Le Pen e il ceceno Kadyrov d’accordo: «I servizi segreti occidentali dietro l’attentato a Charlie Hebdo»

In piazza un milione di persone contro le vignette satiriche

[19 gennaio 2015]

Oggi la capitale della Cecenia Grozny, che mostra ancora le macerie della guerra civile e dell’intervento russo contro l’auto-dichiarata repubblica indipendente islamica, ha ospitato un’imponente manifestazione di un milione di persone contro le vignette pubblicate nell’ultimo numero di Charlie Hebdo e Ramzan Achmadovič Kadyrov, ex leader delle milizie filo-russe ma fervente musulmano, nonché attuale premier putiniano della Cecenia, ha detto che «l’incidente potrebbe essere stato organizzato dalle autorità dei servizi segreti dei Paesi occidentali per provocare una nuova ondata di arruolamento nello Stato Islamico».  Kadyrov, che è uno spietato boss di stampo fascista che governa la Cecenia con il pugno di ferro per conto di Mosca, non pago di questa strampalata equazione – molto cara a molti iper-complottisti che infestano la rete – ha avvertito: «Vediamo che l’Europa non ha tratto delle lezioni dagli avvenimenti sanguinosi di Parigi. Invece di condannare chi ha sparato e quelli che li hanno provocati pubblicando le caricature, le autorità francesi hanno organizzato uno spettacolo di strada a favore di una permissività eccessiva».

In Cecenia è doveroso ricordare che la permissività non è per niente eccessiva, anzi non esiste proprio, sostituita dall’arbitrio assoluto della cricca tribale di Kadyrov e dei russi che lo gestiscono, ma il boss islamico ceceno ha assicurato, davanti a un milione di suoi concittadini che chiedevano vendetta contro gli infedeli occidentali, che «il gruppo jihadista dello Stato Islamico si trova sotto la tutela della Cia e di altri servizi segreti occidentali». E anche se tra le fila dell’Isis ci sono molti ceceni, secondo lui «i dati attestano che il generale americano David Petraeus, ex Capo del Comando centrale Usa, avrebbe “arruolato” il capo dello Stato Islamico Abu Bakr al-Baghdadi».

Il coinvolgimento degli occidentali nel finanziamento e nell’armamento di gruppi jihadisti in Siria è noto, ma che tutto questo sia riportato da Ria Novosti, l’agenzia ufficiale del governo della Federazione Russa, della quale fa parte la Cecenia e della quale quindi Kadyrov è un leader riconosciuto, senza un qualsiasi commento o una parola di condanna per l’attacco alla libertà di stampa è molto preoccupante, anche perché il ministro degli Esteri russo Lavrov era alla manifestazione duramente attaccata da Kadyrov.

D’altronde, come ricorda la stessa Ria Novosti, il fascista islamista Kadyrov, nemico della jihad e dell’Occidente, è in buona compagnia: un altro fascista, questa volta cristiano, anti-islamico (e anti-semita) e francese, ma come lui ammiratore di Vladimir Putin, ha detto nelle stesse ore  più o meno le stesse cose. Il fondatore del Front National Jean-Marie Le Pen, il padre di Marine Lepen, ha dichiarato in un’intervista ad alcuni media russi che «la sparatoria di  Charlie ha tutto per essere un’operazione segreta, ma non abbiamo prove». Comunque, stando a questo delirio a organizzarla sarebbero stati i servizi segreti occidentali.

Insomma, i due estremi si toccano, anche se in questo caso si tratta di due noti e famigerati fascisti, uno dei quali ammazzava i ribelli algerini al tempo del colonialismo francese, mentre l’atro è arrivato al potere salendo su una pila di cadaveri dei ribelli ceceni.  La spiegazione dell’attuale situazione in Francia e in Cecenia, delle diverse “ribellioni” e del terrorismo islamista, porta scritti anche i loro nomi. Ma è drammatico che in questo presunto “scontro di civiltà”, ovunque ci si giri e in qualsiasi schieramento contrapposto si guardi (meno che tra i kurdi progressisti che difendono Kobane) spunti sempre fuori un fascista.