Mediterraneo sostenibile, l’università di Siena pilota il progetto a marchio Onu

[25 giugno 2013]

Rispondere alle crisi economica, occupazionale-sociale, ed ambientale secondo i parametri della sostenibilità per trovare equità nella società e benessere degli individui. In questo contesto l’area del Mediterraneo risulta essere una delle più “calde”, attive ed interessanti a livello internazionale dove applicare anche nuovi modelli. E appunto la sostenibilità nell’area del Mediterraneo sarà  il tema della conferenza internazionale First Siena Solutions Conference: Sustainable Development Solutions for the Mediterranean Region che si terrà all’Università di Siena, presso la Certosa di Pontignano, dal 3 al 5 luglio.

La conferenza è organizzata dal MED Solutions, il Centro per il Mediterraneo presso l’Università di Siena, che fa parte della rete dell’Onu UN Sustainable Development Solutions Network, guidato dall’economista Jeffrey Sachs e lanciato a settembre 2012 dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon.

«La Solutions Conference sarà un momento importante nel dibattito internazionale sui temi della sostenibilità nel Mediterraneo in campo economico, sociale ed ambientale – ha dichiarato il rettore dell’Università di Siena, Angelo Riccaboni – verranno coinvolti esperti, enti di ricerca, imprese e istituzioni di tutti i Paesi del Mediterraneo, perché è solo attraverso la collaborazione tra tali attori che possono essere individuate e attuate le soluzioni per affrontare concretamente le questioni inerenti la sostenibilità, che possono diventare anche un’occasione di sviluppo per la società e le imprese. Durante le giornate a Siena, ampio spazio sarà dato anche alle proposte degli studenti, che sono i veri protagonisti del mondo dell’Università e che rappresentano il nostro futuro».

Presentare soluzioni pratiche ed efficaci a favore della sostenibilità è l’obiettivo che si  pone la conferenza di Pontignano  dove saranno presenti, provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, rappresentanti del mondo politico, manager, leader della società civile, accademici e studenti di importanti enti e istituzioni della ricerca che individueranno le sfide del futuro in tema di sostenibilità. Nell’occasione verranno presentate sei proposte di “soluzioni” immediatamente realizzabili al servizio della sostenibilità, selezionate tra quelle raccolte nei mesi scorsi attraverso la comunità scientifica internazionale e scelte dal board nominato dal Network dell’Onu.

Sull’importanza della conferenza è intervenuto anche Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell’Ambiente. «Il processo lanciato in occasione della Conferenza di Rio+20 rappresenta un passo concreto verso la definizione di un’agenda universale per lo sviluppo, basata sul principio della sostenibilità. In questo contesto il ministero dell’Ambiente svolge un ruolo primario, in quanto fa parte del gruppo intergovernativo composto da 70 paesi membri raggruppati in 30 “constituencies”. In tale difficile percorso, iniziative come la costituzione della Sustainable Development Solutions Network, lanciata lo scorso anno dal Segretario Generale delle Nazioni Unite- ha continuato Clini- rappresentano un prezioso e valido contributo al difficile dibattito in corso. Le attuali sfide che ci troviamo ad affrontare come comunità internazionale non possono essere risolte senza il pieno coinvolgimento della società civile. La sostenibilità della regione del Mediterraneo rappresenta insieme una sfida ed un’opportunità. Il bacino separa ma allo stesso tempo unisce paesi di natura e culture diverse. La ricchezza di questa regione risiede proprio in questa biodiversità, nelle diversità culturali e nelle tradizioni e conoscenze locali spesso ben preservate nonostante un lento processo di uniformità promosso dalla globalizzazione. Sono proprio queste le caratteristiche sulle quali tentare di costruire un percorso comune di sostenibilità», ha concluso Clini.

I lavori, presieduti dal rettore dell’università di Siena, Angelo Riccaboni e da Jeffrey Sachs, nei primi due giorni – il 3 e 4 di luglio – saranno riservati al confronto scientifico e vedranno la partecipazione del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Maria Chiara Carrozza. Lo sviluppo sostenibile del mare Mediterraneo, il cambiamento climatico, le risorse energetiche e le energie rinnovabili, la crescita compatibile con il rispetto del territorio e della popolazione, le occasioni di sviluppo offerte dall’economia sostenibile, la responsabilità sociale delle imprese, i temi della salute nei paesi emergenti saranno alcuni dei temi che verranno affrontati in un’ottica di applicabilità pratica delle soluzioni. E proprio di soluzioni si parlerà nella giornata conclusiva del 5 luglio, aperta alla partecipazione di tutti gli interessati.