Parigi, il giornalismo e la satira un anno dopo il massacro di Charlie Hebdo

[7 gennaio 2016]

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A Parigi, oggi un uomo è stato abbattuto dalla polizia transalpina davanti a un commissariato del 18esimo arrondissement; secondo quanto riferiscono media locali avrebbe avuto indosso una finta cintura esplosiva, e gridato – prima di essere abbattuto dai poliziotti – “Allahu Akbar”.

Esattamente un anno fa, a Parigi, un commando di incappucciati fece irruzione nella redazione di Charlie Hebdo, accompagnati dallo stesso grido e dal frastuono assordante dei kalashnikov con i quali aprirono il fuoco sui presenti. Quello che seguì al più grave attentato terroristico mai subito dall’Unione europea fu una mobilitazione mondiale all’insegna della solidarietà, solidarietà che oggi torna a essere merce rara nel Vecchio continente e fuori.

Ieri come oggi, un’informazione libera, plurale e di qualità rimane un baluardo a difesa della democrazia e contro ogni fondamentalismo. Un anno dopo il massacro di Charlie Hebdo, del buon giornalismo e della satira libera e irriverente verso ogni potere, religioso o politico che sia, continuiamo più che mai ad averne tutti bisogno.

La Redazione