Nepal senza cibo, il terremoto spezza anche la sicurezza alimentare

Fao: i contadini costretti a saltare la stagione della semina, il cui inizio è previsto per fine maggio

[4 maggio 2015]

Servono con urgenza 8 milioni di dollari per aiutare i contadini nepalesi colpiti dal terremoto a ripristinare gli input agricoli distrutti e a riprendere i preparativi per l’imminente stagione della semina del riso, ha annunciato oggi la FAO. L’impatto del recente drammatico terremoto sulla sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza agricolié previsto essere molto alto.

I contadini costretti a saltare la stagione della semina, il cui inizio è previsto per fine maggio, non saranno in grado di avere raccolti di riso – il pricipale alimento base del paese – fino a fine 2016. Questo, insieme alle probabili perdite di scorte alimentari e di grano e mais, potrebbe ridurre gravemente la produzione alimentare nonché i redditi nel paese asiatico – dove circa i due terzi della popolazione dipende dall’agricoltura per la propria sussistenza, ha dichiarato oggi la FAO.

Due settimane fa un terremoto di magnitudo 7,8 – il più violento degli ultimi 80 anni nel paese – ha colpito il Nepal, uccidendo migliaia di persone e restringendo notevolmente l’accesso al cibo, lasciando così circa 3,5 milioni di persone bisognose di assistenza alimentare.

Milioni di persone nelle regioni centrali ed occidentali del paese sono state colpite dal disastro, tra cui gli abitanti delle due città principali, Kathmandu e Pokhara. Ma anche alcune delle aree agricole più vulnerabili del paese, specialmente i villaggi delle zone montane e collinari, sono state gravemente danneggiate.

Sebbene non si abbiano ancora stime del danno al settore agricolo, é probabile che le famiglie colpite abbiano perso capi di bestiame, raccolti, scorte alimentari ed altri input agricoli di valore. Al tempo stesso, il disastro ha distrutto mercati ed infrastrutture, tra cui strade e canali di irrigazione e drenaggio d’importanza cruciale. Di conseguenza, il commercio interno, tra cui anche il flusso degli aiuti umanitari d’emergenza, ne risulta seriamente ostacolato.

Prima del terremoto, le stime della FAO per la produzione di grano nel 2015 in Nepal erano di 1,8 milioni di tonnellate – circa il 5% in meno del raccolto record dell’anno scorso. Ma il danno alle coltivazioni e l’impossibilità degli agricoltori di avere un raccolto nelle aree colpite dal terremoto modificheranno probabilmente tali previsioni. Inoltre, l’interruzione delle operazioni di semina del riso e del mais potrebbero ridurre notevolmente le aree seminate per queste colture nelle zone maggiormente colpite.

Oltre a distribuire pacchi per la produzione agricola per assicurare il raccolto di quest’anno, la FAO e i suoi partner aiuteranno il governo nepalese a prevenire ulteriori perdite di bestiame, fornendo mangime animale e beni veterinari che garantiranno la salute e la produttività degli animali per quelle famiglie il cui reddito e la cui alimentazione dipendo da essi.

In tutto, la FAO fornirà aiuto a 20.000 agricoltori in grave stato di necessità, per ripristinare i loro mezzi di sussistenza. Questi interventi tempestivi a sostegno dell’agricoltura sono essenziali per rafforzare la resilienza delle famiglie contadine colpite e ridurre notevolmente i tempi e i costi della ripresa.  «Questo momento rappresenta un’opportunità critica per aiutare i coltivatori a piantare in tempo per non perdere il raccolto di riso quest’anno e per ripristinare la loro auto-sufficienza – ha detto Somsak Pipoppinyo, Rappresentante della FAO in Nepal – Al tempo stesso, dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere i beni agricoli di base, che possono garantire alle famiglie maggiori redditi e una migliore nutrizione».

Le agenzie dell’ONU e i loro partner hanno lanciato un appello d’emergenza di 415 milioni di dollari per il Nepal per far fronte ai bisogni piú urgenti. L’appello della FAO é parte di un più grande appello di 128 milioni di dollari sotto l’egida del Cluster per la Sicurezza Alimentare, gestito dalla FAO e dal Programma Alimentare Mondiale. Insieme a fornire supporto d’emergenza all’agricoltura, il Cluster mira a distribuire 50.000 tonnellate di cibo alle famiglie bisognose, oltre che a lanciare programmi di trasferimento di fondi e ad aiutare le comunità a riprendersi.

di Fao