Quanto è verde Mattarella. Gli auspici degli “ambientalisti”

[2 febbraio 2015]

L’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica è sicuramente una vittoria di Matteo Renzi e del Pd, e una sconfitta di Silvio Berlusconi e Forza Italia, imbambolati – come Sel, M5S, Lega e destra varia – davanti a qualcosa cui non erano più abituati da 20 anni e passa: uno che riesce a fregare l’ex cavaliere nero utilizzando la stessa spregiudicatezza e le sue stesse armi post-politico/partitiche/mediatiche. Forse non è rinata la balena bianca democristiana, come temono o sperano in molti, ma certamente quel che ha portato alla presidenza della Repubblica un uomo degno come Mattarella si potrebbe definire una operazione post-democristiana – da DC 2.0 se preferite – piazzata dal più “svelto” erede di quella tradizione, è la sensazione che si ha sentendo tutti gli ex(?) democristiani accasatisi nel Pd e nel centro-destra, da Mastella alla Bindi… passando per Alfano a Marini.

Di Mattarella si conosce l’amore per la montagna, ma poco o nulla si sa di quel che questo democristiano di “sinistra” di lungo corso, sempre limpidamente antifascista, pensi dell’ambiente, anche se la sua vicinanza alla Chiesa e a Papa Francesco fanno ben sperare. Vedremo se si limiterà ai moniti e ai richiami ambientalisti in alcune occasioni celebrative o dopo i disastri “naturali” più grandi,  come ha fatto Giorgio Napolitano,  o se il verde della bandiera italiana con la sua presidenza assumerà un maggiore valore.

Per decifrare le attitudini green del nuovo Presidente della Repubblica tocca quindi affidarsi alle dichiarazioni degli “ambientalisti”  a cominciare da chi gli è più vicino, come Alessandro Bratti, presidente nazionale Ecodem e deputato Pd, secondo il quale «l’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica è una buona notizia per Italia. Gli Ecologisti Democratici plaudono alla scelta di un uomo dal profilo etico indiscutibile e da una lunga e comprovata esperienza sempre al servizio dello collettività e dei cittadini. Siamo certi che con lui i temi della salvaguardia dei beni comuni e della legalità saranno sempre al centro dell’azione politica ed istituzionale».

Restando nel Pd, secondo così Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente territorio e lavori pubblici della Camera, «non c’è alcun dubbio che Sergio Mattarella adempirà l’alto compito cui è chiamato con “disciplina ed onore”, come prevede l’articolo 54 della Costituzione. È una figura autorevole, di grande esperienza politica, che ha profonda conoscenza delle istituzioni e rispetto per la Costituzione.  Le qualità giuste per aiutare l’Italia nei prossimi sette anni. Il suo inoltre è un nome cristallino, che unisce, e su cui si è realizzata un’ampia convergenza democratica che è andata al di là della maggioranza di governo».

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, anche lui democristiano,  ha definito Mattarella «Personalità di altissimo profilo istituzionale che sono certo saprà dimostrarsi, in un Paese che ha bisogno di pacificazione, il Presidente di tutti gli italiani». Ma Galletti non fa nessun accenno all’ambiente e conclude: «Ora il governo  proseguirà il suo percorso riformatore, disegnando un nuovo assetto istituzionale e affrontando con sempre maggiore determinazione le grandi criticità economiche e sociali del nostro Paese: la figura di Mattarella rappresenterà una garanzia di terzietà e una guida nel solco dei valori costituzionali».

Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha affidato il suo commento a Twitter: «Mattarella personalità di alto profilo per un paese in mano a corrotti e mafie, buon lavoro presidente»

Monica Frassoni (presidente del Partito Verde Europeo, Fabio Granata, Annalisa Corrado e Oliviero Alotto, coordinatori e portavoce nazionali di Green Italia, a differenza di Galletti, centrano il loro commento con gli auguri riferiti proprio al tema ambientale, e in una nota congiunta sottolineano: «Da ambientalisti affidiamo al nuovo Presidente della Repubblica, on. Sergio Mattarella, la tutela dell’articolo 9 della Costituzione, secondo cui la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica; tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. La scommessa sul futuro dell’Italia e’ tutta qui e solo applicando con rigore questa parte della Costituzione si potrà costruire un avvenire all’altezza della nostra storia. Oggi il patrimonio culturale e ambientale è a forte rischio tra cementificazione, veleni industriali, mancate bonifiche, trivellazioni, grandi opere inutili e illegalità diffusa, la ricerca è mortificata, il paesaggio e il patrimonio storico della Nazione sono a forte rischio. Mattarella ponga la tutela di questi “essenziali” beni comuni come stella polare del suo nuovo e altissimo ruolo istituzionale che riveste da oggi senza mai cedere a mediazioni e moderatismi su questi temi essenziali: per l’Italia e per il Presidente della Repubblica una grandissima responsabilità».