Regione Toscana, progetto di Prestito sociale: un aiuto che va oltre l’erogazione di denaro

[3 settembre 2013]

4 milioni e 695 mila euro messi a disposizione dalla Regione Toscana per far superare a persone e famiglie un momento di particolare difficoltà o fragilità socio-economica: si tratta del progetto di Prestito sociale che ora è in dirittura di arrivo.

Oggi il presidente Enrico Rossi ha incontrato i rappresentanti dei soggetti del terzo settore che hanno presentato i progetti per il bando che si è chiuso a fine giugno (la graduatoria dei progetti è ufficiale e certificata). Entro la fine di settembre è previsto l’avvio effettivo del progetto con l’inizio dell’attività dei circa 250 centri di ascolto ai quali potranno rivolgersi le persone interessate.

Alla chiusura del bando i progetti pervenuti agli uffici regionali sono stati in tutto 49 di cui  38 sono stati approvati e sono in grado di offrire una copertura territoriale molto ampia: 32 zone socio-sanitarie su 34.

«Un’esperienza unica, che contribuirà a fare in modo che in Toscana, in questo periodo di crisi, nessuno rimanga solo- ha sottolineato  il presidente Enrico Rossi- Abbiamo cambiato prospettiva pensando a un intervento che richiede molta saggezza, spirito di responsabilità, l’assunzione di un carico non banale per la costruzione di una vera rete nella società civile. Sono orgoglioso di come la Toscana ha reagito e risposto e scommetto molto sul progetto. In un periodo di crisi chi sta “sul bordo” rischia facilmente  di cadere sul versante della povertà e se non c’è un intervento rapido la caduta rischia di essere rovinosa. Penso all’area sempre più vasta del precariato, dei cassintegrati, delle partite Iva che chiudono. Questo è il nostro target, la fascia che ci preoccupa di più e per la quale abbiamo predisposto questa iniziativa. Ci abbiamo messo quasi 5 milioni, penso che il fondo in gran parte si reintegrerà attraverso le restituzioni, perché, come mi capita di dire, è più facile che paghino i poveri che le finanziarie dei derivati» ha concluso il presidente.

Grazie ai progetti che hanno ottenuto il via libera è stata creata, e sarà attiva entro fine mese, una rete territoriale di circa 250 centri di ascolto gestiti da 400 volontari di associazioni del Terzo settore, ai quali le persone in situazione di bisogno potranno rivolgersi per sostenere un colloquio, individuale o familiare.

I centri di ascolto, che opereranno in stretto raccordo con i servizi sociali territoriali, nell’accogliere le domande, daranno priorità a coloro che si trovano in condizione di particolare fragilità socio-economica: appartenenza a famiglie numerose, presenza di situazioni di disabilità grave, presenza di figli minori e di nuclei monoparentali.

All’indirizzo www.regione.toscana.it/prestitosociale saranno consultabili nei prossimi giorni i nomi dei centri, gli indirizzi, i numeri di telefono, gli indirizzi email e gli orario di apertura. La Regione ha previsto, per ciascun progetto, un finanziamento massimo di 150 mila euro.

Dopo aver predisposto un piano personalizzato, i contributi che potranno essere accordati (dopo l’istruttoria effettuata dai centri di ascolto sempre in raccordo con i servizi sociali territoriali) non potranno superare i 3 mila euro, senza garanzie né interessi. La restituzione della somma dovrà avvenire entro un massimo di 36 mesi e la modalità sarà concordata sempre con il centro di ascolto al quale spetteranno anche attività di tutoraggio e di accompagnamento per garantire un uso consapevole del denaro.

Al beneficiario viene in pratica richiesto di essere parte attiva e propositiva nel superare le momentanee difficoltà economiche, personali o della propria famiglia. La restituzione del denaro potrà avvenire, in alternativa a quella rateale prevista dal piano personalizzato, anche attraverso lo svolgimento di attività socialmente utili.

«Questa misura – ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali Salvatore Allocca – mette tutti in discussione, perché non è centrata solo sulla educazione alla spesa ma sull’educazione alle relazioni. La povertà di oggi non è solo l’avere poco, ma è escludente. Tutti però hanno qualcosa da dare ed è questo che dobbiamo valorizzare».

La Regione ricorda i requisiti dei beneficiari: residenza anagrafica in un comune toscano, maggiore età, assenza di condanne definitive di un certo tipo (associazione di tipo mafioso, riciclaggio, impiego di denaro e beni di provenienza illecita), valore Isee non superiore a 15mila euro, cittadinanza europea oppure possesso della carta di soggiorno o di regolare permesso di soggiorno.