014”, “Alaska” diverse edizioni dell’Iditarod on bike in invernale e autosufficienza, deserto della Dancalia e vulcani nel 2013, ma  questa volta tenterà una cosa mai fatta prima: «Un’esplorazione eco-sostenibile, una testimonianza “sui pedali” della vita sul pianeta», come spiega ActionAid che sponsorizza l’impresa.

Il giro del mondo in bicicletta che con i suoi oltre 50.000 chilometri vuole essere «Un’esplorazione che nasce con l’ambizione di lasciare traccia di sé nella storia dell’umanità», dicono gli organizzatori di Cooperativa 19 e  Da Lio che dal Capo di Buona Speranza si spingerà fino a Capo Nord e poi, dai territori artici sino alla Terra del Fuoco. Per questo il progetto è stato chiamato “Pangea, cycling on life”, dal nome del super-continente che ha dato origine ai continenti del nostro pianeta».

ActionAid, partner dell’iniziativa, sottolinea che «Chiunque potrà partecipare al viaggio di Da Lio, in forma attiva come ciclista – scegliendo date e luoghi dove “pedalare” – o da semplice spettatore, comodamente seduto nella propria poltrona di casa, seguendo in tempo reale notizie e immagini con le quali l’equipe itinerante documenterà l’esplorazione. Chi decidesse di inforcare la Bike o, nel caso di deserto e distese di ghiaccio, la Trike (triciclo appositamente allestito per affrontare le ampie distese battute costantemente dal vento) riceverà anche un’adeguata preparazione sul campo».

Ma non si tratta solo della solita impresa sportiva estrema: Pangea sarà seguito in ogni tappa da un’équipe tecnico-scientifica e la spedizione dei bikers guidata da Alessandro Da Lio realizzerà il primo Giro del Mondo eco-sostenibile (sui pedali) e gli organizzatori sono sicuri che l’impresa si trasformera in un «Vero e proprio museo Itinerante, un reality antropologico e culturale, una testimonianza vivente, nella più moderna accezione del termine, della ricchezza di questo mondo, ma anche della sua povertà e delle differenze tra i vari paesi. Alcune tappe del tour si tingeranno di rosa, con una presenza femminile sui sentieri di Pangea: nell’incontro con le donne di altri paesi potrà nascere il racconto di storie ed esperienze, testimoniando difficoltà, sofferenze e differenze di condizioni di vita. Ma facendosi anche portatrici anche di progetti di cambiamento e mettendo in contatto associazioni umanitarie con le situazioni di difficoltà».

La condizione femminile è uno dei temi cari ad ActionAid, l’associazione internazionale impegnata contro la povertà e la fame nel mondo, per uno sviluppo sostenibile che possa contribuire al futuro dei bambini. E tutto il team di Pangea si è impegnato a raccogliere fondi durante il giro del mondo in bici  per sostenere i progetti dell’organizzazione. E’ della partita anche il Lyons Club che, attraverso la Loggia dei Mercanti, aderisce e sostiene il progetto.

Nel suo lunghissimo viaggio intorno al modo Da Lio sarà testimone delle diverse condizioni di vita nei diversi Paesi  e si è impegnato a raccontare anche la lotta per la sopravvivenza dei popoli indigeni, dall’Africa agli Inuit del Nord o agli altri popoli eredi di grandiose civiltà nelle due Americhe. Pangea verrà affiancata da iniziative didattiche, sportive e di turismo culturale, stage con docenti di fotografia, videoreporter e mental coaching, organizzati nei 24 mesi di esplorazione.

ActionAid ricorda che «Una delle tematiche “forti” che Pangea toccherà, sarà quella dell’alimentazione, dello sfruttamento delle risorse. Per questo, sarà all’Expo con un totem interattivo che consentirà di dar forza alle proposte che l’esposizione mondiale proporrà al pubblico, grazie al collegamento in tempo reale con le varie località del mondo. Ma Pangea continuerà anche dopo l’Expo di Milano, perché l’Esposizione Mondiale è un seme che deve germogliare nel tempo per dare i suoi frutti e l’obiettivo della spedizione ciclistica sarà anche quello di tener viva la fiaccola nel tempo».