Lo strano caso delle bandiere blu: in Toscana meglio le spiagge pisane dell’Elba

[12 maggio 2015]

Diciotto bandiere blu assegnate nel 2015, su 147 comuni e 280 spiagge complessive in Italia: abbastanza da garantire un nuovo secondo posto per la Toscana nella luccicante classifica italiana redatta ogni anno – siamo arrivati alla ventinovesima edizione – dalla Foundation for environmental education (Fee). Alcuni comuni, in prima fila quello di Livorno, non hanno perso occasione per autocelebrarsi con compiaciute pacche sulle spalle: «Per il nono anno consecutivo – comunica l’amministrazione pentastellata – il Comune di Livorno ha ottenuto la “Bandiera blu”», che «sventolerà anche quest’estate (dal 13 giugno al 13 settembre) da Antignano a Quercianella, toccando la spiaggia dei Tre Ponti, la spiaggia del Roma-Sale, la cala del Miramare, le spiagge del Rex e del Rogiolo e infine la cala di Quercianella».

Eccellenze a tutto spiano, quindi, ma chissà quanti tra i locali giudicherebbero come ugualmente belle le acque che bagnano Quercianella con quelle dei Tre Ponti. E allargando la panoramica da Livorno all’intera Toscana le perplessità sulle bandiere blu, come ogni anno, non fanno che aumentare. Sul litorale pisano ad esempio è un trionfo: spiccano i nomi di Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone. Ed è incredibilmente un bottino migliore di quello dell’Elba, che annovera una sola bandiera blu: la spiaggia della Fenicia, all’interno del Comune più piccolo della Toscana (Marciana Marina) e senza un depuratore pubblico attivo.

Eppure, come riassume l’Ansa, i criteri guida «per l’assegnazione delle Bandiere Blu vanno ”dall’assoluta validità delle acque di balneazione” (devono avere una qualità ‘eccellente’) all’efficienza della depurazione, dalla raccolta differenziata alle aree pedonali, piste ciclabili e spazi verdi, fino alla dotazione di tutti i servizi sulle spiagge».

Come si spiega un quadro delle spiagge toscane così lontano anche dal semplice buon senso? « Oramai – commenta Claudio Mazza, presidente della Fee Italia illustrando a Roma i risultati nazionali – è un dato certo che l’aspetto ambientale di una località ha una forte incidenza sulla scelta di una destinazione turistica». L’impressione, una volta di più, è che a ricercare le bandiere blu con maggiore insistenza siano spesso proprio quei comuni in caccia di un trofeo da mostrare, in mancanza di acque tanto limpide da non aver bisogno di vessilli a ricordarlo.