Ma oltre all'indigenza esiste un altro tipo di emergenza, quella educativa

In Italia sono 1 milione i bambini colpiti dalla povertà economica estrema

Save the Children: «Campania regione più a rischio “povertà educativa”, Friuli più ricca di opportunità »

[12 maggio 2014]

Secondo il rapporto “La Lampada di Aladino – L’Indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia” è «la Campania, seguita da Calabria, Puglia, (ex equo) e Sicilia, la regione con la maggiore “povertà educativa” – cioè dove più scarsa e inadeguata è l’offerta di servizi e opportunità educative e formative per bambini e adolescenti: largamente insufficienti gli asili e le scuole a tempo pieno, pochissimi i libri, lo sport, l’arte e perfino internet a occupare il tempo libero, alto e allarmante il tasso di dispersione scolastica. Una deprivazione educativa che si somma alla povertà economica che colpisce più duramente proprio i bambini del Sud e riguarda ormai oltre 1 milione di minori in tutta Italia, mentre 3 milioni e 500 mila sono a rischio di povertà ed esclusione».

Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia, spiega: «Finora ci si è occupati soprattutto della povertà economica dei bambini e adolescenti, partendo dal dato eclatante di un milione di minori che vivono in povertà assoluta. Ma esiste una povertà altrettanto insidiosa e sottovalutata che è la povertà educativa, su cui Save the Children vuole portare l’attenzione di tutti con la campagna Illuminiamo il Futuro. La povertà educativa è la privazione per un bambino e un adolescente della possibilità di apprendere, di sperimentare le proprie capacità, di sviluppare e far fiorire liberamente i propri talenti e aspirazioni. E’ una deprivazione che spesso si salda con quella economica e che può compromettere pesantemente non solo il presente ma anche il futuro di un bambino, a rischio di ritrovarsi, una volta adulto, ai margini della società e del mondo del lavoro. Per questo come Save the Children riteniamo che i bisogni educativi di ogni bambino siano da considerarsi, a tutti gli effetti, come bisogni primari e che la lotta alla povertà educativa debba divenire una priorità».

La regione dove i bambini hanno più opportunità è il  Friuli Venezia Giulia, seguito da Lombardia ed Emilia Romagna, definite da rapporto «Le regioni italiane più “ricche” di servizi e opportunità educative per bambini e adolescenti». Ma anche le regioni italiane più virtuose non sono in linea con alcuni obiettivi europei come  la copertura degli asili nido che dovrebbe essere del 33% (nella fascia di età 0-2 anni), ma arriva a stento al 26,5% con l’Emilia Romagna,  mentre la Calabria, con il 2,5%, sprofonda a medie da Paese in via di sviluppo. Un altro obiettivo fallito dall’Italia è quello della riduzione della dispersione scolastica sotto il 10%,  con ben il 25,8% in Sicilia, ma con la ricchissima  Valle d’Aosta che arriva al 19%.

La deprivazione educativa non si limita solo alla scuola e riguarda anche gli altri ambiti di vita dei minori: meno di 1/4 i bambini e gli adolescenti in Campania che fa sport continuativamente, il 31,2% in Puglia, il 32% circa in Calabria e Sicilia, a fronte del 61,6% in Valle d’Aosta; appena il 16% dei minori campani ha visitato un monumento nell’ultimo anno, e ancora meno ragazzi in Calabria – il 12% – ha provato l’emozione dell’incontro con il nostro patrimonio storico-monumentale; colpisce che nel paese che primeggia nel mondo per opere d’arte, nessuna regione italiana veda almeno il 50% dei suoi minori visitare un monumento nel corso di un anno (al massimo si arriva al 43,4% della provincia autonoma di Trento mentre il Lazio si  ferma al  33,8% e la Toscana al 27,4%).

Nel Friuli Venezia Giulia, la regione con la più “ricca” offerta di servizi e opportunità di fomazione per i minori, il 75,5% dei bambini ha letto almeno un libro nell’ultimo anno, il 56% fa sport ed i livelli di dispersione scolastica (11,4%) sono vicini alla media Ue, gli edifici scolastici sono mediamente in buone condizioni (il 73,2% delle scuole ha certificato di agibilità). In Lombardia si registra una buona diffusione del servizio di mensa (il 73% dei principali istituti garantisce il servizio, anche se si rilevano gravi criticità in alcuni comuni) insieme al tempo pieno che viene assicurato nel 47% delle scuole primarie. L’Emilia Romagna è tra le migliori cinque regioni  per ben 11 parametri e prima per copertura di nidi pubblici (26,5%) e tra le prime per partecipazione al teatro dei ragazzi (ci sono stati nell’ultimo anno il 38,7%) e pratica sportiva (57,8%).

Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa Save the Children, spiega cosa sta facendo l’associazione: «Save the Children per la prima volta ha misurato la povertà educativa redigendo un Indice. Una fotografia su base regionale che conferma una situazione grave, in cui i servizi e le agenzie educative risultano incapaci di offrire ai bambini –  in particolare a quelli che provengono da contesti difficili – competenze ed esperienze indispensabili per la loro crescita.  Ne consegue che lo svantaggio si trasmette di generazione in generazione e i problemi si amplificano, come attestano le percentuali estremamente elevate di dispersione scolastica soprattutto nelle regioni del Sud.

E’ necessario spezzare il circolo vizioso delle povertà, rinforzando la qualità e quantità di servizi e opportunità educative destinati ai bambini e creando delle “comunità educanti. Save the Children ha deciso di raccogliere la sfida e, con la collaborazione di associazioni partner, ha inaugurato i primi Punti Luce a Bari, Gioiosa Ionica, Catania, Palermo e Genova. Sono spazi ad alta densità educativa, che sorgono in quartieri svantaggiati e all’interno dei quali i bambini possono rafforzare le proprie competenze e conoscenze ma anche scoprire le proprie inclinazioni e il proprio potenziale, attraverso il gioco, laboratori artistici e musicali, uso delle nuove tecnologie. Il Punto Luce opera in sinergia con i servizi sociali e le scuole del territorio che contribuiranno a individuare i bambini a cui verrà assegnata la Dote Educativa. Un punto fondamentale del nostro programma è anche la collaborazione con i Comuni. In un momento di crisi come quello che l’Italia attraversa è fondamentale mettersi in rete e lavorare insieme su obiettivi condivisi, in un quadro di welfare comunitario. Ad esempio, a Roma, uno dei punti luce sorgerà a Torre Maura, in un nuovo Centro polivalente, messo a disposizione per la realizzazione del progetto dall’Assessorato comunale alle periferie, dove intendiamo far sorgere, in collaborazione con tutte le realtà locali, un polo di eccellenza per l’infanzia e l’adolescenza. A Torino stiamo collaborando con l’Assessorato ai servizi sociali e con la V Circoscrizione per attivare un Punto Luce presso una struttura oggi totalmente abbandonata che sorge nel quartiere Le Vallette e che, grazie al programma, potrà essere riqualificata e restituita ai bambini e ai ragazzi del territorio»

Nieri rivolge un appello al governo Renzi: «Attraverso la campagna  Illuminiamo il Futuro Save the Children intende appellarsi anche al governo affinché siano messe in atto alcune misure cruciali per contrastare la povertà educativa. E’ fondamentale migliorare la raccolta e circolazione dei dati relativi ai percorsi educativi, completando l’Anagrafe scolastica con informazioni sull’iter educativo e familiare del minore. E’ necessario poi fare investimenti mirati nelle aree in maggiore povertà educativa e con i più alti tassi di dispersione scolastica, verificando però scrupolosamente l’impatto degli interventi.

Bisogna garantire il tempo pieno e servizio mensa per tutti – spiega ancora Valerio Neri – Queste  opportunità sono cruciali non solo per rafforzare le competenze dei bambini ma anche per sottrarli al rischio di coinvolgimento in circuiti illegali e per supportare le famiglie in situazione di povertà. E’ necessario che le spese dedicate all’infanzia siano considerate un investimento sul capitale umano. Save the Children Italia propone una golden rule, cioè criteri di scomputo dal calcolo dell’indebitamento delle principali voci relative all’infanzia e alla scuola. Sull’edilizia scolastica e la sicurezza, il governo prosegua nell’impegno intrapreso definendo con chiarezza un piano efficiente di riordino dell’edilizia scolastica.  Infine, nelle zone caratterizzate da criticità e forti marginalità Save the Children propone di istituire aree ad alta densità educativa (Aade) sul modello delle zones d’éducation prioritaires francesi, che permettano di armonizzare, in un quadro unico, le iniziative già esistenti».

Per leggere l’intero rapporto:

http://images.savethechildren.it/IT/f/img_pubblicazioni/img235_b.pdf