Incoraggiante la crescita delle immatricolazioni all'ateneo

Italiani ancora analfabeti, ma a Pisa l’università diventa più allettante

Dalla formazione via d’uscita per risollevare le sorti del Paese

[23 ottobre 2013]

A fronte dei risultati della nuova indagine Isfol-Piaac sulle competenze degli adulti (16-65enni) italiani che evidenziano come più del 70% della popolazione italiana rientra ancora oggi nei limiti di quello che viene classificato come analfabetismo funzionale (che ricomprende quei casi in cui un percorso scolastico è stato portato avanti, ma la capacità di utilizzare gli strumenti appresi rimane molto ridotta), le notizie che arrivano dall’Ateneo pisano sono incoraggianti: infatti sono in crescita di quasi quattro punti percentuali le immatricolazioni ai corsi di laurea triennale e a ciclo unico dell’Università di Pisa.

Secondo i dati elaborati dall’Ufficio programmazione, valutazione e statistica dell’Ateneo, alla data del 15 ottobre, i nuovi iscritti all’anno accademico 2013/2014 sono 7.677 contro i 7.394 registrati alla stessa data dell’anno passato. La differenza è dunque di 283 immatricolati, pari a circa il 3,8%. Il dato è puramente quantitativo e non è collegabile appieno a quanto emerso nella ricerca citata, che rileva criticità qualitative di apprendimento (e quindi anche di insegnamento), ma quantomeno evidenzia ancora, nonostante la crisi economica, la volontà di investire in conoscenza, unica strada per risollevare le sorti del nostro Paese.

Nello specifico l’aumento di immatricolazioni riguarda diverse aree disciplinari e molti dipartimenti. In termini assoluti, i maggiori incrementi si registrano ai dipartimenti di Biologia, con 209 matricole in più rispetto allo scorso anno, pari al 65%, Scienze politiche (+52 e 11,7%), Filologia, letteratura e linguistica (+52 e 8,9%) e Ingegneria dell’informazione (+43 e 7,4%). Particolarmente significativi sono poi i risultati dell’area medica, in particolare dei dipartimenti di Medicina clinica e sperimentale (+33 e 8,2%) e di Patologia chirurgica, medica, molecolare e dell’area critica (+20 e 16,7%, di Civiltà e forme del sapere (+32 e 5,5%), Informatica (+25 e 12,6%) e Matematica (+13 e 12,3%).

In numeri assoluti, i dipartimenti con più immatricolati sono Economia e management con 1.028, Ingegneria civile e industriale (743), Filologia, letteratura e linguistica (634), Ingegneria dell’informazione (627), Giurisprudenza (618) e Civiltà e forme del sapere (615).

Sono perfettamente stabili, invece, i dati relativi alle iscrizioni al primo anno delle lauree magistrali, con l’identica cifra di 1.130 registrata al 15 ottobre dell’anno scorso e di quest’anno. In questo caso, i dipartimenti con più iscritti sono Economia e management (200), Filologia, letteratura e linguistica (127), Ingegneria civile e industriale (124), Civiltà e forme del sapere e Ingegneria dell’informazione, entrambi a quota 108.

Le scienze economiche ispirano ancora molto studenti, non sappiamo se per l’auspicio di alti guadagni (come avveniva in passato) o per comprendere gli orizzonti della nuova economia, la green economy, i cui confini sono ancora da delineare e che può offrire reali possibilità di occupazione, a patto di avere una formazione multidisciplinare: la speranza che la verità cada almeno in parte nella seconda ipotesi rimane accesa.