La misteriosa epidemia di sonno nel villaggio vicino alla miniera di uranio abbandonata [VIDEO]

[16 dicembre 2014]

Mentre il mondo si preoccupa per la minaccia jihadista che un pazzo porta fino a Sidney, per le torture e la brutalità poliziesca, per la svolta autoritaria in Turchia e per le tensioni crescenti in molte aree del pianeta, gli abitanti di una remota area del Kazakistan dormono sonni tranquilli, forse un po’ troppo, tanto che le autorità locali e nazionali, con l’aiuto dei russi, stanno cercando di capire quale sia la causa di un’epidemia misteriosa che sprofonda le persone in un sonno che dura anche diversi giorni di fila.

Secondo i medici kazaki, 1 abitante su 10 del villaggio di Kalachi, nel Kazakistan settentrionale, si è addormentato di colpo e in pieno giorno, e alcuni degli addormentati si sono risvegliati solo dopo diversi giorni: qualcuno è arrivato fino a una settimana di profondo sonno.

Nessuno ci capisce nulla o sa come risvegliare gli addormentati, tanto che la televisione russa RT ha inviato a Kalachi – dove gli abitanti sono in maggioranza di origine russa – una troupe per girare un documentario su questa strana epidemia per cercare di svelare il mistero. Secondo quanto hanno scoperto i giornalisti di RT, «gli abitanti di Kalachi hanno sofferto di questa epidemia del sonno negli ultimi due anni. Tutti nel villaggio hanno un familiare o un amico che si è addormentato senza una ragione apparente».

Il caso più clamoroso è avvenuto a settembre: come racconta a RT un infermiere dell’ambulanza locale, 8 bambini si sono addormentati tutti insieme durante il primo giorno di scuola. Nel 2014 si sono registrati almeno altri 20 casi di sonno improvviso e prolungato, mentre nell’inverno 2013 almeno 60 persone hanno dormito un sonno senza possibilità di risveglio, durato giorni di fila.

I sintomi ricordano da vicino quelli esposti in Risvegli, saggio del neurologo britannico Oliver Sacks magistralmente trasposto sul grande schermo da Robin Williams e Robert De Niro, dove gli involontari protagonisti sono i pazienti del Mount Carmel Hospital, New York. La malattia che accomunava i soggetti, realmente esistiti, era l’encefalite letargica: una misteriosa epidemia che raggiunse l’apice a inizio secolo scorso – dopo la ben più nota epidemia dell’influenza spagnola – per poi essere pressoché rimossa dall’immaginario comune una volta che smise di infierire sui cittadini di mezzo mondo, secondo Sacks anche a causa dell’imperturbabilità e stranezza che avvolgeva la malattia e i suoi sintomi.

Quel che è certo è che a Kalachi, oggi, sono arrivati scienziati e medici, compresi virologi, radiologi e tossicologi, che hanno visitato la gente per capire cosa stesse succedendo, ma le cause di questa misteriosa malattia rimangono sconosciute e gli abitanti del villaggio vivono col terrore di non risvegliarsi. Anche una volta riaperti gli occhi, comunque, la cosa non è gradevole: i risvegliati soffrono di allucinazioni, perdita di memoria, nausea e hanno problemi di equilibrio.

Molti esperti credono che l’epidemia di sonno sia una conseguenza della vicinanza del villaggio di Kalachi  con una miniera di uranio abbandonata da 20 anni – e anche il villaggio è ormai poco più di un paese fantasma, dopo la partenza dei minatori –, o meglio delle sostanze lì contenute e trasportate dal vento. Cosa che naturalmente le autorità kazake e russe, che gestivano la miniera di uranio ai tempi dell’Urss, negano decisamente.

Anche gli abitanti e i medici di  Kalachi, che ricordano con nostalgia l’età dell’oro della miniera e di quella che era una città, negano che la colpa dell’epidemia di sonno sia di inquinamento e radiazioni, e oppongono a questa ipotesi una considerazione abbastanza fragile: «La gente ha lavorato nelle miniere per molti anni è nessuno cadeva addormentato», anche se nessuno sa quali siano le conseguenze a lungo termine dell’esposizione all’uranio e alle polveri di una miniera abbandonata e non bonificata.

RT dice che i livelli di radioattività intorno all’area della miniera corrispondono a 16 microroentgen all’ora e quindi rientrano nella norma, ma avverte che «il livello di radiazioni trovato dal team di RT in una zona abbandonata vicino al vecchio sito estrattivo ha mostrato un allarmante indice di  268 microroentgen».

La televisione russa – emanazione diretta del governo – sottolinea che «tuttavia  non è chiaro se questo risultato sia in relazione con la misteriosa malattia del sonno. Mentre intanto un’analisi indipendente (in Kazakistan?, ndr) dell’acqua, del suolo e di campioni di vegetazione di Kalachi non ha trovato anormalità». Resta il fatto che l’unico indizio concreto per svelare il mistero del sonno improvviso e profondo sia quello di un villaggio quasi fantasma che sopravvive accanto a una vecchia miniera sovietica di uranio mai bonificata.

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