Continua il dibattito sull'alternativa per un'Europa sostenibile

Ma senza sinistra la democrazia è malata, e anche l’ambiente non sta tanto bene

[28 gennaio 2014]

Cara Monica Frassoni,

forse ci siamo capiti male, ma mi pare che quanto lei scrive sia molto diverso da quanto afferma, in maniera piuttosto tranchant (mostrando ancora una volta i conti in sospeso che ha con Vendola per le vicende dell’Ilva), Angelo Bonelli.

Sono d’accordo, totalmente d’accordo, che la scelta non sia tra i Verdi (per i quali un paio di volte ho pure votato, dandole anche una preferenza) e la Sinistra, ma tra il neo-conservatorismo liberista ed un’Europa che vuole uscire da questa nottata che sta erodendo lavoro, diritti e benessere non riesce ad arginare la crisi ambientale  che, al contrario, nei Paesi più in crisi dell’Europa meridionale, sta diventando sempre di più crisi ambientale, culturale e sociale.

Non so se alla fine voterò la “lista Tsipras”, dipenderà da come si comporteranno gli attori che sono chiamati a cucirla insieme, che negli ultimi anni non hanno certo dato un bello spettacolo. Il mio giudizio sui residui folkloristici del comunismo dei Soviet mi sembra chiaro in quanto ho scritto, ma mi pare che anche i Verdi italiani, in quanto a minoritarismo ed integralismo da scissione dell’atomo, una qualche autocritica dovrebbero farla, almeno prima di dare giudizi sul congresso di un altro Partito.

Detto questo, io continuo a pensare, a differenza del M5S, di diversi Verdi, dei renziani del PD e di qualche nostro comune amico di Legambiente che ha fondato Green Italia, che le differenza tra destra e sinistra esistano ancora e che un Paese senza sinistra sia un Paese dove la democrazia è malata. Dove la rappresentanza sociale è monca. Dove un pezzo di società non è rappresentata e finirà per rifugiarsi nel populismo o in qualcosa di peggio. E’ già successo e sta succedendo in Italia, è già successo e sta succedendo in Europa, è già successo e sta succedendo nel mondo.

Essendo un ambientalista di sinistra penso che l’alleanza naturale della sinistra/sinistra sia con il movimento politico dei Verdi europei anche se qualche partito verde dà ormai per superato il concetto stesso di “sinistra”. D’altronde i verdi, in quella che è fino ad oggi la loro esperienza politica più consolidata ed avanzata, i  Grünen tedeschi, hanno governato e governano con i socialdemocratici ed in altri Paesi (Italia compresa) governano ed hanno governato con la sinistra moderata e con quella radicale ed anche con forze di centro-destra.

Forse comincio ad invecchiare, ma continuo a pensare che la Sinistra, rossa o tinta di verde, o ancor meglio rosso/verde, non sia un ferrovecchio della storia, la sua necessità e modernità la leggiamo ogni giorno in quel che di terribile ed ingiusto accade nel mondo e che proviamo a raccontare su greenreport.it, nello sfruttamento indicibile dell’uomo e della natura e nella rapina e spreco delle risorse, nelle fabbriche lager dell’Asia e in quelle a stipendi dimezzati del Friuli o delocalizzate nell’est Europa post-comunista. Spero di poter continuare a sognare, insieme ad altri, alle persone di sinistra che difendono l’ambiente e la salute e la dignità dell’uomo, un mondo migliore e diverso, che è possibile e che possiamo costruire insieme senza guardare al colore, alla gradazione di rosso o di verde, delle nostre bandiere. Ma possiamo farlo solo se ci liberiamo dalle catene della divisione, se ognuno di noi costruisce un pezzetto di alternativa.

Per questo Tsipras è una speranza ed un esempio di concretezza per la rissosa e inconcludente sinistra/sinistra italiana. Per questo credo che i Verdi dovrebbero guardare con rispetto a questo tentativo (travaglio di Sel compreso), come altri, noi di greenreport.it compresi, abbiamo guardato e guardiamo con rispetto ed attenzione al loro di rilanciare una presenza ambientalista nella politica italiana ed alla novità di Green Italia.  Continuo a pensare che il difetto maggiore, direi il peccato originale, del movimento progressista italiano sia la mancanza di generosità verso sé stesso, quella stessa generosità, condivisione e comprensione delle differenze che invece io e Lei abbiamo fortunatamente trovato nell’associazione ambientalista di cui facciamo parte.