La Relazione sullo stato dell’Ambiente in Toscana vista dall’Arpat

Dopo la nostra analisi del documento proponiamo anche l'importante contributo di uno dei relatori

[31 marzo 2015]

Lo scorso 19 marzo a Firenze, nella sala Pegaso di palazzo Strozzi Sacrati, si è svolto un seminario per la presentazione della Relazione sullo stato dell’ambiente in Toscana (RSA) 2014, realizzata dalla Regione Toscana col contributo di ARPAT, ARRR, ARS, IRPET e LaMMA.

Al tavolo dei relatori si sono avvicendati i Rappresentanti di tutte le Agenzie regionali, della Direzione generale Politiche ambientali, energia e cambiamenti climatici della Regione Toscana e l’Assessore all’Ambiente e Energia.

Questa ultima edizione della RSA, che restituisce i dati ambientali in forma agile (poco più di un centinaio di pagine, rispetto alle 296 dell’ultima edizione) semplice e immediatamente comprensibile, è caratterizzata da una struttura predefinita che prevede, per ogni matrice: descrizione e finalità di ogni singolo indicatore, tabelle e grafici con i dati puntuali, commento agli indicatori e ai trend, considerazioni generali e azioni intraprese, collegamenti alle principali banche dati, ai documenti pubblicati e alla normativa di riferimento (per gli approfondimenti).

Rimane punto di riferimento costante lo schema tradizionale di lettura e interpretazione dei fenomeni ambientali adottato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, il modello DPSIR (Determinanti, Pressioni, Stato, Impatti, Risposte), utilizzato anche per la suddivisione e organizzazione dei vari capitoli che compongono la RSA.

L’argomento è stato introdotto da Edo Bernini, Direttore generale alle Politiche ambientali Energia e Cambiamenti climatici della regione Toscana, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione con le Agenzie nella realizzazione di un prodotto che rappresenta la “nostra” attenzione per l’ambiente e che ci fornisce un quadro definito del suo stato, elemento indispensabile per orientare decisioni politiche e risorse economiche.

La parola è passata a Giovanni Barca, Direttore generale di ARPAT, che si è soffermato sull’informazione ambientale come compito fondamentale dell’Agenzia definito chiaramente come un pilastro, insieme all’attività di controllo e supporto tecnico, dalla LR 30/09 di istituzione dell’Agenzia (che ha sostituito la precedente, del 1996). In armonia con la Convenzione di Aarhus, con la Direttiva UE del 2003 e col D.Lgs. 195/2005  sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale, la filosofia di ARPAT è proprio quella di rispettare e sancire i diritti dei cittadini in quest’ambito, in un’ottica di trasparenza e proattività che caratterizza ormai da tempo l’attività dell’Agenzia.

Con la riorganizzazione di ARPAT, che tra il 2011 e il 2012 ha pienamente attuato quanto previsto dalla LR 30, è stata data particolare rilevanza strategica all’attività di informazione e comunicazione che si realizza attraverso varie forme e prodotti, tra cui i più importanti sono il nuovo sito Web, le appgratuite che permettono di accedere ai dati ambientali della Toscana (in particolare a quelli sulla balneazione, la qualità dell’aria, l’emergenza Costa Concordia), la presenza suTwitterYoutubeFlickrIssuu,  la produzione di ARPATNews, la newsletter che raggiunge ogni giorno 78.000 lettori, e l’Annuario dei dati ambientali, che arriverà quest’anno alla quarta edizione consecutiva.

Di questa pubblicazione Giovanni Barca ha voluto sottolineare la capacità di rappresentare i dati ambientali in forma agile (64-90 pagine), semplice e immediatamente comprensibile attraverso tabelle, grafici, cartogrammi, infografiche, senza bisogno di commenti o interpretazioni, e quindi sostanzialmente con testi molto limitati a “didascalie” estese. I dati rappresentati sono una selezione di quelli prodotti da ARPAT a seguito delle attività di monitoraggio e controllo più significative per le diverse matrici/tematiche. Per gli approfondimenti e/o per i dati completi si rimanda ai report ambientali e/o banche dati disponibili sul sito Web.

Ancora, anche i comunicati stampa (oltre 10 ogni mese), che l’Agenzia emette sia per rispondere ad articoli che la vedono quotidianamente protagonista sulla stampa locale, sia per informare correttamente su specifici argomenti, rappresentano un efficace strumento di informazione alla cittadinanza.

