Il M5S, la finanza speculativa Internazionale e la rinegoziazione del debito italiano

[25 marzo 2014]

Oggi il Movimento 5 Stelle ha tenuto al Senato una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche Andrea Baranes, presidente della Fondazione Culturale Banca Etica, per parlare della situazione della finanza speculativa internazionale, che movimenta in soli 4  giorni l’equivalente di un anno di transazioni dei mercati “reali” mondiali. Quello che è emerso è che, come noto almeno ai più attenti, «Il 95% delle operazioni sono appunto meramente speculative». Dalla conferenza è venuto fuori inoltre che «Per eliminare la fame nel mondo occorrono 80 miliardi di dollari. Le banche mondiali private dal 2008 ad oggi sono state ricapitalizzate, dagli Stati, quindi con denaro pubblico, di 4.000 miliardi, cioè cinquanta volta tanto».

I senatori pentastellati volevano però soprattutto dimostrare che un’eventuale rimodulazione/contrattazione del debito pubblico italiano è un’ipotesi tutt’altro che campata per aria, «Stante il fatto che si è già svolta in più occasione, e che gli operatori finanziari sono molto pragmatici su tale eventualità, e di fronte ad una potenziale perdita totale, preferiscono una soddisfazione parziale».

Per questo i grillini, pur continuandosi a dichiara né di destra né di sinistra, in quest’occasione non hanno esitato a far proprie le denunce che dal 2008 fa la sinistra che si oppone in tutto il mondo all’iperliberismo neoconsrvatore,  evidenziando che «Molte altre sono le gravissime operazioni che quotidianamente vengono poste in essere sia dal sistema finanziario “ufficiale” che da un parallelo sistema finanziario “ombra” di dimensioni persino maggiori del primo, e non sottoposto a nessun tipo di legge se non quella del profitto veloce e senza remore, comportamento che già più volte ha portato ad affamare intere popolazioni tramite l’aumento sconsiderato delle derrate alimentari per motivi puramente speculativi».

La conferenza stampa è servita anche ad illustrare le principali tecniche e strumenti posti messi in atto  dalla finanza speculativa, tra i quali il M5S ricorda «L’annosa questione dei paradisi fiscali e della tassa sulle transazioni finanziarie, nonché il risultato che ne deriva, che si concretizza nella privatizzazione dei profitti e la pubblicizzazione delle perdite, che tutti noi abbiamo subito dal 2008 ad oggi». Le soluzioni ci sarebbero, come sanno bene anche i lettori di greenreport.it, ma come sottolineano i pentastellati «La politica nazionale ed internazionale non le supporta».

Il portavoce del Movimento 5 Stelle al Senato, Gianni Girotto,  ha sottolineato  che «I cittadini però hanno già la possibilità di agire concretamente per modificare tale equilibrio, spostando le loro personali operazioni bancarie sul circuito della finanza etica, che in Italia esiste da almeno 15 anni e che vede operare soggetti analoghi in tutta Europa ed oltre, e che funziona talmente bene da avere “sofferenze” bancarie 4 volte più basse rispetto a quelle ordinarie».  Girotto e di tutto il M5S sperano che «Il semestre di Presidenza Italiana dell’Unione Europea, affronti finalmente con decisione questo tema centrale per la vita di ognuno di noi».