Chi ha paura dell’Uomo Rosso? Sryza, Tsipras e la campagna contro la sinistra europea

[18 dicembre 2014]

Come era più che previsto, la coalizione di centro-destra che governa la Grecia con il sostegno dell’ormai ininfluente Pasok non ha ottenuto i due terzi dei voti necessari per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, l’ex funzionario dell’Unione europea Stavros Dimas.  Lo hanno votato solo 160 dei 200 deputati e difficilmente il quorum di 180 voti sarà raggiunto alla seconda votazione il 23 dicembre. Le elezioni si avvicinano ed il governo Nea Democatia/Pasok, che ha già perso molti pezzi a sinistra, sembra volerci arrivare drammatizzando la situazione, sostenuto dalle cancellerie dell’Ue e dalla Commissione europea dall’Unione europea e dal coro quasi univoco della stampa, che indica ad una Grecia esausta ed ad una Unione europea delusa il nuovo nemico da battere ed esorcizzare Sryza capeggiata dal nuovo spauracchio dell’establishment, l’uomo nero, o meglio rosso, Alexis Tsipras.   

Come scrive giustamente l’Altra Europa per Tsipras in  un comunicato, «E’ cominciata la campagna di terrore contro la possibilità che Syriza vada al governo. I mercati e la Troika ancora una volta scendono in campo contro la democrazia», un’intromissione negli affari interni del Paese che sembra ancora più pesante (e terrorizzata e terrorizzante) della campagna che all’ultime elezioni ha impedito a Sryza di vincere consegnando la Grecia ad un docile governo che ha visto sorgere all’estrema destra una forza neo-nazista come Alba Dorata, che è stata utilizzata per affrontare la sinistra nelle piazze e nei quartieri popolari, instillando razzismo e paura. Una strategia degli opposti estremismi che non è riuscita, visto che Sryza è in testa in tutti i sondaggi e che, se il settario  Partito comunista greco (KKE) scegliesse l’unità – almeno elettorale – della sinistra stravincerebbe.

Tutti i sondaggi dicono che i greci vogliono il cambiamento e lo vogliono a sinistra. Per questo le elezioni anticipate dl Presidente della Repubblica sono l’ultima mina messa sulla marcia di Tsipras verso il governo e per questo si è scatenata una campagna per far credere che Sryza voglia portare la Grecia fuori dall’Ue e dall’euro, una  campagna alla quale partecipano attivamente anche i grandi giornali e telegiornali italiani, un po’ per l’inguaribile provincialismo di troppi dei nostri media, un po’ per convinta adesione ideologica.

In realtà, come ha fatto notare perfino il Financial Times, Sryza e Podems in Spagna rappresentano l’unica reale proposta alternativa al neoliberismo fallimentare che ha portato l’Europa e l’Italia alla recessione. La nuova sinistra nata dallo spappolamento dei Partiti comunisti e dalla crisi delle socialdemocrazie sembra essere l’unica ad avere una proposta vera e praticabile di alternativa alla Troika ed ai  governi delle larghe intese nei quali vivacchiano in posizione subalterna quei Partiti socialdemocratici che pure in campagna elettorale chiedevano rotture politiche ed economiche, le stesse che Sryza sembra aver “la colpa” di praticare davvero.  Come dicono i greci ed i loro compagni in Europa, «Syriza vuole cambiare la Grecia per cambiare l’Europa. Vuole restare in Europa per cambiarla radicalmente. Propone una conferenza europea sul debito che riguarda quasi tutti i Paesi europei. La fine della austerità e del Fiscal compact. Un new deal europeo. Misure immediate e concrete che migliorino subito le condizioni sociali dei cittadini».

Di tutto questo sulla nostra stampa resta una certezza che è anche una clamorosa bugia: «Tsipras, vuole uscire dall’euro», come se fosse un Salvini qualsiasi. Ma il mainstream mediatico corre dietro alle balle ed alle provocazioni di Salvini ed ignora, se non per ridurla a macchietta, la lunga marcia di Sryza e di Tsipras fatta di ben altra concretezza, fatica e saldezza progettuale ed ideologica.

In Grecia come in Europa – ma anche in Italia Matteo Renzi, in assenza di una vera Sinistra politica, ne sembra più che tentato con la Cgil – si sta ritirando fuori la vetusta teoria degli opposti estremismi, dei neri e dei rossi (ma più i rossi) che metterebbero in pericolo un armonioso equilibrio. Ma il discorso non funziona, perché sono stati gli stessi acrobati neoliberisti a tagliare il filo teso e non c’è più una socialdemocrazia vera a cercare di riannodarlo.

Così le notti degli europei vengono agitate dalla fiaba del fantasma di una sinistra pericolosa per la sopravvivenza dell’Unione europea e dalla necessità che gli “antieuro di  Syriza” non prendano il potere  ed a nulla serve che  il 2 dicembre, Tsipras abbia nuovamente affermato: «Non usciremo dalla moneta unica, ma serve una conferenza per rinegoziare il debito di tutti i paesi in crisi» o che Dimitrios Papadimoulis, capo della delegazione parlamentare di Syriza al Parlamento europeo, il 10 dicembre abbia dichiarato: «Tutti sanno oggi che Syriza è una forza che vuol cambiare molte cose, sia in Grecia sia in Europa. Cerchiamo le soluzioni all’interno dell’eurozona. Siamo un movimento della Sinistra Europea. Sappiamo anche che questo processo prenderà del tempo: non sarà una corsa dei cento metri».

Più facile agitare lo spauracchio dell’uomo rosso… fortunatamente i greci sono ortodossi e Babbo natale arriverà l’anno prossimo, quando da noi sarà l’Epifania che speriamo segnerà la rinascita della Grecia con un governo progressista che davvero – e non con le promesse mancate di Hollande o Renzi – scardini la gabbia liberista che sta intrappolando l’Europa del lavoro e dell’ambiente  nel disastro finanziario frutto di una scelta ideologica senza più padri ma con ancora molti volenterosi carnefici.