Nature, l’università di Pisa nella top ten di tutti i tempi delle pubblicazioni scientifiche

[29 gennaio 2015]

Un recente articolo di Nature riporta e commenta la classifica delle 100 pubblicazioni più citate di tutti i tempi secondo “Web of Science”, uno dei servizi bibliometrici più accreditati a livello internazionale. Tra le prime dieci pubblicazioni, per la precisione al settimo posto, compare con 47.894 citazioni l’articolo “Development of the Colle-Salvetti correlation-energy formula into a functional of the electron density“, pubblicato nel 1988 dalla rivista scientifica Physical Review B a nome dei ricercatori statunitensi C. Lee, W. Yang eR.G. Parr della University of North Carolina.

L’articolo descrive un metodo di calcolo, attualmente il più utilizzato da chimici e fisici computazionali che, come esplicitamente indicato nel titolo, si basa su un’elaborazione teorica pubblicata nel 1975 da due ricercatori che lavoravano a Pisa: Oriano Salvetti, a lungo professore di Chimica Fisica presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale nella nostra Università, e Renato Colle, oggi professore presso l’Università di Bologna.

Le ricerche basate su questi metodi di calcolo hanno portato a ben due premi Nobel per la Chimica: nel 1998 a W. Kohn e J. Pople per lo sviluppo di questi metodi e, molto più recentemente, nel 2013 a M. Karplus, M. Levitt e A. Warshel per la loro applicazione alla modellizzazione del comportamento degli enzimi, le molecole che catalizzano la quasi totalità dei processi biologici.

Se si escludesse l’ultimo riferimento ai processi enzimatici, le ricadute di queste ricerche sulla vita di tutti i giorni sarebbero difficili da comprendere per i non addetti ai lavori. Per convincersi del contrario, e intravedere quali enormi potenzialità applicative hanno queste ricerche, si può dire che mediante questi metodi si possono progettare “a tavolino” strutture molecolari con caratteristiche e proprietà pre-definite. A mero titolo esemplificativo si potrebbero citare due applicazioni che sono già molto diffuse: la progettazione di molecole per realizzare celle fotovoltaiche ad elevata efficienza, nel settore energetico, e la progettazione di farmaci per il trattamento di specifiche malattie, nel settore della salute dell’uomo.

In conclusione, possiamo dire che il successo in termini di citazioni di un’ottima idea, come quella di Salvetti e Colle, deriva prevalentemente dalle finalità di una ricerca scientifica: la creazione di nuovi metodi e strumenti di indagine recepiti per la loro utilità da un gran numero di ricercatori. E questa è un’attività a cui il gruppo pisano di chimica teorica, di cui Salvetti è stato cofondatore e pioniere, si è dedicato con successo, dalle sue origini nei lontani anni ’50 fino ad oggi.

di Roger Fuoco, direttore del dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’università di Pisa