La qualità della vita e l’insostenibile leggerezza delle classifiche ambientali

A Livorno un posto al sole basta per conquistare la medaglia d’oro in Italia, secondo il Sole 24 Ore

[12 dicembre 2016]

Giunta alla sua XXVII edizione, la ricerca sulla “Qualità della vita” condotta dal più autorevole quotidiano economico nostrano – il Sole 24 Ore – mette in fila i capoluoghi di provincia italiani a seconda della loro vivibilità. Scorrendola a grandi spanne, la classifica somiglia molto a un elenco toponomastico sull’asse nord-sud: prima per qualità della vita Aosta, ultima Vibo Valentia.

Scendendo più nel dettaglio la graduatoria aumenta anche il grado di complessità dell’indagine, ma non mancano i casi che gridano al paradosso, specialmente per quanto riguarda il campo ambientale. Come già in passato torniamo a prendere l’esempio di Livorno, amato territorio sede di questa redazione.

Negli ultimi 3 anni la provincia di Livorno è stata inserita (anno 2014) all’11esimo posto nazionale per la classifica generale sulla qualità della vita, per poi precipitare (anno 2015) al 27esimo e infine risalire oggi al 14esimo posto. Non che nel mentre sia cambiato molto a livello di sostenibilità economica e sociale: Livorno è riconosciuta come area di crisi industriale complessa, sperimenta ancora uno dei più bassi tassi di occupazione della Toscana, una delle più alte percentuali di Neet (giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazioni), e un valore aggiunto procapite – come conferma proprio oggi l’Istat – inferiore alla media nazionale.

Che a contribuire dunque alla qualità della vita labronica sia soprattutto la dimensione ambientale? Secondo l’indagine 2016 del Sole 24 Ore in effetti «nel capitolo Ambiente, servizi, welfare è Livorno la prima, seguita da Milano, Trieste e Gorizia; in coda tutta la Calabria più Caserta e Benevento». Nello stesso capitolo dove l’anno scorso Livorno arrancava in 20esima posizione, quest’anno primeggia (senza che, a semplice titolo d’esempio, i Sin e Sir presenti tra Livorno e Piombino siano stati bonificati).

Come si giunge a questa valutazione? Nel capitolo Ambiente, servizi, welfare il Sole 24 Ore inserisce i seguenti parametri: Indice Legambiente Ecosistema urbano, Indice escursione climatica annuale, Tasso di emigrazione ospedaliera, Asili nido prima infanzia, Spese sociali pro capite dei Comuni per minori, anziani e poveri, Banda larga copertura % della popolazione, Sportelli, atm e Pos per mille abitanti.

Come si vede, dei 7 indicatori scelti soltanto i primi due valutano dimensioni prettamente ambientali, e solo 1 è davvero lusinghiero per Livorno. Secondo l’indice Ecosistema urbano di Legambiente Livorno galleggia infatti a metà classifica, occupando il 45esimo posto nazionale. La bassa escursione climatica annuale, invece, semplicemente conferma come i livornesi godano durante tutto l’anno di temperature gradevoli.

Basta dunque un posto al sole, pur su di uno splendido lungomare, per fare di Livorno la campionessa ambientale d’Italia? Ci pare un po’ poco, ma così fosse meglio attrezzarsi per tempo: senza decisi interventi contro i cambiamenti climatici in un futuro più o meno lontano la costa labronica, ci dicono i ricercatori di Climate central, finirà per essere sommersa dalle acque. In compenso, a goderne sarà forse la qualità dell’ambiente sottomarino.