Gruppo chirurgia d’urgenza dell’Aop e Protezione Civile a supporto della nave-ospedale “Elpis”

Parla anche pisano la nave ospedale per le missioni di soccorso medico in Africa

[23 settembre 2014]

Sarà una nave completa di ospedale da campo a portare l’assistenza medica italiana in Africa. Un progetto  che vede protagonisti anche due nuclei specializzati” pisani: il Gruppo chirurgia d’urgenza  (Gcu) dell’Aop e il Servizio Protezione Civile della Provincia che, ad agosto,  hanno firmato un accordo di collaborazione che, tra l’altro, prevede  che uomini e mezzi dell’amministrazione di piazza Vittorio Emanuele possano supportare missioni del Gcu,  guidato  dal professor Giuseppe Evangelista, in scenari d’azione nazionali ed internazionali.

In questi giorni, un gruppo di operatori pisani ha partecipato in Sicilia ad un’esercitazione che è stata la prova generale per le future missioni  della nave ospedale “Elpis”, gestita dall’ omonima associazione che prende il nome dalla dea greca della speranza, alla quale è stata donata dall’Ong umanitaria Trapani per il Terzo Mondo, da anni attiva soprattutto in  Madagascar. “Elpis” è una  vecchia nave messa a disposizione dal Ministero dell’agricoltura e trasformata i moderno mezzo di soccorso , «è attrezzata con sala operatoria, laboratorio d’analisi e farmacia – spiegano gli operatori pisani –  e, potendo muoversi agilmente lungo coste e fiumi, è in grado di raggiungere aree non accessibili invece via terra. Rispetto alle capacità d’intervento del natante, il Gcu svolgerà funzioni integrative, portando esperienze e competenze nell’ambito dì rami chirurgici specialistici, sia con i propri medici, sia con il proprio ospedale da campo, pronto a essere allestito una volta che Elpis avrà raggiunte le zone di destinazione di volta in volta previste».

La Protezione Civile della Provincia di Pisa garantirà i servizi non solo logistici e di sicurezza, ma anche, all’occorrenza, infermieristici e di primo soccorso.  Il direttore della Provincia di Pisa, Giuliano Palagi, conclude: «Poter contribuire a missioni con cui si potranno portare cure fondamentali a comunità umane in forte stato di bisogno è una grande responsabilità e un’ancor più grande soddisfazione».