Migranti, i 5 punti della Regione Toscana per affrontare l’emergenza

[21 aprile 2015]

Un’accoglienza giusta e sostenibile, imperniata su piccole strutture che veda protagonisti, nella gestione, volontariato e sindaci e dove chi è accolto contribuisca alla vita della comunità. La Regione Toscana ha indicato le modalità per far fronte alla nuova drammatica emergenza umanitaria rappresentata dalla migliaia di profughi che tentano di raggiungere l’Europa. Una vera e propria situazione di guerra, ai confini dell’Italia: la terza guerra mondiale, come ha detto il Papa, che è in svolgimento in Medio Oriente e in Africa. Cinque punti indicati dalla giunta regionale.

  1. La Toscana, per un principio di umanità, non può che essere favorevole ad una giusta accoglienza. Ma questo principio deve valere verso chi arriva e anche nei confronti dei cittadini italiani che stanno nei territori perché si evitino tensioni, conflitti e paure, perché sia possibile l’interazione tra le diverse comunità. C’è quindi bisogno di fissare un limite all’accoglienza, che deve essere sostenibile e rispettosa delle persone.
  2. Il modello che propone la Toscana si fonda sull’uso di piccole strutture, distribuite adeguatamente sul territorio regionale. Non più di poche decine di persone per gruppo, affidate alla gestione delle associazioni del volontariato e del terzo settore e con un ruolo di riferimento e coordinamento tenuto dal Sindaco del Comune interessato. Per questo la Toscana può contare sulla positiva esperienza degli anni 2011-2013, quando sono stati accolti 1800 migranti in fuga dalla Libia. Un modello oltretutto anche economicamente più sostenibile, con i suoi 38 euro al giorno per migrante contro i 48 euro di copertura massima garantiti dallo Stato.
  3. Non esiste una buona accoglienza e una integrazione adeguata se non c’è anche un impegno da parte di chi viene accolto a restituire alla comunità che accoglie un servizio di utilità pubblica. Tale attività dovrà tenersi, senza remunerazione, ed è compito dell’associazione individuare le modalità concrete di svolgimento di intesa con il sindaco.
  4. Questo modello di accoglienza può funzionare a fronte di numeri che non superino ragionevoli limiti. Ma questo è un tema della politica nazionale, del ruolo che può e deve svolgere l’Europa, delle iniziative internazionali che devono essere assunte per colpire gli assassini e i mercanti del traffico umano ovunque essi si trovino e bene ha fatto il governo italiano a chiedere la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio Europeo.
  5. Per realizzare concretamente questa impostazione è stato costituito un gruppo di lavoro della Giunta regionale.