Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Moby Prince: 23 anni dopo non serve giustizia, ma la verità

[3 novembre 2014]

Mi sono incontrato davanti alla lapide che ricorda le Vittime del Moby Prince con Ivanna Porta, che nella tragedia ha perso marito e figlia e lei mi ha detto: «Loris dopo 23 anni non mi aspetto più giustizia, ma voglio sapere la Verita».

Ecco da questo sfogo amaro di uno dei familiari deve partire il compito assegnato alla politica, noi abbiamo rimesso la nostra fiducia in coloro che siedono in Parlamento a rappresentarci.

Come cittadini abbiamo chiesto loro di rispondere ai mille perché ai quali la magistratura non ha saputo né voluto rispondere, una Commissione parlamentare di inchiesta sull’accaduto che finalmente facesse piena luce sull’evento, cause e responsabilità, colpendo dove c’è da colpire, scavando, scindendo, una commissione composta da membri integerrimi non legati né associabili a nessuna lobby (che ancora oggi premono perché su questa vicenda cali il silenzio).

Questo non sarà in compito facile, sono passati 23 anni ma siamo altresì convinti che molte delle responsabilità che abbiamo più volte denunciato siano già scritte negli atti, abbiamo la consapevole certezza che non si sia voluto andare a fondo, che chi era sotto accusa era troppo potente per essere processato.

Noi facciamo un accorato appello alle vostre coscienze di uomini, di cittadini e di rappresentanti delle Istituzioni, diteci perché di fronte all’evidenza di tempi di sopravvivenza lunghi e terribili si è risposto con formule e dati palesemente falsi certificando brevissimi tempi di sopravvivenza per tutti perché di fronte alle mille carenze strutturali del traghetto (che avrebbero dovuto addirittura impedirgli la navigazione)  e alle successive manomissioni, si è chiuso totalmente gli occhi perché accertate le le mille omissioni compite del bordo dell’Agip Abruzzo si è preferito indagare su altro perché ancora oggi non ci si rende conto che rispondere e accertare la Verità di quella notte significa in primis salvaguardare la vita umana in mare.

140 esseri umani hanno perso la vita il 10 aprile 1991 in un tragico viaggio, la lezione che dobbiamo trarre e che la sicurezza deve essere posta al primo posto.

Siamo in attesa che inizi il Vostro lavoro, vigili, attenti e disponibil,i non ci è rimasto altro che sperare in Voi

 

Loris Rispoli, Associazione “140”*

Lettera invciata Al Presidente del Senato PIETRO GRASSO; Al Presidente Della Camera dei Deputati Laura Boldrini; Ai Capogruppo Camera e Senato; Ai senatori Filippi, Paglini, Petraglia