Laudato si’, le reazioni del mondo ambientalista all’enciclica di papa Francesco

Domenica a Roma la marcia “Una terra. Una famiglia umana”

[18 giugno 2015]

papa francesco speranza

L’attesissima enciclica “Laudato si’, sulla cura della casa comune”, la prima a firma di papa Francesco, non ci ha messo molto per deflagrare nella società civile: domenica 28 giugno alle ore 9,00 a Piazza Farnese, si riuniranno cattolici, comunità cristiane e di altre fedi, ambientalisti e persone di buona volontà per la marcia “Una terra. Una famiglia umana. L’intento è quello di celebrare l’enciclica papale e chiedere un accordo ambizioso alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di dicembre 2015.

Alla marcia che arriverà a Piazza San Pietro per l’Angelus, organizzata da Focsiv – Volontari nel mondo su proposta della Campagna interreligiosa contro i cambiamenti climatici OurVoices, stanno aderendo gruppi cattolici, interreligiosi, della società civile e numerose organizzazioni ambientaliste come Wwf, Greenpeace, Legambiente e ha ricevuto il supporto della Coalizione Italiana Parigi 2015: mobilitiamoci per il Clima, che riunisce le maggiori organizzazioni italiane ambientaliste, sindacati, associazioni contadine ed altre, e della comunità online di advocacy Avaaz.

«Per un ambientalista – commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente –  leggere l’enciclica di Papa Francesco sull’ambiente dà uno strano senso di stupore e di soddisfazione. I tanti temi che Legambiente ha portato e che porta tutt’ora avanti con tante battaglie ambientaliste trovano un’autorevolissima conferma in questo testo, incastonata, per di più, in una ineludibile sollecitazione etica e spirituale, per i non credenti, e religiosa, per i credenti. Un’enciclica che senza dubbio dà grande soddisfazione, ma che ci chiama anche ad uno scatto di responsabilità e ad una maggiore cultura diffusa basata su una relazione di reciprocità responsabile tra uomo e natura e che coinvolga tutte le persone attraverso un impegno collettivo. Un testo che si rivolge a tutti, credenti e non, e che ‘obbliga’ ad una riflessione sui grandi temi ambientali. Nessuno di noi può tirarsi fuori, neanche i grandi della Terra ai quali spetta una maggiore responsabilità e che da oggi, grazie a questa enciclica, avranno più difficoltà ad eludere le istanze ambientali».

«Il cambiamento climatico, la distruzione della biodiversità, l’esaurimento delle risorse, gli sprechi non sono solo danni da motivare scientificamente, ma diventano con l’enciclica – sottolinea anche Donatella Bianchi, presidente di Wwf Italia – questione morale ed etica. A essere colpita è la vita, i mezzi di sussistenza e i diritti di tutti, in particolare delle comunità povere, emarginate e vulnerabili. Meccanismi biologici che si sono raffinati in milioni e milioni di anni vengono distrutti per appetiti a breve termine di pochi. Si lede il diritto a un pianeta prospero e abitabile per le future generazioni».

«Apprezziamo la chiarezza e il modo diretto con cui l’enciclica sottolinea la debole risposta della politica internazionale ai cambiamenti climatici, con troppi interessi particolari che prevalgono sul bene comune – ha dichiarato Martin Kaiser, a capo dell’Unità sul Clima di Greenpeace International – Le parole del Papa dovrebbero svegliare i capi di governo troppo compiacenti, incoraggiarli ad adottare leggi severe nei rispettivi Paesi per proteggere il clima e a siglare un ambizioso protocollo internazionale alla Conferenza di Parigi prevista a fine anno». È inoltre molto importante, sottolineano da Greenpeace, l’appello di Papa Francesco ai leader politici per la protezione delle foreste e degli oceani, una richiesta che arriva dagli scienziati e dalle persone di tutto il mondo. Speriamo infine che la Banca del Vaticano si unisca al crescente movimento che sta disinvestendo da carbone, petrolio e nucleare per sostenere le energie rinnovabili, in sintonia con le parole di Papa Francesco. Così come auspichiamo un sostegno della Chiesa a una rivoluzione energetica a livello locale.

