Plastic food, la riduzione dei rifiuti fa proseliti anche in Marocco

Dall’Umbria il progetto arriva in Africa (passando per Bruxelles)

[25 agosto 2014]

E’ stato l’artista di Umbertide (Pg) Pierluigi Monsignori Potsy ad aprire oggi con la sua installazione Plastic Food e una conferenza video il primo festival dedicato alla riduzione dei rifiuti del Marocco, a Kenitra, che proseguirà fino al 30 agosto.

Il Festival international pour l’environnement è organizzato dall’Association Ecologie et Art e da Fondation des jeunes pour le développement durable, che hanno chiesto di partecipare all’artista umbro di cui già parlammo su queste pagine, che si dedica da anni alla sensibilizzazione alla riduzione dei rifiuti rivolgendosi agli adulti come ai bambini.

Plastic Food, è un’installazione di Land Art, l’ultima a partire dal 2000, realizzata nel 2010. «Balle di materiale plastico e spazzatura, messe in un campo della magnifica campagna umbra, al posto delle rotoballe di paglia. Effetto chok! – dice Pierluigi Monsignori Potsy – Nei campi di grano appena mietuto, una mattina la popolazione si trova di fronte uno scenario inquietante! Eppure, è quello che sicuramente ci troveremo a vivere se continuiamo così. Abbiamo bisogno di una diversa mentalità, un diverso approccio verso tutto quello che buttiamo e che comunque abbiamo già pagato in partenza. Una sensibilizzazione, che non deve partire solo dalle nuove generazioni, ma da tutti. A livello mondiale».

Plastic Food Project, che opera a livello nazionale, europeo e internazionale, è nato da questo e come progetto di comunicazione sociale partecipa dal 2010 alla settimana Europea dedicata alla riduzione sui rifiuti a Bruxelles; nel 2011 l’opera di Monsignori Potsy è stata installata nel Park de Forest, nella capitale belga e poi esposta al Pecci di Prato, oltre che in importanti musei.

Grazie all’importanza del messaggio che l’installazione Plastic Food trasmette, l’artista di Umbertide è stato invitato ad inaugurare il festival di  Kenitra, una manifestazione realizzata anche grazie alla collaborazione cion le autorità e le due Ong marocchine e di diversi sponsor che lavorano in diversi campi a livello mondiale. «Un’opportunità, questa, per interagire con quei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, e quindi, sull’Europa – conclude Monsignori Potsy – Mi auguro che questo sia l’inizio per una stretta collaborazione».