Lo stato “precario” della scuola italiana: il rapporto di Cittadinanzattiva

L’indagine ha coinvolto 165 scuole di 18 regioni su sicurezza, qualità e accessibilità degli edifici scolastici

[18 settembre 2013]

Non basta lo sforzo compiuto dall’attuale Governo, senza il contributo delle famiglie (aggiuntivo rispetto a quello profuso con le tasse) la scuola italiana rischierebbe l’implosione. Secondo Cittadinanzattiva, che ha presentato l’“XI Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici”, nell’ultimo anno dalle famiglie sono arrivati circa 390 milioni di euro, sotto forma di contributo volontario o donazione di materiali e beni, senza i quali la nostra scuola non potrebbe tirare avanti.

L’indagine, che ha interessato 165 scuole di 18 regioni, tutte ad eccezione di Valle D’Aosta e Liguria, ha messo in evidenza lesioni strutturali in una scuola su sette, distacchi di intonaco in una su cinque e, nel corso dell’ultimo anno scolastico, ben 29 casi di tragedie sfiorate a causa di crolli di diversa entità nelle scuole.

«Pur apprezzando il grande sforzo compiuto dall’attuale Governo con lo stanziamento di fondi (150 milioni subito, 300 nel prossimo triennio), è poca cosa rispetto al reale fabbisogno. Basti pensare che il costo di un edificio scolastico di media dimensioni, antisismico, energetico, a norma costa 5 milioni di euro», ha dichiarato Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

«E poi basta con l’Anagrafe scolastica eterna incompiuta e fantasma, che invece è indispensabile alle istituzioni per una programmazione seria e attendibile sulle scuole da sistemare e su quali priorità investire i fondi del Decreto del Fare, ed è indispensabile alle famiglie per sapere in quali scuole si recano ogni giorno i nostri figli. Per questo siamo ricorsi alla procedura di accesso civico agli atti nei confronti del ministero dell’Istruzione che, entro 30 giorni, come previsto dal decreto 33/2013 sulla trasparenza dovrà risponderci in merito alla Anagrafe. A tutela soprattutto dei più piccoli e degli studenti con disabilità, penalizzati più degli altri dalle pessime condizioni degli edifici scolastici» ha concluso Bizzarri.

Entrando nel dettaglio di alcuni dei numerosissimi dati, nel rapporto viene evidenziato il peggioramento  dello stato di manutenzione delle scuole che nel 39% dei casi è del tutto inadeguato (lo scorso anno era il 21%), così come la qualità di vita all’interno degli ambienti scolastici, interessati da muffe, infiltrazioni e segni di umidità che colpiscono un’aula su cinque. Gran parte delle scuole sembrerebbe priva di barriere architettoniche, ma in realtà l’accessibilità si ferma spesso al solo ingresso, oltre troviamo aule in un caso su quattro inaccessibili a studenti in carrozzina e prive di arredi e attrezzature didattiche destinati a loro. Eppure gli studenti disabili inseriti nelle nostre scuole sono 207.244.

Il 64% delle scuole monitorate ha posti auto per disabili nel cortile o nel parcheggio interno. Scalini all’ingresso del 27% delle scuole, ascensore assente nel 35% degli edifici e non funzionante nell’11% di quelli che ne sono dotati; barriere architettoniche nel 19% dei laboratori, nel 18% delle palestre, nel 15% dei cortili, nel 13% delle aule. Nel 23% delle scuole non esistono bagni per disabili, e il 15% di essi presenta barriere architettoniche. Il 26% delle scuole, nella gran parte delle aule, non ha sufficiente spazio per la presenza di una carrozzina; il 44% delle aule non ha banchi adatti o adattabili per una persona in carrozzina; nel 57% dei casi, non ci sono in aula attrezzature didattiche o tecnologiche per facilitare la partecipazione alle lezioni degli studenti con disabilità.

Non ci sono tavoli o postazioni adatte ai disabili in carrozzina nel 28% dei laboratori, nel 18% delle biblioteche e nel 17% delle mense. In una scuola su 4, sarebbe un problema gestire l’evacuazione dall’edificio degli studenti con disabilità motoria in caso di emergenza, perché nel 24% non esistono percorsi sicuri e praticabili che non comportino l’uso dell’ascensore o del servoscala. Inoltre, nel 27% degli edifici monitorati, le piantine dei percorsi di evacuazione non sono visibili da persone in carrozzina.