«Siamo di fronte a un documento straordinario – sostiene Fulvio Mamone, presidente Lipu-BirdLife Italia – che per certi versi segna l’avvento di una nuova Chiesa, pienamente consapevole dei problemi del pianeta e disponibile a impegnarsi direttamente per salvarlo. L’enciclica di Papa Francesco è un severo monito verso un mondo che si sta autodistruggendo, alla ricerca di un arricchimento tutto materiale e fine a se stesso, a danno dei più poveri e della natura, ma anche l’invito a un cambiamento possibile, che parta dalla consapevolezza del pianeta come casa comune e dal bisogno di prendersene cura. Tra i grandi argomenti trattati nell’enciclica particolare interesse desta l’attenzione che il Papa dedica alla perdita di biodiversità, che rappresenta forse la vera novità nella posizione della Chiesa, sia per il dettaglio con cui si citano temi specifici quali gli ecosistemi e le reti ecologiche, sia per l’innovativa posizione nei confronti della natura: non più soltanto un magazzino a disposizione dell’uomo ma un mondo meraviglioso, fatto da habitat naturali e specie viventi, che ha valore oltre l’utilità e quindi merita di essere apprezzato e conservato in se stesso».

«L’enciclica ‘Laudato si’ di Papa Francesco è una luce di speranza e una iniezione di coraggio per tutti coloro che da sempre si battono per salvare il Pianeta dai cambiamenti climatici che lo stanno portando al collasso  – rincara la dose il leader dei Verdi Angelo Bonelli  – Un altro mondo non solo possibile ma è necessario per salvare il futuro della Terra. Cambiare si può e si deve: questo è il messaggio che tutti i governanti e i cittadini del mondo, già dalla conferenza di Parigi dove vanno assunti accordi vincolanti sul clima, dovrebbero recepire abbandonando egoismi e modelli industriali che rappresentano una fortissima ipoteca sul destino dell’umanità».

«L’uomo non può essere separato dal mondo in cui vive, che è regolato da leggi precise e ineludibili, ed è chiamato a rispettarle. Tradire quelle leggi  – ha rimarcato Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi – o evaderle è davvero un peccato contro Dio ma certamente è un atto lesivo della vita e del futuro delle giovani generazioni. L’essere umano ha una specifica responsabilità nel custodire il mondo che gli è stato lasciato dalle generazioni che lo hanno preceduto».

«Forte e importante la scossa che arriva dall’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco sui temi dell’ambiente e dei  mutamenti climatici e, più in generale,  sullo sviluppo umano. Una visione e una capacità di connettere temi e culture che sembra, francamente, mancare alla politica. Proprio per questo le parole del Santo Padre – osserva Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera – rappresentano un monito importante a governi e politici di tutto il mondo, che arrivano significativamente a pochi mesi dal vertice Onu di Parigi sul clima. Una società, quella tratteggiata da Papa Bergoglio, che può parlare italiano.  Questa  idea di società solidale e di economia a misura d’uomo, che sta in campo senza compromettere il futuro, usando meno energia e meno materie prime, infatti, già parla italiano. Coesione sociale, comunità, territori, bellezza e qualità sono parte integrante della capacità italiana di produrre cose che piacciono al mondo. Il nostro contributo ad un “progetto comune” che speriamo si affermi anche alla Cop21 di Parigi».

«L’enciclica di Papa Francesco sull’ambiente è un fatto di portata storica che riempie di soddisfazione quanti hanno a cuore il futuro dell’umanità e gli equilibri del pianeta terra – chiosa infine Mario Salomone, presidente della Federazione italiana media ambientali (Fima) – Tutti i giornalisti e i media ambientali sono invitati a dare una informazione chiara, completa e corretta sui contenuti dell’enciclica e a far sì che l’attenzione si prolunghi nel tempo, evitando il solito fenomeno della bolla mediatica destinata a esaurirsi nell’arco di pochi giorni».