La banca segreta dei fratelli Koch per finanziare conservatori ed ecoscettici

Un’inchiesta di Politico rivela come Freedom Partners condiziona la politica Usa

[16 settembre 2013]

Secondo “Politico”, un gruppo conservatore con sede ad Arlington, in Virginia, la cui esistenza era fino ad ora sconosciuta a quasi tutti in politica, nel 2012 ha raccolto e speso 250 milioni di dollari per condizionare la politica Usa. L’inchiesta di Mike Allen e Jim Van de Hei si occupa del misterioso gruppo Freedom Partners e del suo presidente Marc Short che fanno da terminali per le idee e i fondi degli ancora più misteriosi e politicamente inquietanti fratelli Koch e che, a quanto si legge in un documento Irs, hanno ufficialmente fornito 63 milioni dollari a organizzazioni e think tank che  promuovono cause conservatrici ed ecoscettiche.

Dei fratelli Koch, i due magnati della destra Usa a capo di un’impero petrolifero e di industrie inquinanti, greenreport.it se ne è occupato spesso perché spuntano ogni volta che si parla dei finanziatori di campagne antiambientaliste e contro gli scienziati climatici.

Allen e Jim Van de Hei scrivono che «le 38 pagine dei files dell’Irs sono come una Stele di Rosetta della vasta rete dei gruppi conservatori – alcuni prominenti, qualcuno oscuro – che spende tempo, denaro e risorse per influenzare il dibattito pubblico, in particolare sull’Obamacare».

I donatori che foraggiano Freedom Partners sono  circa 200, ognuno paga una quota annuale di almeno 100.000 dollari e, dopo la sua creazione nel 2011, in un solo anno ha raccolto 256 milioni di dollari e ne ha spesi 236 milioni. Come sottolinea Politico: «Vale a dire che un gruppo totalmente sconosciuto è stato il più grande sugar daddy dei gruppi conservatori alle ultime elezioni, secondo nella spesa totale solo ad American Crossroads e Crossroads GPS di Karl Rove, che insieme hanno speso circa 300 milioni di dollari».

Politico dice di aver ricevuto da una  fonte “ferocemente conservatrice” la bozza di un rapporto Irs che sarà presto disponibile per il pubblico. L’impero dei fratelli Koch è sotto attacco per la sua opacità nel finanziare la galassia della destra politica Usa e Short alla fine è stato costretto a far uscire Freedom Partners dall’ombra, tanto che ha concesso un’intervista nella quale ha detto: «C’è un mistero che ci circonda e che ci rende una storia interessante. C’è anche una denigrazione esagerata quando chi ti si oppone pensa che tu sia reticente. I nostri membri sono orgogliosi di farne parte [dell’organizzazione]».

Short aggiunge che «i democratici hanno una loro vasta rete  di finanziatori segreta ed è giusto». Ma il liberal non sono certo controllati dai loro finanziatori come hanno fatto i fratelli Koch nel corso degli ultimi anni con i repubblicani.

Inoltre gli “orgogliosi” donatori di gruppi come Freedom Partners non sono poi così orgogliosi da voler essere identificati come donatori. Short  si è rifiutato di rendere noti i nomi di chi lo ha finanziato con più di un quarto di miliardo di dollari, ha detto solo che le entità legate ai Koch hanno fornito una “minoranza” dei fondi e che il più grande singolo donatore ha dato circa 25 milioni di dollari.

Freedom Partners è considerata nel Tax Code come un’associazione di categoria, un 501(c)6, il che permette al gruppo di nascondere i suoi finanziatori, anche se gli importi e i destinatari dei suoi principali contributi sono pubblici. Insomma, passando attraverso Freedom Partners, le imprese amiche dei repubblicani possono finanziarli senza violare la legge sui finanziamenti politici.

