Piano generale dell’Ue per le materie prime: al centro l’innovazione

Entro il 2020 l’Ue leader mondiale per esplorazione, estrazione, trasformazione, riciclaggio e sostituzione delle materie prime

[26 settembre 2013]

Secondo la Commissione europea «le materie prime sono la linfa vitale dell’industria dell’Ue. Almeno 30 milioni di posti di lavoro in Europa dipendono dall’accesso alle materie prime. Ci troviamo tuttavia di fronte ad un aumento della domanda di minerali e metalli non trasformati, accompagnato da notevoli difficoltà nell’approvvigionamento di determinate materie prime, ad esempio la volatilità dei prezzi e le distorsioni del mercato».

Per affrontare questa situazione il gruppo direttivo di alto livello del Partenariato europeo per l’innovazione (Pei) sulle materie prime ha presentato ieri uno Strategic implementation plan (Sip) che descrive gli interventi da realizzare «per garantire un approvvigionamento sostenibile di materie prime per l’economia europea e per fare dell’Europa un leader mondiale in materia di esplorazione, estrazione, trasformazione, riciclaggio e sostituzione delle materie prime entro il 2020».

Il Sip delinea azioni dettagliate che i Paesi Ue, le imprese, i ricercatori e le Ong «possono intraprendere per promuovere l’innovazione tecnologica e non tecnologica nella catena del valore delle materie prime sia a livello europeo sia sulla scena internazionale. Il novero delle azioni possibili comprende una vasta gamma di iniziative quali nuovi concetti e tecnologie per un’esplorazione efficiente in termini di costi, un miglioramento del recupero e del riciclaggio dei rifiuti di demolizione e l’individuazione di alternative per le materie prime essenziali quali l’indio, impiegato nelle tecnologie tattili».

L’iniziativa intende contribuire a realizzare entro il 2020l’obiettivo di aumentare al 20% la quota del Pil dell’Ue detenuta dall’industria, così come gli obiettivi delle iniziative faro “Unione dell’innovazione” e “Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”.

Tra gli obiettivi del Sip c’è il varo di un massimo di 10 progetti pilota finalizzati a promuovere le tecnologie per la produzione di materie prime primarie e secondarie, ad identificare alternative per almeno tre applicazioni di materie prime essenziali e scarse nonché a creare migliori condizioni quadro per quanto concerne le materie prime in Europa. Il Sip prevede anche azioni per  migliorare le condizioni quadro e l’eccellenza nella gestione dei rifiuti in Europa e per rafforzare le conoscenze, le capacità e i flussi di materie prime nell’Unione, «tramite lo sviluppo di una base europea di conoscenze sulle materie prime ed anche attraverso la potenziale creazione di una comunità della conoscenza e dell’innovazione (Cci) nell’ambito dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologie (Eit)». Sono stati proposti anche alcuni interventi a sostegno di una strategia di cooperazione internazionale a livello bilaterale e multilaterale.

Ecco alcuni esempi di iniziative proposte dalla Commissione Ue nelle 24 aree d’azione individuate dal Sip: nuovi concetti e tecnologie per un’esplorazione efficiente in termini di costi, capace di fornire dati e informazioni di elevata qualità, tra cui geodati in tre dimensioni in alta definizione a profondità comprese tra i 150 e i 4 000 metri; sviluppo di soluzioni per migliorare il recupero ed il riciclaggio dei rifiuti di costruzione e demolizione, in particolare nei settori con maggior potenziale, come lo smantellamento di edifici non residenziali; la sostituzione dell’indio negli strati conduttori trasparenti, come quelli impiegati nei dispositivi tattili, nell’elettronica flessibile, nella tecnologia per l’energia solare e nell’illuminazione Oled (tecnologia a diodi elettroluminescenti organici, impiegata per fabbricare schermi digitali per dispositivi quali schermi televisivi, monitor per computer, dispositivi portatili come i telefoni cellulari, le console portatili per videogiochi e i palmari).

I Pei  sono stati avviati all’interno dell’Unione dell’innovazione per accelerare la diffusione sul mercato delle innovazioni in grado di affrontare le principali problematiche. L’obiettivo del Pei sulle materie prime è quello di «ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime migliorando le condizioni di approvvigionamento dall’Unione e da paesi terzi, garantendo l’efficienza delle risorse e fornendo alternative di approvvigionamento. Esso mira inoltre a portare l’Europa all’avanguardia nei settori delle materie prime mitigandone nel contempo l’impatto negativo a livello ambientale e sociale».

Secondo il Pei, «è importante passare da un’economia lineare, in cui estraiamo materie prime, fabbrichiamo prodotti, li utilizziamo e li gettiamo via, ad un’economia circolare, in cui i rifiuti generati da un settore industriale diventano le materie prime impiegate da un altro settore. Creare una simile economia circolare sarà essenziale per rafforzare la competitività e la resistenza industriale dell’Ue in uno scenario globale in cui si acuisce la concorrenza per l’accesso a risorse limitate. Il Pei svolgerà un ruolo importante nel rendere possibile tale transizione e fornirà indicazioni utili su come promuovere il riciclaggio e il riutilizzo di materiali preziosi per il pacchetto integrato di revisione della politica in materia di efficienza energetica e gestione dei rifiuti, che la Commissione presenterà nel 2014. Il Pei sosterrà inoltre lo sviluppo di soluzioni pratiche per ridurre l’incidenza delle attività estrattive sull’ambiente».

Antonio Tajani, commissario Ue all’industria e all’imprenditoria, che fa parte del gruppo direttivo di alto livello, ha detto che «l’innovazione nel campo delle materie prime, che sia essa legata all’estrazione, alla trasformazione, al riciclaggio o alla sostituzione, è la chiave per garantire la crescita e l’occupazione del futuro. Con la proposta odierna vogliamo sottolineare che l’Europa è in grado di affrontare queste importanti sfide avvalendosi delle innovative capacità di ricerca dell’Unione, rafforzate dall’iniziativa Horizon 2020. Ciò aiuterà la nostra industria sia a creare posti di lavoro sia a proteggere l’ambiente».

La Commissione europea informa che «verso la fine di ottobre 2013 verrà pubblicato un invito pubblico a manifestare impegni, che consentirà a tutte le parti potenzialmente interessate di esprimere una loro concreta intenzione di contribuire all’attuazione del Sip. Nel 2014 seguirà una comunicazione diretta a spiegare come intendono dare attuazione al Sip la Commissione europea, gli Stati membri, l’industria ed il mondo accademico».