Infrastrutture verdi a Messina

[22 luglio 2015]

infrastrutture verdi messina

Si è recentemente tenuto a Messina il seminario tecnico “Infrastrutture Verdi * per le Città”, promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina in considerazione che la strategia europea per l’adattamento ai cambiamenti del clima, prevede fra le azioni d’intervento anche la promozione delle Infrastrutture Verdi nei Territori dell’Unione e la progettazione di Infrastrutture Verdi è uno dei passi necessari per l’adozione di un nuovo modello di sviluppo che valorizzi non solo gli aspetti economici, ma anche quelli Ambientali e Sociali.

Le Infrastrutture Verdi (IV) sono “un altro modo” di pensare e realizzare infrastrutture sul territorio, valorizzano le forze biologiche, cioè quei Servizi Ecosistemici che assicurano il mantenimento e lo sviluppo del sistema naturale dei territori, la biodiversità e il nostro benessere, sotto forma di stabilità, fertilità e produttività dei suoli, mantenimento delle falde idriche, assorbimento del carbonio, reattività agli effetti degli incendi e protezione della salute.

In concreto, le “Infrastrutture Verdi” realizzano reti interconnesse di spazi verdi di cui esistono ormai numerosi ed interessanti esempi in Europa e nel Mondo.

L’UE nella recente Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici ha riconosciuto l’importanza delle infrastrutture verdi per la mitigazione degli effetti derivanti dal cambiamento del clima. L’Italia non si è ancora dotata della propria strategia, ma dovrà necessariamente considerare il ruolo delle infrastrutture verdi, che costituirà anche un volano per la “Green economy”, elemento strategico per il superamento della crisi economica e prospettiva di sviluppo sostenibile del Paese.

Il principio generale è quello di realizzare infrastrutture sostenibili che tutelino la biodiversità e il benessere sociale. Ciò viene ottenuto generalmente tramite la progettazione di reti interconnesse di spazi verdi, anche se il concetto di “infrastruttura verde” è molto più ampio. Gli ambiti di applicazione possono essere infatti:

Verde urbano. Gli spazi verdi urbani ed extraurbani attenuano i rischi dei fenomeni climatici estremi, contribuiscono a diminuire la temperatura (fino a valori di quasi 1°C in meno), riducono il rischio d’inondazione e permettono di limitare i consumi energetici per il condizionamento degli edifici.

Suolo. Il suolo è un elemento fondamentale per il ciclo del carbonio, oltre che per la biodiversitàe la produttività agricola, e la sua rarefazione rappresenta oggi un’emergenza ambientale. Interventi conservativi sui boschi alluvionali possono aumentare la sostanza organica dei suoli e la loro capacità di accumulare carbonio. La tutela delle aree boschive consente inoltre di prevenire l’erosione, garantire la permeabilità del terreno in caso di alluvioni e incentivare la produzione di biomassa a uso energetico.

Rete idrografica. I cambiamenti climatici intensificano i fenomeni meteorologici estremi e aggravano la siccità, facendo diminuire la disponibilità e la qualità delle risorse idriche. Ciò può essere contrastato tramite interventi sui singoli bacini idrografici, che favoriscano i processi di autodepurazione, la ricarica delle falde e il recupero delle zone umide.

Aree costiere. Lungo le coste si assiste all’aumento dei fenomeni ondosi ed erosivi, oltre che all’estensione del cuneo salino verso l’entroterra. Per contrastare gli effetti di tali eventi sono necessari interventi di conservazione delle dune e delle paludi salmastre.

Aree naturali e seminaturali. In questo settore, le infrastrutture verdi hanno lo scopo di contrastare la perdita di biodiversità, rendendo gli ecosistemi più resilienti di fronte agli stress climatici. Gli interventi sono rivolti ad aumentare la probabilità di sopravvivenza delle specie, recuperare gli habitat e, in particolare, assicurare la conservazione delle torbiere e delle zone umide, che incidono sui sistemi di regolazione del clima.

In Italia gli effetti dei Cambiamenti Climatici sono associati a danni economici tra lo 0,12% e lo 0,16% del Prodotto Interno Lordo, cui si aggiungono i danni per la perdita di biodiversità e quelli al patrimonio storico, architettonico e artistico.

Considerando che le infrastrutture verdi potrebbero riguardare circa il 50% del territorio nazionale, investire in questo tipo d’interventi diventa uno strumento particolarmente utile, non soltanto per limitare il danno climatico, ma anche per superare la crisi economica e migliorare le prospettive di sviluppo del Paese.

Durante l’incontro di Messina sono emersi alcuni esempi interessanti d’innovazione in tal senso ed è possibile seguire l’intera sessione all’indirizzo:  http://youtu.be/Ny37lMHsDRo , dopo i saluti delle dell’Assessore all’Urbanistica del Comune di Messina, Ing. Sergio De Cola) e del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri ing. Santi Trovato i lavori, moderati dall’ing. Francesco Cancellieri V.Presidente di Sigea Sicilia, dopo l’ introduzione del Prof. Sergio Malcevschi, docente dell’Università degli Studi di Pavia e Presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Associazione Analisti Ambientali hanno visto gli interventi di specialisti delle Università Siciliane (prof. Ssa Daniela Romano, prof. Vincezo Piccione, prof. Giuseppe Lo Paro e prof. Maurizio Lanfranchi) e del V.Presidente Nazionale AIPIN ing. Gianluigi Pirrera, le conclusioni sono state svolte dall’on.le ing. Vincenzo Garofalo, Componente IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) della Camera dei Deputati.

L’Assessore all’Ambiente del Comune di Messina, prof. Daniele Ialacqua ha annunciato, nel corso del Seminario Tecnico, la costituzione dell’Ufficio Infrastrutture Verdi Comunali (IVC) per la Sostenibilità  all’interno del Comune di Messina.

*Green Infrastructure è un concetto nato negli Stati Uniti a metà degli anni’90 che mette in luce l’importanza della natura nella pianificazione del territorio. La US EPA ha preparato una serie di guide per le infrastrutture verdi nelle città e del territorio (cfr. http://water.epa.gov/infrastructure/greeninfrastructure/). Largamente praticate in ambiti fortemente antropizzati e, soprattutto, su scala urbana nei paesi anglosassoni, in particolare per mitigare gli eventi climatici estremi e per ristabilire le qualità ambientali fondamentali, sono ora in rapida diffusione in tutto il mondo, tanto che gli esempi applicativi sono ormai una moltitudine. L’introduzione del termine nei documenti ufficiali comunitari si può far risalire al Libro Bianco “L’adattamento ai cambiamenti climatici: verso un quadro d’azione europeo”; COM(2009) 147 definitivo: “Per infrastruttura verde s’intende la rete interconnessa di zone naturali, quali alcuni terreni agricoli come gli itinerari verdi (greenways), le zone umide, i parchi, le riserve forestali e le comunità di piante indigene, e di zone marine che naturalmente regolano i flussi delle precipitazioni, la temperatura, il rischio di alluvioni e la qualità delle acque, dell’aria e degli ecosistemi”