In esclusiva per greenreport il diario di viaggio del World tour 2015

Made in Ilva sbarca in America Latina e conquista i teatri del Messico (FOTOGALLERY)

[11 dicembre 2015]

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Dopo il grande successo delle precedenti tappe del #worldtour2015 di Instabili Vaganti in Asia e Europa, la tournée della compagnia prosegue in Messico, Uruguay, Argentina e Cile per rappresentare la giovane sperimentazione teatrale contemporanea italiana nell’ambito dell’anno dell’Italia in America Latina. Nicola Pianzola e Anna Dora Dorno raccontano su queste pagine – sottoforma di diario di viaggio teatrale – le proprie esperienze, avventure, impressioni dalle varie città del mondo attraversate nel tour.

La prima parte della nostra tournée in America Latina si è svolta in Messico dal 26 ottobre al 25 novembre 2015. Abbiamo percorso oltre 2000 km dalla megalopoli di Città del Messico a Tampico nel nord del Paese, da Xalapa nello stato di Veracruz a Oaxaca attraversando la Sierra Madre. Ogni anno che torniamo in Messico, iniziamo dalla capitale, centro culturale per eccellenza di un Paese a noi ormai familiare e che costituisce un terreno fertile per la nostra sperimentazione nel teatro fisico contemporaneo. Debuttiamo con la nuovissima versione in lingua spagnola di Made in Ilva al Foro La Morada, il teatro dell’Uva (Unidad de vinculación artistica), una sezione sperimentale del Centro culturale universitario Tlatelolco, dell’Unam, Università nazionale autonoma del Messico.

Qui sviluppiamo un progetto che comprende 5 giorni di workshop sull’azione performativa a contatto con strutture urbane e una lezione magistrale aperta al pubblico dove abbiamo potuto ospitare Giaomo D’Alelio, giornalista italiano che vive in Queretaro, (stato a nord di Città del Messico) e Katrin Arcel Konstantin, studiosa di teatro,  psicologa  e artista austriaca. Il Centro culturale Tlatelolco è un luogo importantissimo per la città, dove si svolgono attività culturali e artistiche innovative, lezioni di differenti discipline, un luogo vivo e sempre pieno di gente, in una delle periferie più interessanti della città, alle spalle della Plaza de las tres culturas, tristemente nota per la notte del Tlatelolco, quando il 2 ottobre 1968 l’esercito aprì il fuoco sui manifestanti uccidendo oltre 300 innocenti.

In questo scenario ricco di memoria abbiamo già sviluppato negli anni precedenti il nostro progetto internazionale di ricerca Megalopolis da cui è nata la nostra ultima produzione Desaparecidos#43, una reazione artistica ai fatti accaduti il 26 settembre 2014 ad Ayotzinapa quando 43 studenti sono scomparsi proprio mentre si dirigevano a Città del Messico per celebrare l’Anniversario del massacro del Tlatelolco.

Dalla capitale ci siamo spostati a Tampico dove abbiamo partecipato alla 4° edizione del festival internazionale Teatro Para El Fin del mundo, una manifestazione culturale particolare che nasce con l’intento di contrastare i fenomeni di violenza occupando spazi abbandonati e facendoli rivivere con eventi teatrali e performativi adattati alle strutture in disuso. Tampico è in effetti una delle città più violente del Messico, in cui all’imbrunire comincia il coprifuoco. Un luogo che sembra un set cinematografico dei film americani sui narcotrafficanti, che tuttavia ci ha molto stupito per la gentilezza dei suoi abitanti.

Qui abbiamo diretto un workshop intensivo finalizzato alla creazione di un nuovo lavoro site-specific Megalopolis#Tampico, in un Boeing 727 abbandonato nella Laguna del Carpintero.  Dopo 3 giorni di esplorazione delle strutture dell’aeromobile, nel caldo soffocante che infuoca la lamiera della fusoliera, dopo le incursioni della polizia in assetto da “guerra”, mitra spianati, giubbotti anti proiettili, caschi e camionetta blindata, alla fine, nel buio della laguna di Tampico, il Boeing si accende di un’installazione luminosa diventando un palcoscenico per 15 attori provenienti da diversi stati del Messico e dall’Uruguay ed accogliendo il pubblico del festival come passeggeri di un volo metaforico sulle innumerevoli metropoli dei nostri ricordi.

Lasciamo l’infuocato nord per salire di quota nella fresca e umida Sierra Madre Orientale dove ci accoglie l’odore del caffè che pervade il centro di Xalapa. Qui ha sede l’Universidad Veracruzana, dove presentiamo Made in Ilva e dirigiamo un workshop per un gruppo di studenti giovanissimi e pieni di curiosità per un tipo di lavoro come il nostro, che raramente incontrano nel loro percorso di studi.  La presenza della facoltà di teatro ha reso Xalapa il centro culturale dell’intero stato di Veracruz, stimolando la nascita di una comunità teatrale attiva e attenta ai nuovi linguaggi della scena contemporanea, per cui nostro lavoro è stato accolto molto bene dal pubblico, anche se rappresenta una novità assoluta per questo territorio. Attraversiamo la Sierra di notte per risvegliarci nella coloratissima ed accogliente Oaxaca, dove molti sono gli stranieri che si trasferiscono innamorati del clima e dell’anima di questa città.

Per noi è un ritorno, nello stesso luogo: Tierra Independiente, un centro di ricerca sulle arti sceniche gestito dall’omonima compagnia di danza. Qui abbiamo già diretto un workshop ma questa volta torniamo con un progetto più ampio che include 2 repliche di Made in Ilva. Oaxaca è il secondo stato più povero del Messico e qui le tradizioni sono ancora molto vive e pervadono la vita di tutti i giorni. E’ un luogo magico sempre pieno di suoni, colori e arte. A malincuore salutiamo Paulina ed Helmar, direttori di Tierra Independiente, con i quali nonostante il programma intenso, riusciamo a condividere alcune ore di lavoro insieme, sperimentando fra danza e teatro alla ricerca di un linguaggio che si fa spazio tra le nostra forti identità (entrambe le nostre realtà hanno alle spalle oltre 10 anni di lavoro).  Così la fine del tour in Messico diventa l’inizio di una nuova collaborazione che svilupperemo insieme con tappe nei nostri relativi paesi, nell’ambito del nostro progetto Megalopolis. Siamo pronti per continuare la tournée, per partire per l’Uruguay. “Hasta pronto Mexico Lindo”.

 

La tournée in Messico è stata realizzata grazie al contributo di: Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale – Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese – Ufficio IV; Italia & America Latina 2015; Regione Emilia-Romagna; Istituto Italiano di cultura di Città del Messico; Funder35 – Il fondo per l’impresa culturale giovanile; Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna.