Riceviamo e pubblichiamo

Il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli, sui sinkhole all’Elba

[19 marzo 2015]

Le ripetute prese di posizione di cittadini e di organi di stampa sul come uscire dai problemi di viabilità ed altro nel versante riese, mi suggerisce un intervento sul come affrontare e risolvere i problemi.

Ormai la parola “sinkhole” è entrata nell’uso comune quando ci si riferisce ai fenomeni di sprofondamento che hanno colpito l’area del Piano. E’ risaputo che le prime manifestazioni, almeno sulla viabilità, risalgono al 2008, si sono ripresentate nel 2010 e sono state risolte con semplici interventi di ripristino.

Solo dopo l’ennesimo evento del 2013 e dopo che l’equipe di studiosi dell’Ateneo Fiorentino aveva prodotto una mappa dell’area di rischio sulla base dei rilievi morfologici, si pose all’attenzione la necessità d’individuarne con maggior precisione il perimetro attraverso studi geoelettrici e gravito metrici. Eppure i protocolli di difesa a livello nazionale esistevano da tempo e anche in Toscana dopo i fenomeni di subsidenza di Camaiore.

Ritenendo non sufficiente il monitoraggio radar dei luoghi, che rileva il fenomeno in atto ma non ne individua le cause, né sufficientemente precisa e rassicurante la cartografia prodotta, il Comune di Rio Marina aprì un discorso in pieno spirito di collaborazione col prof. Carmignani dell’Università di Siena per un approfondimento. L’idea di non fermarsi ad una rilevazione esclusivamente morfologica appartiene pertanto al Conune di Rio Marina che l’ha portata avanti anche nella ricerca dei relativi finanziamenti.

Riguardo a questi, in principio non dico negati, ma messi fortemente in dubbio dalla Regione, solo l’evidenza che si trattava d’interventi di protezione civile legati alla dorsale idrica, alla centrale di trasformazione TERNA e alla viabilità del porto d’accesso all’isola di Rio Marina, convincevano il competente servizio regionale ad una risposta positiva.

L’assegnazione dei fondi nei giorni scorsi, preannunciata da una comunicazione del Presidente Rossi, non è pertanto il frutto di una gentile concessione, ma il prodotto di un lavoro d’insistente convincimento sulla loro necessità per risolvere al tempo stesso problemi di protezione civile, di viabilità e di sicurezza delle reti. E’ cioè il frutto di ripetuti incontri con i dirigenti regionali, incalzando ad in ogni occasione il Governatore per convincerlo sulla necessità di questo passo.

Io non so se quelli che sostengono sui social network una presunta inefficienza o inattività del Comune di Rio Marina si rendono conto di quello che dicono, perché solo l’Amministrazione da me guidata si è posta questo problema, quando gli altri ci sono arrivati abbondantemente dopo e solo la mia personale responsabilità ha fatto sì che nella situazione che si è creata la strada del Villaggio Togliatti restasse aperta, quando la parallela SP26 è rimasta inesorabilmente chiusa.

Nella riunione del Consiglio Comunale congiunto, ma anche prima, nel tentativo di dissuadere il Sindaco De Santi, ho detto che trovavo il presidio inutile e controproducente perché questo tipo d’iniziativa si adotta davanti a situazioni di chiusura totale della controparte, di opposizione preconcetta, non come nel nostro caso di fronte ad un graduale convincimento dell’Amministrazione Regionale, già presente nell’incontro di dicembre e confermato nella riunione del 2 marzo.

Non credo che le problematiche di bilancio rappresentate, fra l’altro risolvibili, che tutti gli enti locali hanno, noi compresi, in questo periodo per la mancata approvazione del preventivo, lasciassero presagire un disimpegno o un minor impegno della Regione, per cui un’azione di forza come il presidio poteva benissimo risultare d’ostacolo alla soluzione di un problema a cui tutti teniamo.

Non so se queste cose sono state chiaramente spiegate a coloro che si sono mobilitati o si è preferito mettere in discussione gli impegni nero su bianco assunti dal Governatore.

Dispiace per coloro che si sono mobilitati per la nostra Comunità e hanno tutta la mia solidarietà, ma ritengo che tale mobilitazione era degna di miglior causa.

Io sostengo che se non avessimo ritenuto credibile quell’impegno, assunto da chi presiede un ente sovraordinato, avremmo dovuto semplicemente rimettere il mandato di amministratori locali, che si fonda su corretti, anche se a volte conflittuali, rapporti istituzionali.

di Renzo Galli, sindaco di Rio Marina