Migliaia di persone alla marcia per ringraziare Papa Francesco dell’enciclica Laudato si’ (VIDEO)

[29 giugno 2015]

Marcia Papa

Alla marcia “Una Terra, una Famiglia umana” organizzata da Focsiv a Roma per ringraziare Papa Francesco dell’enciclica “Laudati si’” hanno partecipato migliaia fedeli cattolici, di altre fedi religiose,  organizzazioni laiche della società civile, e comunità colpite dal cambiamento climatico per esprimere gratitudine a Papa Francesco per la pubblicazione della sua enciclica sull’ambiente e chiedere una politica ambientale più efficace ai leader mondiali.

Arianne Kassmanm, un’attivista per il clima dalla Papua Nuova Guinea che ha preso parte alla marcia per parlare degli effetti del cambiamento climatico nella regione del Pacifico, ha sottolineato che «In questo momento decisivo per la crisi climatica siamo particolarmente grati al Papa per aver pubblicato questa enciclica e aver contribuito a diffondere la consapevolezza di come il cambiamento climatico influenzi la vita di molte persone in ogni angolo della Terra. Il punto della questione è che l’umanità intera ha bisogno di restare unita per affrontare la crisi del nostro tempo. Il cambiamento climatico è un problema per chiunque abbia una coscienza morale».

Molti anche gli ttivisti del Wwf e la presidente del Panda, Donatella Bianchi ha voluto ricordare  l’evento interreligioso, che il Wwf organizzò ad Assisi 30 anni fa nella Basilica di S. Francesco, tra gli esponenti delle cinque grandi religioni (cristiana, buddista, musulmana, induista, ebraica), lanciando un messaggio di alleanza e riconciliazione tra l’umanita’ ed il suo ambiente, indicando come impegno morale la cura e la conservazione del nostro pianeta.

«30 anni dopo Assisi – ha detto la Bianchi –  l’Enciclica di Papa Francesco fornisce una straordinaria analisi, completa e articolata sui mali della nostra casa comune, dando una dimensione etica fortissima al concetto di prendersi cura della nostra Terra. Un testo rivolto a tutti: cattolici, persone di tutte le fedi e non credenti. Si tratta di un richiamo alla responsabilità del mondo politico ed economico, ma anche un appello a tutta l’umanità a non abbandonare la speranza e darsi da fare. La nostra generazione ha il dovere di invertire la rotta, di affrontare le urgenze come il cambiamento climatico, che rischia di compromettere irrimediabilmente quegli equilibri dinamici che hanno consentito l’evoluzione della civiltà umana e in senso più ampio di tutte le forme di vita sulla terra , lo stato del pianeta per  come lo conosciamo oggi, e può colpire tutti, soprattutto i più deboli. L’adesione alla marcia di oggi per il Wwf è’ una chiamata alla responsabilità e all’azione, un invito che rivolgiamo a tutti: salviamo il clima, la nostra casa e l’umanità».

Tra i messaggi indirizzati al Papa in occasione della marcia c’era anche la richiesta di rendere il disinvestimento dai carburanti fossili parte integrante del suo messaggio morale di assoluta necessità di affrontare l’emergenza climatica. Perciò 350.org, e la sua associazione partner Italian Climate Network, hanno portato in piazza il messaggio “The Earth and the Poor are crying out for Divestment”, “La Terra e i Poveri chiedono di disinvestire”.

Padre Edwin Gariguez, segretario esecutivo della Caritas delle Filippine, ha sottolineato che «La campagna per il disinvestimento dai carburanti fossili si basa sulle stesse premesse etiche comunicate dal Papa nella sua enciclica. La campagna ha lo scopo di sottolineare l’immoralità dell’atto di investire nella fonte stessa dell’ingiustizia climatica che oggi ci troviamo ad affrontare. Ed è questo il motivo per cui speriamo che, sviluppando le premesse stesse del suo messaggio, Papa Francesco possa rendere il disinvestimento dai carburanti fossili parte integrante del suo appello affinché venga data una risposta immediata al problema del cambiamento climatico».

Una petizione che chiede a Papa Francesco di disinvestire i capitali del Vaticano dai combustibili fossili ha già raccolto decine di migliaia di firme e 350.0rg ricorda che «Decine di istituzioni religiose – tra cui anche il Consiglio Mondiale delle Chiese, che rappresenta un miliardo di cristiani in 150 paesi – hanno disinvestito i propri capitali dall’industria del carbone, dell’olio e del gas naturale, o hanno appoggiato altri nel farlo. Nel maggio 2015 la chiesa anglicana ha annunciato la vendita per 12 miliardi di sterline delle azioni nella produzione di energia da carbone e nelle sabbie bituminose di cui disponeva, e proprio questa settimana la Federazione Mondiale Luterana ha annunciato che escluderà le compagnie dei combustibili fossili dai propri pacchetti di investimenti e chiederà alle proprie chiese confederate, che vantano un totale di 72 milioni di fedeli, di fare altrettanto. In totale, oltre 220 istituzioni si sono impegnate a disinvestire i propri capitali dai combustibili fossili, e le istituzioni religiose costituiscono la maggior parte di questo gruppo».

Il movimento per il disinvestimento è in crescita costante ed aumenta la pressione sui leader mondiali che si incontreranno alla Conferenza della parti dell’Unfccc di Parigi per «incoraggiare la rivoluzione etica ed economica necessaria a prevenire un cambiamento climatico disastroso e la crescita costante dell’ineguaglianza sociale, un punto fondamentale dell’enciclica di Papa Francesco».

Hoda Baraka, responsabile internazionale della comunicazione 350.org ed uno degli organizzatori della marcia di Roma, conclude: «L’unico modo per affrontare la crisi climatica è quello di liberare l’umanità dalla dipendenza dai combustibili fossili e dai loro effetti nocivi sulle nostre vite e sul pianeta. Questa enciclica contribuisce al cambiamento epocale che stiamo vivendo, semplicemente non possiamo continuare a trattare la Terra come un semplice mezzo da sfruttare».

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