Per quanto riguarda le certificazioni, solo il 44% delle scuole possiede il certificato di agibilità statica, il 38% quello di agibilità igienico sanitaria e il 37% quello di prevenzione incendi. Lo scorso anno, solo un quarto delle scuole era in regola con tutte le certificazioni. Il 67% degli edifici scolastici monitorati si trova in zone ad alto rischio sismico, il 12% in zone a rischio idrogeologico. Poi c’è il capitolo sovraffollamento: 1 classe su 5 del campione ha più di 25 alunni, dunque non è adeguata alla normativa antincendio. E facendo riferimento all’art.64 della legge 133/2008, che ha innalzato il limite di alunni per classe, sono stati riscontrate comunque ben 47 classi fuorilegge.

Per quanto riguarda il benessere e l’igiene a scuola, uno dei punti critici è rappresentato dalle palestre. Il 28% delle scuole non possiede una palestra interna all’edificio, ma laddove presenti, le palestre presentano distacchi di intonaco (19% dei casi), muffe ed infiltrazioni (24%), barriere architettoniche (18%), fonti di pericolo (23%), nell’8% dei casi non hanno alcun tipo di attrezzatura e quasi una su due (44%) è priva di cassetta di pronto soccorso. I cortili, presenti nella gran parte delle scuole prese in esame (in 149 delle 165 scuole) nella metà dei casi (47%) sono usati per le attività sportive. Nell’83% dei cortili ci sono aree verdi, ma sono ben curate solo nel 65% e attrezzate cure aree gioco sportive nel 36%.

Ai bagni invece il triste primato di ambiente più sporco: privi di sapone nel 41% dei casi, di asciugamano nel 53%, di carta igienica nel 50%. I cartelli che segnalano il divieto di fumo sono presenti nel 65% dei corridoi delle scuole, nel 22% sono completamente assenti e nel restante 13% compaiono solo in alcune parti dell’edificio scolastico. Sul versante del benessere alimentare, nel 65% delle scuole ci sono i distributori automatici di bevande e nel 32% quelli di snack. Soltanto in 6 scuole sono stati rilevati i distributori di prodotti naturali o freschi, come yogurt e frutta.

Cittadinanzattiva ha stilato poi la classifica delle scuole monitorate lungo lo stivale, registrando sia situazioni di eccellenza che di grande degrado. Ottengono il miglior punteggio, il Liceo Classico Socrate di Bari e la Scuola dell’Infanzia Don Bronzini di S. Lorenzo in Banale (Trento) con 94/100, mentre in fondo alla graduatoria, due scuole di Roma, la Secondaria dell’Istituto comprensivo Piazza Sauli ex Vivaldi e l’Istituto comprensivo Borgoncini Duca – plesso Manetti, con un punteggio di 58/100 (insufficiente). Male anche una scuola toscana, il Liceo Scientifico di Manciano (Grosseto) con 59/100.

Per voltare pagina, secondo Cittadinanzattiva, il mondo della scuola dovrebbe rispondere a 7 richieste/proposte: portare a termine e render nota a tutti l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, affinché si conosca lo stato di ogni singola scuola e gli interventi da realizzare; semplificare la procedura e la normativa di riferimento per gli interventi di messa in sicurezza delle scuole, sulla base di una programmazione decennale; trovare altri fondi per l’edilizia scolastica, e nello stesso tempo, puntare a soluzioni alternative: ad esempio, affidare direttamente alle scuole la piccola manutenzione ordinaria e i fondi ad essa destinati; reinvestire i costi derivanti dall’affitto di edifici privati adibiti a scuole (circa un migliaio in tutta Italia) nella costruzione di nuovi edifici; trasformare in legge la proposta depositata in Parlamento di destinare l’8 per mille di competenza statale ad interventi di messa in sicurezza ed ammodernamento delle scuole; sperimentare l’edilizia della “emergenza” costruendo prefabbricati come quelli realizzati in Emilia Romagna dopo l’ultimo terremoto, per far fronte a situazioni di particolare urgenza e gravità; rivedere l’art. 64 della legge 133/2008 e eliminare incongruenze normative (ad es, con le normative antincendio/spazio vitale) per evitare sovraffollamento ed invivibilità nelle aule; dare piena attuazione alle leggi sull’eliminazione delle barriere architettoniche e sull’inclusione effettiva degli alunni con disabilità, sanzionando le amministrazioni che non lo fanno; recuperare e costruire nuove palestre e migliorare le condizioni dei cortili per far sì che fare attività fisica a scuola sia un diritto di tutti gli studenti; emanare una normativa specifica che regolamenti nelle scuole, in caso di patologie degli studenti, la somministrazione dei farmaci e l’eventuale osservanza di specifici regimi alimentari durante l’orario scolastico.