Edo Ronchi sul finanziamento di 20.000 euro: «Nessun condizionamento da una delle tante donazioni liberali»

Malagrotta e arresto Cerroni, Legambiente querela Il Messaggero per diffamazione

[13 gennaio 2014]

Il Messaggero ha pubblicato un articolo, “Rifiuti, Pd e Legambiente nella rete dei Ras”, nel quale il nome dell’associazione ambientalista viene accostato alle vicende  della discarica di Malagrotta che hanno portato all’arresto di Manlio Cerroni e di altre 6 persone per la gestione dei rifiuti nel Lazio. Pronta e dura la risposta del presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza: «Nei giorni scorsi abbiamo già espresso il nostro giudizio positivo sull’azione della magistratura a proposito del cosiddetto sistema Cerroni. Accostare oggi il nome di Legambiente alla rete di Cerroni, come fa nel titolo il servizio odierno de Il Messaggero è un’insinuazione semplicemente vergognosa. Ci indigna questo tentativo di screditare un’associazione che da trent’anni combatte senza se e senza ma contro la lobby dei “signori delle discariche”, che hanno immobilizzato il ciclo dei rifiuti in tanti territori del nostro Paese. Questa lobby ha avuto come esempio emblematico a livello nazionale il cosiddetto “sistema Cerroni”, contro cui ci siamo sempre scagliati a Roma per la gestione della discarica di Malagrotta (di cui chiedemmo la chiusura tanti anni fa, molto prima che la politica locale si attivasse) e per la costruzione del locale impianto di gassificazione di rifiuti, ma anche per gli impianti costruiti e gestiti dalle sue aziende nelle altre province del Lazio e in altre regioni. Del resto basta fare una banale rassegna stampa degli ultimi decenni per recuperare i dossier, i comunicati stampa, le azioni giudiziarie e le manifestazioni di Legambiente contro questo modo di gestire i rifiuti messo in campo dalle aziende di Cerroni. Per difendere il buon nome dell’associazione e il valore e la coerenza delle nostre azioni condotte in questi anni, per la prima volta nella lunga storia di Legambiente, ci vediamo costretti a chiedere ai nostri legali di sporgere querela per diffamazione contro il Messaggero».

Il messaggero riferisce anche di un «Generoso contributo di 20.000 euro alla fondazione “Sviluppo Sostenibile”» gestita dall’ex ministro dell’ambiente Edo Ronchi che risponde: «Nessun condizionamento da una della tante donazioni liberali utilizzate per finanziare studi e ricerche della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Come avviene per la gran parte delle associazioni e Fondazioni senza finalità lucrative, anche la Fondazione per lo sviluppo sostenibile raccoglie contributi e donazioni da privati, imprese e organizzazioni di imprese, versati solo con bonifici bancari quindi tracciabili, impiegati esclusivamente per le attività istituzionali: nell’ultimo anno, nel 2013, per le attività della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, per diverse pubblicazioni, studi, ricerche, decine di convegni e per una vasta attività (verificabile sul sito www.fondazionesvilupposostenibile.org) a sostegno di uno sviluppo sostenibile e di una green economy, sono stati impiegati circa 1,5 milioni di euro. La Co.la.ri spa ,dell’avv. Manlio Cerroni, come centinaia di altri in questi anni ha fatto una donazione liberale alla Fondazione per lo sviluppo sostenibile . In ogni caso né la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, né il sottoscritto hanno mai svolto alcuna attività illecita a favore dell’avv. Cerroni: del resto non vedo come avrei potuto intervenire visto che, da quando io presiedo la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, non ho più svolto alcun incarico istituzionale e ho cessato anche l’attività politica».