La destra e il traffico, un salto indietro di 40 anni

La clamorosa proposta a passo di gambero del Front National francese

[25 febbraio 2014]

Il Front National (FN) a quanto pare si prepara ad un clamoroso risultato elettorale alle elezioni europee e la destra italiana, da quella secessionista della Lega Nord a quella nazionalista di Fratelli d’Italia e nostalgici vari del Movimento Sociale, fa la fila alla porta di Marine Le Pen per capire come si fa e come collaborare nel gruppone della destra anti-europea che con tutta probabilità si formerà a Strasburgo.

Questa alleanza populista che raccoglierà partiti dichiaratamente fascisti ed antisemiti è marcata da un forte anti-ambientalismo che nasconde una radicata adesione ad un modello di sviluppo che del “comunitarismo” del quale si riempiono la bocca Le Pen padre e figlia e camerati vari ha veramente poco, mentre le grandi multinazionali delle auto e dei combustibili fossili gongolano per aver (ri)trovato questa testa di ariete eco-scettica che contrasterà gli impegni presi dall’Unione europea in campo ambientale e per la riduzione delle emissioni di gas serra.

Però il giornalista di Le Monde Olivier Razemon, sul suo blog “L’interconnexion n’est plus assurée – Cronique impatiente della mobilité quotideinne”, guarda la cosa da un’angolazione diversa, più locale e quindi più rivelatrice dell’umore profondo dell’estrema destra francese che è diventata la stella polare ideologica del populismo (anti)europeo. Nell’articolo #municipales. Les propositions simplistes du Front national pour les transports, Razemon scrive: «Aiuto, i tutto-auto ritornano! Leggere I programmi dei candidate del Front National per le prossime municipali è effettuare un viaggio all’indietro di 40 anni». Il problema è che l’estrema destra francese, stando ai sondaggi, alle municipali del 23 e 30 marzo conquisterà diversi comuni ed i suoi candidati, quando va bene, in materia di trasporti si contentano di facilitare l’uso individuale dell’auto

«Parcheggi, parcheggi, parcheggi – spiega Razemon – Così a Perpignan il candidato frontista Louis Alliot presenta un “plan de circulation” che illustra soprattutto i benefici dello stazionamento dei veicoli motorizzati». Alliot vuole “Amplificare e facilitare lo stazionamento in centro città» ed anche “Creare due grandi parcheggi di superficie ed un parking sotterraneo» e poi «Ridurre il costo dello stazionamento oggi troppo caro». Portando all’estremo il suo programma pro-auto, il FN di  Perpignan dice che bisogna «Mettere fine alle corsie dei bus che restringono la capacità di stazionamento laterale». Razemon  chiosa sconsolato: «Non vale la pena di fare un disegno, si tratta solo di considerare che tutti gli appostamenti, anche i più corti, si dovrebbero essere effettuati con l’auto individuale, 1,5 tonnellate di acciaio per  75 chili di carne umana».

Anche a Nantes, governata da 23 anni dall’attuale premier socialista Jean-Marc Ayrault, la prima città francese a reintrodurre il tram, diminuendo la circolazione di auto ed incoraggiando quella delle bici,  lo slogan del candidato FN, Christian Bouchet, è “Tout pour la voiture” e durante un dibattito televisivo ha detto che se vincerà vuole «Raddoppiare la circonvallazione e riportare le auto dentro Nantes, per permettere ai nantais all’esterno della città di ritornare in centro, soprattutto in corso dei 50-Otages».

Il sindaco uscente di Boulogne-sur-Mer (Pas-de-Calais) è il ministro dei trasporti socialista Frédéric Cuvillier, ed è qui che il candidato di Marine Le Pen ha chiesto che i parcheggi siano totalmente gratuiti. E’ difficile che vinca, ma nello stesso Dipartimento, a Hénin-Beaumont, il FN ha tra le migliori possibilità di vittoria nelle città con più di 20.000 abitanti e il suo candidato,  Steve Briois, non parla mai di traffico o trasporti.

«Circulation, circulation, circulation – scherza Razemon – Quando il partito estremista si interessa ai trasporti pubblici, è per denunciarne “l’insicurezza” che sembra regnare dappertutto, così come i costi».

Così ad Avignon, dove il FN è dato al 25%, il candidato frontista si è scagliato contro la tramvia, che dovrebbe entrare in funzione nel 2016, con questa argomentazione: quando cominceranno  i lavori  sul ponte dell’Europe, che attraversa il Rodano, «La circolazione diventerà impossibile» ed alla fine sarà «Ridotta a due corsie». E’ evidente che per il FN i trasporti si riducono alla “circulation”, al traffico automobilistico.

Nella città di Cyrano, Bergerac (Dordogne), il FN chiede più telecamere di sorveglianza e il raddoppio dei poliziotti, invece di spendere i soldi del Comune «In trasporti pubblici quasi vuoti», una spesa che agli occhi dei neofascisti è quasi inutile quanto i finanziamenti alle associazioni ambientaliste ed anti-razziste.

A Saint-Etienne, dove il Fn potrebbe raccogliere il 20% dei voti, respinge i «Lavori faraonici» di estensione della tramvia con lo slogan “rendre les transports aux Stéphanois” ma poi sul sito del partito si fa l’elogio della chiusura al traffico di una piazza diventata finalmente luogo di incontro per i ragazzi.

Le contraddizioni tra le fila dei neo-fascisti francesi non mancano, anche perché nelle grandi città l’aria che tira non è certo favorevole ad un incremento del traffico automobilistico.  A Lyon il candidato del FN,  chiede che la Périphérique nord TEO sia gratuita ma anche una nuova linea di metropolitana e navette fluviali. A Parigi  il candidato lepenista Wallerand de Saint-Just ha ammesso: «Penso che in linea di principio Delanoë (il sindaco socialista della capitale francese, ndr) abbia ragione a voler ridurre il traffico automobilistico a Parigi» per poi aggiungere: «Ma ha torto per i metodi che ha utilizzato, dispensando milioni di euro per ostacolare il traffico». La contraddizione non è certo una cosa che spaventa i seguaci di Marine Le Pen, così il loro candidato parigino dice di voler «Utilizzare tutti i soldi per il trasporto pubblico» e poi annuncia che «Nel corso del mio mandato non metterò in atto nuovi grandi lavori».

A Perpignan il programma de lepenista Louis Alliot promette sia la rivitalizzazione del centro cittadino che di «Tassare le grandi superfici per finanziare il parcheggio gratuito in centro città», ma poi assicura che vuole «Impegnarsi nella creazione di nuove infrastrutture che permettano di fluidificare il traffico (…) circonvallazioni, ampliamento di strade».. insomma, si vuole sia incoraggiare che tassare il traffico urbano.

Ma secondo Razemon il massimo della contraddizione la raggiunge il programma di Robert Ménard, il candidato dell’estrema destra a  Béziers  che, a nome del “Rassemblement bleu marine” chiede una «Ecologia urbana». Il giornalista di Le Monde ci scherza su: «Un programma, certo, un po’ succinto, che non potranno rinnegare, qui o altrove, gli altri partiti politici: “coabitazione tra veicoli a motore, bici e pedoni”, “Strade con limite a 30km/h”, “Piste ciclabili”». Ménard  vuole anche «Facilitare l’utilizzo dei trasporti pubblici», creando dei «Parking gratuiti alle entrate della città e delle navette verso i poli di attività e il centro», ma la proposta più “rivoluzionaria” è quella di istituirà una “journée sans voiture”, nientepopodimenoche  una domenica all’anno senza auto, «Per permettere una deambulazione pedonale  e ciclistica e ritrovare il piacere della città». Cose che nel resto della Francia e dell’Europa sono normalità quotidiana ma che poi lo stesso programma del FN per Béziers smentisce platealmente quando dice di voler «Far rivivere il centro cittadino creando dei parcheggi gratuiti» e concludendo con una domanda che gronda populismo: «Quando la finirete di prendere gli automobilisti per mucche da mungere?»

La conclusione di Razemon è che «Il Fn non l’ha fatta finita con il “tutto-auto”, anche se a volte cerca di darsi l’immagine di un partito come gli altri».