In generale, ha proseguito Barca, in questi ultimi 4 anni è stato compiuto uno sforzo per rendere centrale la quotidiana attività di ARPAT sul territorio, sottolineando che il lavoro viene sempre inteso come svolto dall’Agenzia nel suo complesso, non dal singolo operatore. Molto importante è stato anche il lavoro fatto dall’interno per abituare tutti gli operatori, in particolare i tecnici, a pensare che la comunicazione esterna, la divulgazione dei dati in un linguaggio che sia comprensibile ai più, è parte integrante della loro attività. Il Direttore generale di ARPAT ha infatti ricordato che mettere a disposizione di tutti (istituzioni, categorie economiche, associazioni e comitati, cittadini) le informazioni ambientali che l’Agenzia ha a disposizione è un modo per affermare la sua “terzietà” e attestarne l’autorevolezza.

Simone Bertini, responsabile dell’Area di ricerca Sviluppo locale, Settori produttivi e imprese di IRPET, ha poi parlato del legame tra andamento del sistema economico e pressioni ambientali, ricordando che la nostra crisi (2008-2014) segue un periodo di un secolo e mezzo di crescita.
In previsione di una ripresa economica, che sarà legata alle prestazioni dell’industria, in particolare quella manifatturiera proiettata verso l’estero, per la Toscana vanno anche considerati alcuni settori delle industrie pesanti (metalli, pietre chimica…) e dei trasporti (il cui principale problema è rappresentato da una scarsa integrazione delle diverse modalità, con uno squilibrio verso il trasporto privato e su gomma) che pongono potenziali problemi di pressione ambientale. In conclusione, Simone Bertini ha ricordato l’importanza di un approccio green a produzione e consumo.

Per il Consorzio LaMMA ha parlato il Direttore scientifico Bernardo Gozzini, che ha illustrato ilcambiamento climatico in Toscana, sottolineando che negli anni dal 1990 al 2014 la minima media è aumentata, con importanti impatti sui settori economici sanitari, agricoltura, foreste, turismo e distribuzione delle risorse. Sono aumentate anche le ondate di calore (che corrispondono a una settimana intera di caldo sopra la norma), mentre le precipitazioni sembrano piuttosto stabili, per quanto si alternino sempre più spesso periodi con forte carenza o alta disponibilità idrica. In chiusura, un appello alla cura nella gestione della risorsa idrica.

Daniela Nuvolone, di ARS Toscana, che ha tenuto a precisare quanto attiva sia la collaborazione con ARPAT, ha fornito un quadro delle attività sui principali argomenti in campo di epidemiologiaambientale, tra cui gli effetti avversi sulla salute dell’inquinamento atmosferico, acustico e la tematica della gestione dei rifiuti, citando il PM tra i maggiori fattori di rischio sanitario.

È stata poi la volta di Ilaria d’Urso, della  Direzione generale Politiche ambientali, energia ecambiamenti climatici della Regione Toscana, che ha presentato il Progetto SI.MON.A., Sistema diMonitoraggio Ambientale, un Metodo di lavoro per la rilevazione e la rappresentazione di informazioni della DG in questione, suddiviso nelle quattro fasi fondamentali di censimento, formazione, raccolta dati e operatività.

Stefano Bruzzesi, dirigente di ARRR S.p.A., ha illustrato l’evoluzione societaria dell’Agenzia Regionale Recupero Risorse, sottolineando le due attività peculiari in tema di validazione dei dati forniti da comuni, gestori e impianti, e di osservatorio, riguardo al monitoraggio e la valutazione della produzione di rifiuti e dell’andamento delle raccolte differenziate, con la creazione di banche dati e divulgazione al pubblico. Lucia Corsini, sempre di ARRR, ha fornito un quadro della produzione deirifiuti urbani in Toscana dal 1998 al 2013.

Nelle sue considerazioni finali l’Assessore Bramerini ha elogiato il lavoro di squadra di tutte le Agenzie che hanno collaborato alla realizzazione della RSA, che grazie alla sua esaustività e anche al taglio integrato rispetto alle politiche rappresenta un fondamentale contributo alla conoscenza, informazione, trasparenza, dialogo con la cittadinanza e gli altri enti.
L’Assessore ha anche colto l’occasione per ricordare l’importanza del cammino verso il coordinamento e la pubblicazione integrata delle banche dati ambientali della Regione e delle varie Agenzie attraverso il SIRA,  e dello sforzo, non ancora perfezionato, verso l’unione delle politiche per la salute e quelle per l’ambiente. Nel complesso, ha ancora ricordato l’Assessore, la sua è stata una legislatura ricca di eventi ambientali straordinari, si pensi alla Concordia, ai bidoni tossici al largo della Gorgona, a incendi, alluvioni, siccità, tutti, sempre grazie anche al lavoro di squadra, gestiti in maniera ben coordinata.

di Arpat