La Toscana di internet e computer: più connessi e digitali

La pubblica amministrazione più “connessa” d’Italia

[11 marzo 2015]

L’ufficio Statistica della Regione Toscana ha pubblicato oggi il  rapporto 2014 sulla società dell’informazione e della conoscenza in Toscana, dal quale emerge che nel 2013 le famiglie che usano internet da casa erano in crescita: il 62,2% contro il 55,8 del 2012. L’Adsl è utilizzata dal 66,4% dei toscani che accedono ad internet. Cresce molto il numero di chi usa altri tipi di banda larga, come il wi-fi, che fa un balzo non indifferente dal 30 ad oltre il 45%.

Ormai i toscani, come quasi tutti gli italiani, hanno per lo più un’alfabetizzazione informatica di base, ma rimane netta la divisione tra nuove e vecchie generazioni: «Chi naviga ed usa internet ha in genere meno di 54 anni: i giovani tra 20 e 24 navigano praticamente quasi tutti – sottolinea il rapporto – Usa di più internet chi ha studiato o ha un lavoro da impiegato e dirigente. Un toscano su tre sul web telefona e fa anche videochiamate, ma la principale attività degli internauti (otto su dieci) rimane l’uso della posta elettronica. Uno su due utilizza i social. Il 36%, in crescita di un quinto, utilizza i servizi bancari on line, il 31% (nel 2012 era il 28) consulta i siti della pubblica amministrazione. Un po’ meno ma con un aumento ancora più accentuato – il 27 e 16% – dai siti della Pa scarica i moduli e li invia direttamente attraverso la rete: una percentuale ancora bassa che risente per lo pi&ug rave; della necessità di avere una casella di posta elettronica certificata. Si compra anche on line: lo ha fatto nel 2013 il 47,2% dei toscani, l’anno prima erano stati il 37%.

Anche i dati di chi utilizza internet e per dialogare con la pubblica amministrazione sembrano buoni: «La Toscana registra così primati positivi – si legge in una nota della Regione – La pubblica amministrazione toscana usa infatti in modo diffuso soluzioni open source che riducono i costi: lo fa il 58% degli enti pubblici contro il 41% a livello nazionale. La pubblica amministrazione toscana svetta per la dotazioni di strumenti di videoconferenza, che non sono un vezzo ma consentono di ridurre tempi e spostamenti: ne sono muniti il 41% delle istituzioni, contro appena il 18% in tutta Italia. La Toscana è anche la regione in cui la pubblica amministrazione utilizza più frequentemente i social network per raggiungere gli utenti: avviene nel 51% dei comuni contro il 28% della media nazionale».

Ma non fila tutto liscio per la pubblica amministrazione on line: il 37,2% di ha visitato i siti degli Enti pubblici dice che contengono «informazioni poco chiare, insufficienti o non aggiornate. Si tratta di una percentuale non trascurabile. Il 24,3% lamenta problemi tecnici dei siti e un quinto la mancanza di un servizio di assistenza,on line o off line». Ultima pecca la velocità di connessioni: 7 su 10 hanno ancora le connessioni più lente, al di sotto dei 10 Mbit per secondo. La cosa vale anche per le aziende.

Nella prefazione al rapporto 2014 sulla società dell’informazione e della conoscenza in Toscana, l’assessore ai sistemi informativi Vittorio Bugli evoca una “rivoluzione”: «Nei mesi scorsi abbiamo deciso di puntare con ancora più decisione sui servizi on line e sulle nuove tecnologie che servono a semplificare la vita al cittadino e alle imprese Lo abbiamo fatto con Open Toscana, open.toscana.it, uno spazio e un luogo virtuale unico da cui accedere oggi ai servizi della Regione e domani dell’universo più vasto della pubblica amministrazione. Uno spazio aperto, da costruire insieme anche con chi di innovazione vive, a partire dalle tante start up che animano la Toscana e senza paura di contaminarsi. Uno spazio facilmente accessibile anche da smartphone e tablet, che i cittadini sempre più di frequente utilizzano per navigare e stare sul web, per incontrarsi sui social media, per fare acquisti e prenotare viaggi. Ma la Regione Toscana sta investendo anche sulle infrastrutture e la banda larga e ultra-larga. Lo facciamo oltre le nostre competenze, consci che senza una connessione ad internet che sia sufficientemente diffusa e veloce il resto del lavoro rischierebbe di vanificarsi».

Infatti ci sono territori dove non c’è ancora l’Adsl, magari perché i gestori privati non hanno interesse ad accenderla. Così nella sua  agenda digitale la Regione ha definito un piano in 5 punti nel quale connettività e accesso veloce ad internet per tutti sono al primo posto. Negli ultimi anni, La toscana, insieme al ministero e Unione europea, ha investito 30 milioni di euro per portare la fibra ottica dove non c’era. «Altri 40 milioni sono pronti per essere spesi e portare la banda larga almeno fino a 20Mbps nelle aree più remote – conclude la Regione – Circa 100 milioni saranno investiti nei prossimi sette anni per la banda ultra-larga utilizzando i fondi europei».