Per gli uccelli i ripetitori radio sono una minaccia maggiore delle pale eoliche

[24 settembre 2014]

Molti oppositori delle turbine eoliche sostengono che questa tecnologia non solo crea un forte impatto sul paesaggio ma sarebbe anche una grave minaccia  per un enorme quantità di volatili. Secondo uno studio finanziato dall’American Wind Wildlife Institute, invece, la presenza di impianti eolici sarebbe meno impattante per i volatili dei ripetitori radio e delle antenne per cellulari, o addirittura dei gatti.
L’American Wind Wildlife Institute, è un’organizzazione no-profit che lavora con l’industria eolica, agenzie di fauna selvatica e le associazioni ambientaliste per promuovere l’energia eolica responsabile.

Le turbine eoliche, secondo lo studio, sarebbero la causa  ogni anno della morte di circa 214.000/368.000 uccelli, un numero decisamente inferiore rispetto ai 6,8 milioni di quelli che soccombono per la presenza di altri impianti quali i ripetitori radio o delle antenne per i cellulari, o di quelli che muoiono più semplicemente per la predazione da parte dei gatti, che ammontano dai 1.400 a 3.700 milioni ogni anno.
Lo studio si è concentrato principalmente sui passerotti del Nord America, mentre per gli uccelli più grandi, come falchi e aquile, l’American Wind Wildlife Institute ben presto sponsorizzerà un altro studio.
I dati raccolti evidenziano che solo lo 0,1% di questi piccoli volatili si scontrerebbe con le turbine eoliche, mentre per loro la vera minaccia è rappresentata dai gatti o dalle collisioni con torri radio o antenne per cellulari.

«Stimiamo che su base annua, meno dello 0,1% di passerotti e altri piccoli passeriformi in Nord America possano perire per effetto di collisioni con turbine» spiega Wallace Erickson, l’autore dello studio.
La ricerca si è basata su dati provenienti da 116 studi condotti negli Stati Uniti e in Canada, e i dati sono stati considerati per difetto, dato che i monitoraggi non riflettono tutti gli incidenti mortali e che alcune carcasse non sono state considerate perché si decompongono prima di essere contate. Quasi due terzi, il 63%, di incidenti mortali riscontrati hanno interessato piccoli uccelli di 156 specie diverse.

Nonostante ciò, è preferibile il ricorso ad un’energia rinnovabile come l’eolico anziché quella prodotta con fonti  fossili perché il rischio per l’avifauna è minore: «Si tratta di una soluzione preferibile per combattere alcune delle più gravi minacce che devono affrontare gli uccelli, dal momento che l’energia eolica non emette gas serra che accelerano il cambiamento climatico» ha dichiarato Terry Root della Stanford Institute Woods per l’Ambiente, in un comunicato che ha accompagnato la presentazione dello studio.

Recentemente, infatti, un rapporto della National Audubon Society ha segnalato  che centinaia di specie di uccelli negli Stati Uniti -tra cui l’aquila calva- sono in “grave rischio” a causa dei cambiamenti climatici e con la situazione attuale si prevede di perdere più del 95% dei loro habitat.
Il gruppo di studio sostiene con forza che “gli impianti di energia eolica, correttamente posizionati, rappresentano una fonte di energia rinnovabile che consente di ridurre la minaccia per gli uccelli e le persone dai cambiamenti climatici“.

«I nostri ricercatori -ha detto il portavoce della National Audubon Society, David Ringer- stanno ancora elaborando i particolari di questo studio» che fornirà all’industria eolica le linee guida per minimizzare il danno per la fauna selvatica.