La rivoluzione energetica della Maremma. Finanziati circa 5.500 impianti

Giuliano Amato attacca gli incentivi al fotovoltaico

[21 agosto 2013]

L’uscita dalla crisi e la ripresa economica sono legate a corretti stili di vita sostenibile, alle energie pulite, rinnovabili e a una maggiore tutela del territorio. Ne sono convinti, pur con diverse sfumature e accenti tutti i partecipanti al dibattito che si è tenuto nei giorni scorsi a Festambiente, organizzato con la Banca della Maremma e che ha visto una grande partecipazione di pubblico.

«Oggi più che mai con l’avanzare della crisi – ha spiegato Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – c’è bisogno di adottare quotidianamente stili di vita sostenibili e indirizzarsi sempre più verso la scelta concreta dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Ormai da tempo Legambiente e le banche del Credito Cooperativo si battono sul territorio per continuare a promuovere e portare avanti questo processo virtuoso».

Il dibattito è stato aperto dal presidente della Banca della Maremma, Francesco Carri, che ha ricordato «il recente rinnovo della Convenzione tra Federcasse e Legambiente (già operativa dal 2006) fatto per orientare finanziamenti a favore della realizzazione di impianti per la produzione energetica da fonti rinnovabili. I finanziamenti sono stati 5.500 per un importo medio di 48.000 euro per progetto. Recentemente Iccrea Banca ha stipulato convenzioni anche con Federparchi (per contribuire alla valorizzazione di tutte le aree protette italiane), con la Federazione Italiana di Atletica Leggera (per la pratica sportiva legata al benessere, allo stare insieme, al tempo libero) e con Legambiente (progetto “di foglio in foglia” per sviluppare i processi innovativi della fatturazione elettronica)».

«Tutti accordi – ha aggiunto Carri – che si attuano con il reciproco impegno a diffondere l’uso della carta di credito cooperativo favorendo l’evoluzione del sistema dei pagamenti che vede ancora un eccessivo uso del contante che agevola l’illegalità e provoca elevati costi di gestione».

Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, si è detto molto soddisfatto per i risultati ottenuti con questa collaborazione: «La validità della partnership e lo sviluppo della produzione energetica da fonti rinnovabili può considerarsi obiettivamente un successo per il nostro Paese e al riguardo è significativo evidenziare che poco tempo fa, per alcune ore, la produzione di energia da fonti rinnovabili ha coperto l’intero fabbisogno nazionale. A ciò hanno contribuito anche quei piccoli impianti finanziati dalle Banche di Credito Cooperativo».

Molto “istituzionale” l’intervento di Nando Pasquali, presidente Gse, che ha però ricordato che «oltre ai circa 530.000 impianti collegati alla rete nazionale, ne sono già stati realizzati altri che per ragioni esclusivamente legate alla complessità amministrativa italiana, ancora non sono stati attivati».

Il presidente nazionale di Federparchi Giampiero Sammuri ha descritto l’importanza delle aree protette italiane per l’economia turistica: «I Parchi non rappresentano un costo per l’Italia, ma una fonte di reddito con enormi potenzialità inespresse. Spesso le risorse sono talmente limitate che non si è riusciti a fare piccoli, ma significativi interventi, come ad esempio l’installazione di un impianto solare sull’Isola di Montecristo in sostituzione di quello a gasolio».

Molto applaudito l’intervento dell’ex ministro e giurista Giovanni Maria Flick, che, Costituzione alla mano, ha richiamato l’art. 9, sottolineando come «la rilevanza della norma, che va certamente contestualizzata, riveste per il patrimonio artistico ed ambientale. Anche le banche locali hanno un ruolo importantissimo legato all’operatività dei territorio».

Atteso l’intervento dell’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, che però ha suscitato i mugugni di buona parte del pubblico quando, tirando fuori una polemica ormai vecchia e ritrita, ha attaccato gli incentivi per il fotovoltaico che andrebbero ai ricchi signori delle ville dell’Argentario e che sono pagati in bolletta dagli italiani. Qualcuno tra il pubblico e nei capannelli successivi al dibattito ha ricordato che nemmeno Amato se la passa economicamente male e che anche la sua super-pensione è a carico degli italiani. Comunque il presidente dell’Istituto Treccani e della Scuola Sant’Anna ha incentrato la prima parte del suo intervento sulla necessità di continuare a far crescere la sensibilità e la cultura in materia ambientale: «Abbiamo davanti cambiamenti epocali che devono essere governati ponendo al centro dell’attenzione tutte le tematiche riguardanti la tutela dell’ambiente inteso nella sua accezione più ampia valorizzando l’enorme patrimonio del Paese. Purtroppo in varie zone italiane non c’è ancora la giusta sensibilità in materia come dimostra ad esempio l’attività relativa alla raccolta differenziata con aree geografiche eccellenti e altre che sono drammaticamente in ritardo».