Places: come colmare il divario nella comunicazione tra scienza e politica. La Toscana protagonista

[13 settembre 2013]

Secondo i ricercatori del progetto Platform of local authorities and cities engaged in science (Places) «Le decisioni politiche possono avere un enorme impatto sul modo in cui le persone interagiscono con il loro ambiente e, dato che un efficace processo decisionale si basa sulla scienza, quest’ultima dovrebbe svolgere un ruolo chiave. Questo non è però sempre il caso» ed il team di ricercatori europei, provenienti da Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Spagna e Ungheria ne individua le cause «Nelle lacune di comunicazione esistenti tra scienza, politica e società».

Il progetto Places, che dovrebbe concludersi a maggio del 2014, è finanziato dall’Ue nell’ambito del tema “Scienza e società” del Settimo programma quadro con 5,2 milioni di euro, riunisce ricercatori ed esperti di politiche provenienti da Belgio, Danimarca, Spagna, Italia, Ungheria e Austria. sono coinvolte 294 organizzazioni e 69 città che stanno sviluppando una piattaforma per una serie di portatori di interesse da utilizzare quando comunicano e lavorano insieme, sia a livello della città che regionale.  Per quanto riguarda i 15 Piani di azione locali, delle Smart City se ne occupa la Fondazione Idis-Città della Scienza di Napoli, mentre l’associazione ControScienza di Torino sviluppa uno delle 15 attività pilota: Students on the Move: A Sustainable Mobility Project.

L’Italia è ben rappresentata, con la Toscana fa la parte del Leone, infatti  tra le istituzioni ed associazioni partecipanti troviamo: Comune di Firenze, Caffè Scienza di Sesto Fiorentino, Fondazione Scienza e Tecnica – Planetario, Giardino di Archimede – Un Museo per la Matematica, Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (Instim), Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, Museo di Galileo, il Museo Nazionale Alinari della Fotografia, l’Openlab di Sesto Fiorentino, l’ Osservatorio Astrofisico di Arcetri. Dopo Firenze e la Toscana la città con più partecipanti è Napoli, dove aderiscono:  Comune, Fondazione Idis-Città della Scienza, Osservatorio Astronomico di Capodimonte – INAF, ’Osservatorio Vesuviano – INGV, Stazione Zoologica Anton Dohrn e Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Ben rappresentato anche Trento, con l’amministrazione Comunale, l’associazione Goghi&Goghi,  Il Museo delle Scienze di Trento. A Genova aderiscono il Comune, l’Associazione Festival della Scienza ed il Museo archeologico della Liguria, a Torino con il Comune c’è anche l’Unioncamere Piemonte, partecipa anche il Perugia Science Fest.

Il bollettino scientifico dell’Ue Cordis spiega che «In cima all’agenda dei ricercatori c’è la promozione e la realizzazione della Città della cultura scientifica in 90 regioni attraverso la Rete europea delle regioni per la ricerca e l’innovazione (Errin). La rete contribuisce a facilitare la condivisione delle conoscenze, favorisce la collaborazione e promuove l’azione congiunta tra le regioni partecipanti. I responsabili politici e le autorità locali stanno collaborando con centri scientifici, musei e fiere per rendere le città della cultura scientifica una realtà».
Dal suo avvio nel 2010, Places ha organizzato conferenze annuali e workshop nelle “città della scienza”, e gruppi di lavoro tematici e formazione per i dipendenti pubblici e «I workshop hanno dimostrato come dovrebbero essere sviluppate le politiche locali di comunicazione della scienza, mentre i gruppi di lavoro hanno stimolato la discussione sulle politiche e attività di comunicazione della scienza, e come queste sono collegate alla strategia Europa 2020 in materia di cambiamento climatico ed energia, istruzione, povertà, occupazione, ricerca e sviluppo. Il consorzio ha inoltre incoraggiato i partecipanti ai workshop di suggerire attività pilota».

Al suo terzo anno di vita, Places sta definendo delle linee guida pratiche per l’attuazione delle politiche di comunicazione della scienza.  A giugno i ricercatori hanno completato l’attività pilota “aMUSEment Park”, che incoraggia i giovani europei a progettare scenari sull’utilizzo delle aree verdi pubbliche a Trento, tra le quali il parco Le Albere di fronte al Muse, il nuovo museo delle scienze di Trento.  Gli esperti del Muse hanno contribuito con la loro conoscenza scientifica sulla ridistribuzione degli spazi e uno stakeholder locale ha fornito una piattaforma web. Il progettista delle proposte vincenti ha ricevuto buoni per prodotti tecnologici.   partner hanno anche ideato l’Assemblea delle parti interessate Places, «Consentendo ai ricercatori di enti pubblici, privati o accademici di condividere le informazioni con le organizzazioni non governative e i media».

Il team ha sviluppato anche la piattaforma web Places Open presentato come «Uno spazio di lavoro che ospita tutte le informazioni sviluppate, create e scambiate da e tra i partecipanti del progetto. Ma è anche più di questo, individui o gruppi che desiderano contribuire a Places possono caricare il loro lavoro».

I ricercatori sottolineano: «Le relazioni, valutazioni e indagini prodotte nel periodo di durata del progetto forniranno indizi preziosi su quanto gli attori locali e le scienze interagiscono, permettendo di presentare raccomandazioni politiche.  I dati raccolti sulle politiche per la comunicazione della scienza e gli attori, e le valutazioni d’impatto sulle attività, verranno utilizzati per redigere raccomandazioni sullo sviluppo di politiche di comunicazione da cui potrebbero trarre beneficio gli europei in varie città e in tutte le regioni».