La Croce rossa italiana si affiderà ai droni durante le emergenze

[18 febbraio 2015]

In caso di disastri e catastrofi, in Italia come all’estero, avere in tempi brevi e a costi ridotti un quadro preciso dell’area interessata dall’emergenza – possibilmente senza mettere a repentaglio la vita degli operatori – è un fattore cruciale per portare avanti un intervento di successo. E la tecnologia sembra venire incontro a questa esigenza fornendo un nuovo contributo, stavolta sottoforma di droni di cui si avvarrà la Croce rossa italiana per le attività di ricerca e soccorso durante le emergenze, come nel caso delle catastrofi naturali, che ne richiederanno l’uso.

Parte infatti il “Progetto Sapr” dell’organizzazione umanitaria: dopo il progetto-pilota svoltosi nello scorso anno a Bologna, presto saranno attivate le prime unità operative della CRI dotate di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (Sapr), distribuite in tutta Italia e dotate di droni multi rotori; un progetto sarà presentato nel dettaglio in occasione della conferenza “Droni e sicurezza”, che si svolgerà il prossimo 24 febbraio presso il Centro Congressi Frentani (via dei Frentani 4 – ore 9-16), alla presenza dei massimi vertici della Croce rossa italiana.

«Siamo onorati che la Croce rossa italiana abbia voluto presentare il suo importante ‘Progetto Sapr’ nazionale durante la nostra prossima conferenza», ha dichiarato Luciano Castro, presidente di Roma Drone Conference. Il “Progetto Sapr” è il primo del suo genere in Italia, un grande programma nazionale per l’utilizzo dei droni in aree critiche.

Il suo sviluppo – fanno sapere da Roma Drone Conference – è stato seguito con attenzione dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac), anche come prototipo per future simili iniziative di altre istituzioni pubbliche. Il progetto prevede l’attivazione in tempi brevi delle prime 10 unità operative sul territorio nazionale, che saranno dotate di una ventina di piloti e altrettanti droni multirotori. Questi droni saranno inizialmente suddivisi in due tipologie: un quadricottero (lo StudioSport Phantom 2, già sperimentato nel progetto-pilota a Bologna e in un’esercitazione sull’aeroporto “G. Marconi”) e un esacottero di costruzione italiana. Sono in fase di valutazione anche droni ad ala fissa.

Questi velivoli radiocomandati saranno utilizzati dalla Cri nelle attività di ricerca e soccorso in caso di grandi emergenze, in Italia ma anche durante missioni all’estero. Per la realizzazione di questo progetto, la Cri è stata affiancata da In Remote, un nuovo consorzio costituito dalle aziende specializzate piemontesi North West Service e da Fly In, che ha fornito consulenza gestionale e per la formazione dei piloti.

Ma la conferenza “Droni e sicurezza” non avrà come protagonista solo il lato “umanitario” dell’utilizzo dei droni, che sono nati in seno allo sviluppo delle attività militari e con quel mondo mantengono ancora un saldo legame. Il quinto appuntamento del ciclo “Roma Drone Conference”, organizzato dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè, vede infatti come sottotitolo “Situazione e prospettive dell’impiego degli APR per forze armate, corpi di polizia e protezione civile in Italia”.

L’utilizzo dei droni si fa così sempre più pervasivo anche lungo lo Stivale, con i pro e i contro che accompagnano sempre l’ascesa di una nuova tecnologia. Un’evoluzione che è già presente, e che conduce al solito bivio: la possibilità di gestirla, o di subirla.