Zanchini: «Non ha nulla a che fare con lo sport. Servono strutture sportive moderne e sicure, non un altro diluvio di cemento»

Nuovi stadi, emendamento di Alfano alla Legge di Stabilità: cementificazione offresi

L’iniziativa del Vicepremier arriva mentre la Sardegna affoga. Legambiente: «Semplicemente vergognoso»

[21 novembre 2013]

Angelino Alfano, il vicepremier e ministro dell’Interno del governo delle (ex) larghe intese e neo leader del Nuovo Centro Destra diversamente berlusconiano lo aveva annunciato tre giorni fa: «il Governo presenterà un emendamento alla Legge di Stabilità sul tema dell’impiantistica sportiva», ed aveva aggiunto davanti  al  presidente della Federcalcio – Giancarlo Abete -, al capo della Polizia Alessandro Pansa e ai compiaciutissimi presidenti delle società di Serie A: «Sarà una vera e propria rivoluzione  che si baserà sulla possibilità di realizzare nuovi impianti con capitali privati, sulla sburocratizzazione e il taglio di lacci che impediscono la realizzazione di questi impianti da parte di privati e sulla possibilità di aprire, all’interno di questi nuovi impianti, delle attività commerciali. L’idea è quella di costruire impianti moderni, con attività collaterali che diano alle famiglie la possibilità di andare alle partite come a teatro, magari arrivando allo stadio due ore prima e andandosene un paio d’ore dopo. Intendiamo ammodernare le strutture sportive del Paese, mobilitando capitali privati. Sarà un fattore importante sia per il settore dell’edilizia che per tutta l’economia del Paese».

La traduzione in euro significa una nuova diffusa colata di cemento senza i fastidiosi lacci e lacciuoli che vorrebbero far rispettare standard urbanistici e di sicurezza ambientale. Gli stessi lacci e lacciuoli che sono stati sciolti in Sardegna e che non sono mai stati stretti in questo nostro fragile Paese, con il tragico risultato che è sotto gli occhi di tutti.

In un altro Paese che il vice-presidente del Consiglio dei ministri presenti un emendamento alla Legge di bilancio che ha appena approvato il governo di cui fa parte sarebbe probabilmente considerata una bizzarria, ma che il vicepremier presenti una proposta di nuova deregulation cementizia proprio mentre un’intera regione annega in quella stessa deregulation voluta in Sardegna dal suo (ex) partito (e non solo…) farebbe gridare allo scandalo.

Ma siamo in Italia, c’è di mezzo il “sacro” calcio e l’interesse palazzinaro dei suoi ricchi presidente ed a scandalizzarsi sono ancora in pochi. Tra questi c’è fortunatamente il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini che dice senza mezzi termini: «Il testo presentato dal Vicepremier Alfano in materia di stadi come emendamento alla legge di bilancio è semplicemente vergognoso e nulla ha a che fare con lo sport. Si introduce infatti, per qualsiasi tipo di struttura sportiva anche di piccola dimensione, una procedura che permetterebbe di costruire milioni di metri cubi di case, uffici, alberghi in aree inedificabili e persino sottoposte a vincolo idrogeologico e archeologico. Non si comprende cosa tutto questo abbia a che fare con lo sport mentre è evidente che si darebbe a chi vuole speculare uno straordinario strumento di pressione nei confronti dell’opinione pubblica. Legambiente si opporrà in ogni modo contro un provvedimento che già nella scorsa legislatura siamo riusciti a fermare e per far capire che in Italia servono strutture sportive moderne e sicure, accessibili ai cittadini e non altro diluvio di cemento».