L’influenza aviaria torna a preoccupare l’Onu: ecco le precauzioni per evitare il contagio

Aumentano i casi umani d’influenza A (H7N9) in Cina Meridionale e Orientale

[20 gennaio 2014]

Oltre alla consueta ondata di influenza questo inverno potrebbe portare un virus diverso dal solito: si tratta di H7N9, e dietro l’asettica sigla nasconde un tipo di influenza aviaria che sta preoccupando le Nazioni unite. Le infezioni umane dal virus dell’influenza A sono di nuovo in aumento in Cina – ha avvertito oggi la Fao, l’organizzazione Onu per l’alimentazione e l’agricoltura – e le prossime festività per il Capodanno cinese (che inizieranno tra pochi giorni, il 31 gennaio) fanno temere un’ulteriore diffusione e una maggiore esposizione umana.

La FAO, comunicano dall’organizzazione, sta assistendo un certo numero di paesi membri, in particolare quelli ad alto rischio, nella prevenzione e preparazione a una possibile introduzione del virus A (H7N9) nella loro popolazione di pollame, nelle attività di valutazione dei rischi, nei piani di emergenza e nell’espansione delle capacità diagnostiche e di sorveglianza. Il rischio al momento è pressoché circoscritto alla Cina, ma l’aumento dei casi negli ultimi mesi, documentato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sta mettendo in allerta le autorità internazionali.

«Le autorità cinesi stanno applicando misure importanti per ridurre il rischio di esposizione umana al virus A (H7N9) – ha precisato Veterinario Capo della FAO, Juan Lubroth – Questo include chiusure temporanee dei mercati di animali vivi, una loro migliore igiene, una maggiore sorveglianza dei mercati e degli ambienti con animali vivi e il controllo dei movimenti di pollame. Ma i paesi devono stare all’erta, poiché il virus continua a circolare nel pollame senza mostrare segni clinici evidenti. Il rischio per gli esseri umani rimane, soprattutto nei prossimi mesi, e in particolare durante le festività per il Capodanno cinese».

Milioni di persone e di pollame, ricorda la FAO, saranno in movimento e molte famiglie macelleranno il pollame in casa per festeggiare il nuovo anno. L’organizzazione Onu ha quindi invitato i paesi vicini a restare vigili di fronte al virus A (H7N9), e a tutti gli altri dell’influenza aviaria, come quello altamente patogeno dell’influenza aviaria H5N1.

E’ stato provato che gli esseri umani sono contagiati dopo essere stati a stretto contatto con pollame vivo infetto, per lo più in mercati di animali vivi o durante la macellazione di pollame a casa. Secondo l’OMS, finora non vi sono stati casi di trasmissione del virus tra esseri umani. Ecco perché sono essenziali buoni standard di biosicurezza nelle aziende agricole e nei mercati, regolare pulizia e disinfezione dei mercati, e sorveglianza mirata di quelle aree che hanno commercio di pollame vivo, diretto o indiretto con le aree infette. Se l’infezione negli animali è confinata ad un’area specifica, occorre prendere in considerazione l’abbattimento degli animali infetti, purché eseguito in modo umano, con un adeguato compenso ai produttori e ai rivenditori.

Per cercare di limitare la diffusione del virus la FAO si è attivata per comunicare al maggior numero possibile di consumatori e produttori le precauzioni standard che è necessario seguire. Eccole:

• Uno stretto contatto con animali infetti può mettere le persone a rischio. Dal momento che l’influenza H7N9 provoca pochi, o nessun segno di malattia nei volatili, è fondamentale separare le aree in cui vivono gli animali da quelle in cui vivono le persone.

• Consultare immediatamente il medico se vi sono segni di febbre dopo essere stati a contatto con pollame, uccelli d’allevamento, volatili selvatici o altri animali.

• Lavarsi spesso le mani per uccidere ed eliminare gli agenti patogeni come batteri o virus. Si dovrebbe sempre farlo dopo aver toccato i volatili o altri animali, prima e dopo la preparazione dei cibi, e prima di mangiare.

• Osservare norme di buona igiene, come tenere la carne cruda separata da quella cotta o da cibi pronti per il consumo per evitare la contaminazione, utilizzando utensili separati per preparare le carni crude e gli altri alimenti (taglieri ed altre superfici, coltelli e piatti, per esempio) e il lavaggio e la disinfezione di tutte le superfici e gli utensili che sono stati a contatto con carne cruda.

• Mangiare solo carne ben cotta (quando il cibo raggiunge i 70° C o più in tutte le sue parti). I virus influenzali non si trasmettono attraverso il consumo di cibi ben cotti. Il consumo di carne cruda e piatti a base di sangue crudo è una pratica ad alto rischio.

• Tenere i volatili separati da altre specie di animali domestici. Schermi, recinzioni o reti possono essere utilizzati per separare le specie tra loro e aiutare a prevenire una possibile trasmissione del virus.

• Anche se i volatili selvatici non sembrano essere implicati nella diffusione dell’influenza A (H7N9), è ancora considerata buona pratica limitare l’accesso degli uccelli selvatici al pollame e agli altri animali domestici.

• Segnalare gli animali malati o morti alle autorità veterinarie locali (o di sanità pubblica). Se questo non è possibile, parlarne con i leader della comunità. Anche se al momento l’influenza A (H7N9) non causa la malattia nel pollame, resta importante che tutti i segni di malattia o morti improvvise e inspiegabili nel pollame, negli uccelli d’allevamento, nei volatili selvatici o in altri animali vengano segnalati alle autorità in modo che possano valutare la situazione e aiutare a fermare qualsiasi malattia potenzialmente dannosa dal diffondersi ed evitare successive esposizioni agli esseri umani.

• Non mangiare la carne di animali malati o morti e non darli o venderli ad altri, né deve essere data in pasto ad altri animali.