Oxfam convince (si spera) Coca-Cola: «Tolleranza zero al land grabbing»

[8 novembre 2013]

Rispondendo all’iniziativa “Scopri il marchio” lanciata da Oxfam, la Coca-Cola Company ha annunciato oggi di volersi impegnare ad adottare un piano per fermare l’accaparramento di terra nella propria filiera produttiva. La multinazionale ha dato l’annuncio dopo che più di 225.000 consumatori hanno aderito all’appello lanciato in Italia per sollecitare Coca Cola e altre aziende del settore alimentare a rispettare i diritti sulla terra delle comunità di tutto il mondo.

Coca Cola ha annunciato di voler adottare politiche che impegnino i propri imbottigliatori a tutelare i diritti sulla terra delle comunità nei Paesi dove operano, impegnandosi a «Ricercare il loro consenso libero, preventivo e informato a operazioni di compravendita e/o acquisizione di terra per usi produttivi». La multinazionale si è anche impegnata ad effettuare valutazioni ambientali e sociali indipendenti delle proprie filiere di fornitura, iniziando da 7 Paesi dove le sue attività non hanno certo una buona fama: Colombia, Guatemala e Brasile per primi e poi India, Sudafrica, Filippine e Thailandia. Inoltre Oxfam dice che «Coca Cola renderà pubblici i nomi dei tre maggiori fornitori di canna da zucchero da cui si serve, e si impegnerà attivamente nelle sedi internazionali a sostenere l’adozione di pratiche rispettose dei diritti alla terra delle comunità. Altro importante passo sarà chiedere ai propri fornitori di agire per risolvere i conflitti evidenziati nel rapporto Zucchero Amaro, pubblicato da Oxfam lo scorso 2 ottobre».

Elisa Bacciotti, direttrice campagne di Oxfam Italia, è soddisfatta: «Ci complimentiamo con Coca Cola per la sua decisione di dichiarare “Tolleranza Zero” al land grabbing, adottando decisioni importanti per dimostrare ai consumatori di tutto il mondo la propria intenzione di contrastare l’accaparramento delle terre ai danni delle comunità di piccoli agricoltori. La posizione di Coca Cola su questo tema può avere un impatto positivo su tutto il settore. Questo importante risultato è dovuto all’azione di centinaia di migliaia di consumatori che hanno fatto sentire la propria voce ovunque nel mondo. Nessuna azienda può più permettersi di non dare ascolto ai propri clienti. Se sono i consumatori a chiederlo, anche i colossi dell’alimentare devono impegnarsi nella lotta contro fame e povertà, cambiando modalità e standard di produzione».

Vedremo se si tratta di greenwashing o di un impegno vero e concreto lungo tutta la filiera di rifornimento di una gigantesca multinazionale, intanto la  campagna Scopri il Marchio di Oxfam si concentra su altri due giganti: PepsiCo e Associated British Foods (Abf), che devono ancora affrontare i problemi evidenziati dal rapporto Oxfam, Zucchero amaro.

La Bacciotti conclude: «Nei prossimi mesi, Oxfam monitorerà le azioni che Coca Cola effettuerà per adempiere ai propri impegni, a partire dal sostegno concreto che verrà dato alle comunità locali in Brasile e Cambogia nella lotta per riconquistare i diritti sulla terra. Adesso anche PepsiCo e Abf dovranno rispondere alle centinaia di migliaia di consumatori che hanno chiesto di dire basta all’accaparramento delle terre».