Papa Francesco, nuovo messaggio dopo l’enciclica: «Ostacolare i segni di distruzione e di morte»

Apre a L'Aquila l'XI Forum Greenaccord dell'Informazione cattolica

[19 giugno 2015]

papa francesco disuguaglianza

Dobbiamo essere «pronti a ostacolare i segni di distruzione e di morte che accompagnano il cammino dell’Umanità». Parole forti quelle che Papa Francesco ha inviato in occasione dell’XI Forum dell’Informazione cattolica per la Salvaguardia del Creato “Coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l’Umanità” che si è aperto questa mattina a L’Aquila. In un telegramma inviato all’associazione cattolica di giornalismo ambientale, Greenaccord, organizzatrice dell’evento, il Pontefice ricorda che «il Creato è un dono meraviglioso di Dio perché sia utilizzato a beneficio di tutti» e per questo bisogna «riflettere sulla comune responsabilità di custodi della creazione e del disegno di Dio iscritto nella natura».

Il messaggio del Papa è stato poi ripreso e approfondito dall’intervento del cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, che è intervenuto durante la sessione inaugurale. Un’analisi per ricordare un concetto ben espresso nell’Enciclica ma spesso sottovalutato quando si affrontano i temi ambientali: che la tutela della Natura non può essere davvero efficace se non si interviene al tempo stesso in favore della giustizia sociale e non ci si impegna per il progresso morale della società. Perché i problemi ambientali sono diretta conseguenza di un approccio antropologico sbagliato: «Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori e che quindi tutto era lecito», ha osservato Coccopalmerio. «Così abbiamo usato e abusato e la nostra ‘signoria’ sul Creato non è stata alta, non è stata previdente e amorevole, ma, piuttosto, è stata predatoria e direi accumulatoria, nel senso che l’insieme è semplicemente proprie­tà nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vedia­mo soltanto noi stessi».

Per invertire effettivamente la rotta, «l’uomo deve essere capace di passare dal consumo al sacrificio, dall’avi­dità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere, in un’ascesi che significa imparare a dare, e non semplicemente a rinunciare».

E accanto all’impegno personale quotidiano, Coccopalmerio ha lanciato una grave denuncia della sordità dell’Occidente verso chi è costretto a fuggire dalla propria casa a causa dei cambiamenti climatici. «È tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciu­ti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie. La mancanza di reazioni di fronte a questi dram­mi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile».

Un appello diretto, in primo luogo, al mondo della politica che ha la responsabilità di «vagliare qualsiasi decisione sotto il profilo ambientale e della sostenibilità. Penso – ha concluso Coccopalmerio –  all’utilizzo del suolo, ai piani regolatori, ai criteri di edificazione, alle aree verdi, alle scelte che riguardano la salute dei cittadini, la vivibilità delle città, la qualità dell’aria».

Le sollecitazioni del Papa vengono accolte nel programma del Forum che in quattro sessioni di lavori affronterà i molti aspetti che mettono in pericolo il corretto utilizzo delle risorse naturali e che creano difficoltà alla vita e al lavoro dei milioni di piccoli agricoltori distribuiti in tutto il mondo. «Attraverso l’analisi di economisti ed esperti internazionali – ha spiegato il presidente di Greenaccord Onlus, Alfonso Cauteruccio – vogliamo aiutare il mondo dell’informazione a far luce sui fenomeni globali e le storture di un modello che contribuiscono a creare disuguaglianze di reddito, danni agli ecosistemi, problemi al tessuto sociale. Si parte dalla fame e dalla malnutrizione, definite uno scandalo da Papa Francesco, dalla sfida posta dai cambiamenti climatici in atto che avranno un grande peso sulla produzione agricola, dalla gestione delle filiere produttive e distributive, dal tema dell’utilizzo razionale e sostenibile del suolo, dalla tracciabilità di ciò che mangiamo, dal valore della biodiversità che in Italia rappresenta la ricchezza maggiore».

di Greenaccord