Un altro Natale precario per la ricerca ambientale in Italia

All'Ispra rischio 60 posti di lavoro. L’Unione sindacale di base continua la protesta

[22 dicembre 2014]

Dopo una settimana di assemblea permanente per i lavoratori dell’Ispra appartenenti all’Unione sindacale di base (Usb) si prospetta un Natale in piazza – come tanti altri lavoratori, purtroppo, della conoscenza o meno – contro tagli e licenziamenti. Lo scorso anno, l’antivigilia di Natale titolammo su greenreport “Il più bel regalo di Natale. Riconoscere il valore della ricerca per dare un futuro migliore al Paese”; a Babbo Natale, che pure di precarietà ne sa qualcosa – lavora pur sempre solo 1 giorno all’anno – la richiesta non dev’essere ancora arrivata. E con la privatizzazione delle Poste all’orizzonte chissà, qualcosa ci dice che non andrà meglio.

Quel che è certo è che dopo una settimana di assemblea permanente, la protesta dei ricercatori Ispra si sposta al ministero dell’Ambiente, dove i lavoratori sono da stamattina in presidio «contro il ministro Galletti e i dirigenti che si oppongono all’autonomia e terzietà dell’istituto nel campo della protezione e ricerca ambientale».

Come largamente denunciato dai ricercatori, la posta in palio consiste in decine di posti di lavoro, che sono a rischio, come pure la qualità dell’informazione ambientale che da loro dipende: in particolare 35 ricercatori non sanno ancora se il primo gennaio saranno ancora al servizio dei cittadini per tutelare l’ambiente che li circonda, visto che non è stato ancora approvato (da revisori scelti in primis dal ministero, precisano da Usb) il bilancio dell’ente, mentre altri 25 hanno ottenuto una proroga del contratto di 45 giorni che sa di beffa, visto che prima ancora di averla firmata sono già in scadenza il 14 febbraio, con il rischio i precari siano mandati tutti a casa slitti semplicemente da Natale a San Valentino.

L’azione del ministero dell’Ambiente e di Gian Luca Galletti che ne è alla guida, secondo l’Usb, «danneggia attività strategiche per il Paese come la rete mareografica, quella per l’allerta tsunami, la prevenzione e il controllo del dissesto idrogeologico e la Strategia Marina, con pastoie burocratiche e un’ostilità politica tale da rifiutare perfino di rispondere ad alcuna domanda sull’Ispra, come è successo pochi giorni fa in commissione Ambiente alla Camera dei deputati. Usb Ispra e i lavoratori ribadiscono che tutti, dal presidente del consiglio al Ministro Galletti, fino al Consiglio d’amministrazione dell’istituto, devono assumersi le proprie responsabilità per la salvaguardia e il rilancio dell’ente e del suo personale, soprattutto in considerazione del fatto che il dicastero di via Cristoforo Colombo dimostra la propria incapacità di spesa, rendendosi responsabile della restituzione al governo di milioni di euro, che invece dovrebbero essere spesi per risanare e prevenire i disastri ambientali nel nostro Paese».