Ma il documento permette anche a Politico di avere la rara occasione di dare uno sguardo a come il movimento conservatore ottiene i suoi fondi: Center to Protect Patient Rights, un gruppo che si oppone con veemenza all’Obamacare: un totale di 115 milioni di dollari da tre grants; Americans for Prosperity, un’organizzazione e gruppo di pressione che viene corteggiata dai candidati presidenziali repubblicani: 32,3 milioni dollari; The 60 Plus Association, un vecchio gruppo free-market che si oppone anche lui all’Obamacare: 15,7 milioni dollari; American Future Fund, un gruppo dello Iowa che nel 2012 ha speso un sacco di soldi in spot, molti per Mitt Romney: 13,6 milioni dollari; Concerned Women for America Legislative Action Committee, che è coinvolto in una serie di dibattiti sulla politica sociale: 8,2 milioni di dollari; Themis Trust, un database elettorale  dei Koch che viene messo a disposizione di altre organizzazioni conservatrici: 5,8 milioni di dollari; Public Notice, una think tank sulla politica fiscale: 5,5 milioni di dollari; Generation Opportunity, un gruppo di  giovani “amanti della libertà”: 5 milioni; The Libre Initiative, che rivolge un messaggio in favore del libero mercato agli immigrati ispanici: 3,1 milioni; National Rifle Association: 3,5 milioni; Chamber of Commerce Usa: 2 milioni; American Energy Alliance: 1,5 milioni; Diversi gruppi – tra i quali State Tea Party Express, Tea Party Patriots ed Heritage Action for America – hanno avuto meno di 1 milione di dollari ciascuno.

Allen e Van de Hei sottolineano che «i membri sono tratti dalle conferenze semestrali dei fratelli Koch, una tradizione vecchia 10 anni tra i politici al top – tra i quali, il mese scorso, il leader della maggioranza alla Camera Eric Cantor (Repubblicano della Virginia) e il presidente della commissione Bilancio della Camera Paul Ryan (Repubblicano del Wisconsin)». Molti partecipanti al seminario danno finanziamenti anche a gruppi direttamente approvati dai Koch e i fondi di Freedom Partners non includono i molti doni dei Koch  ai think tank universitari.

Short sottolinea che chi aderisce al suo gruppo è «preoccupato che se la nazione non cresce e se le loro aziende non prosperano non lo faranno nemmeno i loro figli e nipoti» e per questo sono «impegnati a cercare di ripristinare ciò che vedono come liberi mercati in una libera società in America. Molti hanno storie simili a quella di Horatio Alger. La maggior parte di loro non hanno nomi noti, si sono arricchiti dopo l’avvio di piccole imprese, dai servizi alla produzione per le tecnologie dell’informazione. Sono davvero preoccupati per il paese che lasceremo alle loro generazioni future».

Freedom Partners ha attualmente 48 dipendenti, il suo direttore esecutivo è Richard Ribbentrop, ex capo dell’ufficio di Washington del New York Stock Exchange, che era a capo dello staff dell’ex senatore Kay Bailey Hutchison e per lungo tempo direttore legislativo del senatore Phil Gramm, entrambi repubblicani del Texas. Quando lavorava per Hutchison Ribbentrop ha assunto Short, che gli è succeduto come capo dello staff, poco dopo era capo di gabinetto di Mike Pence, un repubblicano dell’Indiana allora presidente della House Republican Conference ed attualmente governatore dell’Indiana. Il vice-presidente delle comunicazioni strategiche di Freedom Partners è James Davis, che è stato direttore delle comunicazioni della Republican National Convention del 2012.

Il gruppo ha 5 amministratori: Short, Wayne Gable, da tempo dipendente delle  Koch Industries e che è stato il primo direttore di Freedom Partners, Richard Fink, presidente della Charles G. Koch Charitable Foundation, un funzionario dei Koch e vice presidente del Partito Repubblicano della Virginia, Nestor Weigand, del consiglio di Regal Entertainment Group ed ex presidente della National Association of Realtors.

Politico ha chiesto a Short di rendere noto tutto il denaro speso nel 2012, quando i repubblicani non sono riusciti a riprendere la maggioranza in Senato e Romney ha lasciato nelle casse del Partito repubblicano un buco profondo e  uno politico tra alcuni gruppi demografici, tra cui gli ispanici e gli elettori asiatici. La risposta di Short è stata: «I nostri membri si sono impegnati sul lungo termine, non in un singolo ciclo».