Targetti: «E’ l’ora che l’Italia decida cosa fare sulle reti a banda larga e ultralarga»

Passi avanti per la Toscana digitale, ma occorre fare sistema a livello nazionale

[5 settembre 2013]

Dopo essersi riempiti la bocca d’innovazione, ai fatti si rimane spesso al palo: il digitale in Italia non fa eccezione. Mentre nel nord Europa non è raro trovare paesi con una possibilità d’accesso alla rete internet che oscilla attorno al 90% delle famiglie, in Italia la media si arresta al 52%, ben al di sotto anche della media europea (circa il 70%).

Anche l’Agenda digitale, lanciata in pompa magna più di un anno fa con il Decreto sviluppo, è ancora sostanzialmente ferma. Eppure, i responsabili dell’Agenda hanno stimato che un adeguato innalzamento degli standard digitali del Paese potrebbe portare un beneficio all’economia pari a un non trascurabile 1,5%. Si capisce, dunque, come il ritardo italiano possa costare caro (e non solo in termini economici).

La Toscana sembra consapevole di questo deficit. Stella Targetti, che in Regione ha anche le deleghe su ricerca e innovazione, si è espressa ieri sul tema ricordando come le Regioni possano dare un contributo importante, in particolare investendo nelle aree “a fallimento di mercato”, ma occorre che gli investimenti regionali siano inseriti in una strategia nazionale. Anche perché «tra le infrastrutture necessarie – ha precisato la Targetti – non c’è solo la fibra ottica ma anche i data center pubblici, i nodi di una rete nazionale che deve garantire lo scambio di dati in sicurezza e l’interoperabilità di servizi e sistemi».

Precisato che su questo, con il data center Tix (Tuscany Internet eXchange) in cloud, la Toscana ha fatto una scelta strategica e augurandosi che questo possa incoraggiare un lavoro di pianificazione e identificazione dei nodi della rete a livello nazionale, Targetti ha ribadito come la governance dell’innovazione abbia bisogno di un salto di qualità. «Come Regione rivendichiamo il percorso fatto finora: abbiamo deciso di rivolgerci al mercato per sviluppare i servizi, convinti che la domanda pubblica debba essere anche un driver di crescita per le aziende del territorio. Oggi però ci rendiamo conto che questa domanda pubblica è troppo frammentata e che c’è bisogno di aggregarla e qualificarla per dare ai toscani servizi sempre maggiori e sempre migliori».

Il digital divide rimane una priorità per la Regione, ma occorre fare sistema come Paese: «E’ l’ora che l’Italia decida cosa fare sulle reti a banda larga e ultralarga», chiosa la Targetti. Un’occasione di progresso economico ma anche per investimenti in cultura – in quanto una larga fetta di cittadini deve ancora essere accompagnata nel familiarizzare con le “nuove” tecnologie – e in efficienza nell’utilizzo di energia e materiali. La dematerializzazione dell’attività economica, grazie all’informatica, è soltanto relativa. I data center nel mondo assorbono già oggi l’1% dei consumi energetici globali, e l’infrastruttura di rete concentra per il suo sviluppo l’utilizzo di risorse minerarie scarse: la sfida per una tecnologia sostenibile passa anche dall’affrontare con criterio questi nodi di sviluppo della new economy.